Dal 12 agosto è in vigore il Ppwr, il regolamento Ue su imballaggi e rifiuti da imballaggio. Per il comparto ortofrutticolo si apre una fase di adeguamento. Il Ppwr stabilisce requisiti di sostenibilità per il pack e le etichette con l’obiettivo di evitare imballaggi non necessari e promuovere il riutilizzo, la ricarica e il riciclo. Il regolamento copre tutti i tipi di imballaggi e rifiuti di imballaggio, che devono essere progettati per minimizzare la presenza di sostanze nocive e devono essere riciclabili.
Sorma nel mondo del confezionamento
Sorma è una realtà specializzata in lavorazioni post-raccolta e confezionamento che mette a disposizione una gamma di soluzioni per packaging ed etichettatura pensate per rispondere a questi obblighi. Il gruppo conta oltre 160 modelli di macchinari, coperti da 60 brevetti sviluppati da un team interno di 35 ingegneri. È presente con sedi operative in Italia, Spagna, Germania, Francia, Turchia, Olanda, Usa, Marocco, Cile, Perù e Brasile.

Adeguarsi al Ppwr
“Il Ppwr rappresenta una sfida -spiega Silvia Albanese, marketing specialist di Sorma Group- ma anche un’importante occasione per ripensare il packaging in chiave di ottimizzazione dei processi, riduzione degli sprechi e differenziazione sul mercato”.
Le soluzioni di Sorma per rispondere al Ppwr
L’azienda lavora allo sviluppo di tecnologie che rispondano alle norme Ue sugli imballaggi, proponendo confezioni mono-materiale, riducendo il peso degli imballi e con componenti più sostenibili. Tra i progetti più recenti c’è Sorma Clipless, mostrato a Fruit Logistica. È una rete da imballaggio realizzata interamente in hdpe2, sia nella struttura sia nell’etichetta, senza punti metallici. Grazie a un unico materiale, l’intera confezione può finire nella raccolta della plastica senza bisogno di separare i vari elementi.
Anche il reparto ricerca e sviluppo lavora per alleggerire peso e volume del packaging, senza intaccarne le prestazioni. È il caso della rete Vertbag: il peso è sceso dai 70-80 g/m² iniziali ai 40 g/m² attuali, mentre lo spessore del film è passato da 70 a circa 45 micron.
Un altro fronte riguarda i materiali: cresce progressivamente l’uso di componenti a base di cellulosa e plastiche riciclabili.
Tra i nodi da affrontare con il Ppwr c’è quello economico: adattare le linee produttive a imballaggi conformi ha un costo. Su questo punto Sorma sta sviluppando soluzioni compatibili con i macchinari già in uso dai clienti.





