Melinda presenta il primo bilancio di sostenibilità

Agricoltura rigenerativa e di precisione, energia green: il Consorzio certifica con numeri e risultati la tutela dell'ambiente

Presentazione del bilancio del Consorzio Melinda presso la Federazione trentina della Cooperazione
Presentazione del bilancio di Melinda presso la Federazione trentina della Cooperazione

Melinda ha presentato il primo bilancio di sostenibilità, dove ha messo nero su bianco i risultati raggiunti, forte di un’attenzione all’ambiente che è nel dna del Consorzio. Risparmio energetico, gestione efficiente delle risorse idriche, agricoltura rigenerativa, agricoltura 4.0 tra i temi che caratterizzano la prima pubblicazione. “Da anni Melinda si impegna nella promozione della propria responsabilità sociale e ambientale d’impresa e nello sviluppo di soluzioni sempre più sostenibili per i prodotti e i processi, ora è necessario compiere un ulteriore passo in avanti” ha sottolineato Luca Zaglio, direttore generale di Melinda.

Energia solo da fonti rinnovabili

Le celle ipogee delle mele Melinda scavate nelle Dolomiti
Le celle ipogee delle mele Melinda garantiscono un forte risparmio energetico in fase di stoccaggio

Presentato presso la Federazione trentina della Cooperazione, il rapporto, è redatto in conformità agli standard  Global Reporting Initiative (Gri) e prosegue il percorso iniziato nell’ambito del progetto Trentino Frutticolo Sostenibile promosso da Apot, già autrice del suo bilancio di sostenibilità.

Sul fronte energetico notevoli sono i risparmi legati all’impiego e all’espansione delle celle ipogee, che, permettono di impiegare meno energia  nel confronto con i magazzini di superficie. Il Consorzio si basa  poi da tempo su una fornitura 100% rinnovabile grazie all’energia idroelettrica e a quella fotovoltaica dai pannelli installati sui tetti degli impianti di conservazione e lavorazione (quest’ultima in via di raddoppio in base al nuovo piano di sviluppo).

Tutela del suolo

Melinda ha sposato la tecnologia per proporre  prodotti da agricoltura rigenerativa.  Un esempio è la riduzione dell’impiego degli agrofarmaci nei campi grazie all’impiego di Sophia (Spray Overcanopy PHytosanitary Innovative Application), un sistema di precisione a punto fisso per l’applicazione dei trattamenti, che consente di indirizzare gli antiparassitari in modo mirato sulle colture, riducendo le emissioni di CO2.

Con xFarm Technologies e dss+,  ha poi lanciato un progetto pluriennale, che coinvolge un gruppo selezionato di aziende agricole, per la  redazione di un protocollo delle buone pratiche di rigenerazione  e salvaguardia del suolo.

L’impiego dell’irrigazione a goccia sul 97% dei meleti e l’uso di un sistema di riciclo negli impianti di selezione permettono, infine, un risparmio idrico del 30% rispetto ai sistemi tradizionali.

Le iniziative di Apot

Apot ha poi aggiornato sulle iniziative  in corso. l’Associazione collabora a un progetto di economia circolare che coinvolge la cooperativa di allevatori Alta Anaunia Bioenergy, nel comune di Romeno. Questa ha realizzato un biodigestore per produrre energia a partire dagli effluenti zootecnici trasformandoli in digestati destinati ai frutticoltori della Val di Non.

Da segnalare il biomonitoraggio con le api. Attraverso il lavoro della Fondazione Mach si riescono a ottenere dati importanti sul clima e sul livello di ospitalità dell’ambiente agricolo.  Infine l’innovazione varietale, grazie all’introduzione di cultivar di mele resistenti che, grazie alle caratteristiche genetiche, sono protette dalla ticchiolatura.

 

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