L’Unione europea ha ufficializzato l’azzeramento dei dazi sulle prugne secche e sul succo di prugna di origine statunitense. Il provvedimento, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, è entrato in vigore il primo luglio e rappresenta una delle prime applicazioni concrete dell’intesa commerciale tra Bruxelles e Washington, aprendo completamente il mercato europeo a questi prodotti americani.
Un’opportunità per la filiera statunitense
Il nuovo regolamento rende più agevole l’accesso di questi prodotti al mercato europeo, con l’Italia tra le destinazioni dell’export più importanti per il comparto americano.
Per il California Prune Board, in particolare, il mercato europeo, e quello italiano in particolare, rappresentano un’area strategica grazie a relazioni commerciali consolidate, continuità delle forniture e investimenti nella promozione del prodotto.
“Accogliamo con favore questo importante passo avanti tra gli Stati Uniti e l’Ue, e desideriamo ringraziare l’Amministrazione statunitense, la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea per aver lavorato insieme su questo accordo storico -afferma Esther Ritson-Elliott, director of international marketing and communications del California Prune Board-. Eliminando le barriere tariffarie esistenti e creando condizioni di mercato più eque, l’accordo facilita l’accesso degli importatori alle Prugne della California di alta qualità e apre nuove opportunità per i nostri partner commerciali europei e per i consumatori”.
Nel 2025 l’Italia ha perso oltre 300 milioni di export con gli Usa a causa delle tariffe
L’azzeramento dei dazi su prugne secche e succo di prugna rientra nel più ampio accordo commerciale tra Unione europea e Stati Uniti, che punta a favorire una maggiore apertura del mercato europeo alle merci americane. Sul fronte opposto, le esportazioni agroalimentari europee verso gli Usa continuano invece a scontare un dazio medio del 15%, nell’ambito della stessa intesa commerciale.
In questo contesto, va sottolineato, l’export agroalimentare italiano verso il mercato statunitense nel 2025 ha registrato una contrazione del 4,5%, passando da circa 7,8 miliardi a circa 7,5 miliardi di euro, secondo i dati presentati da The European House-Ambrosetti. Un dato che evidenzia come gli Stati Uniti restino un mercato strategico per il made in Italy agroalimentare, ma anche più oneroso per le imprese europee dopo l’introduzione delle nuove tariffe.




