Il mercato ortofrutticolo è influenzato dalle condizioni climatiche, con il progressivo abbassamento delle temperature che favorisce la ripresa di alcune produzioni e modifica gli orientamenti della domanda, sempre più rivolta agli ortaggi da cottura. A incidere sulla disponibilità e sulla distribuzione dei prodotti è anche lo sciopero degli autotrasportatori della scorsa settimana, che ha rallentato le consegne e condizionato gli approvvigionamenti dei mercati.
Tra la frutta, le clementine risentono della carenza di prodotto italiano, parzialmente compensata dalle importazioni spagnole, mentre la domanda resta ancora debole.
Tra le orticole, la maggiore disponibilità spinge al ribasso le quotazioni di cavolfiori, fagiolini, finocchi, lattughe e radicchi, grazie alla ripresa produttiva. Le cime di rapa beneficiano del clima favorevole, con un miglioramento della qualità ma un mercato ancora contratto. I peperoni mostrano andamenti differenziati tra le piazze, con il ritorno del prodotto siciliano, mentre le zucchine registrano rincari dopo le difficoltà di approvvigionamento legate allo sciopero. Stabili nel complesso le zucche, in un mercato vivace in vista della festività del primo novembre.
Grazie all’accordo con Borsa Merci Telematica Italiana (Bmti) e Italmercati pubblichiamo la rilevazione dei prezzi dell’ortofrutta presso i mercati all’ingrosso al 26 ottobre 2026. Qui di seguito una sintesi delle principali tipologie di frutta e ortaggi in commercio. Nel pdf scaricabile trovate il dettaglio dei grafici e i rilevamenti sulle principali piazze italiane: Milano, Bologna, Padova e Roma.
Scarica i prezzi dell’ortofrutta in Italia al 26 ottobre 2026 in PDF cliccando qui
Cavolfiori: prezzi in calo
Prende quota la stagione dei cavolfiori bianchi. Aumenta l’offerta che si ripercuote sulle quotazioni che segnano un deciso calo, soprattutto nella piazza di Roma, forte di una produzione locale abbondante. Richiesta che viene stimolata dalle temperature più fresche. Si consolida il mercato del cavolfiore romanesco con un calo dei prezzi e un aumento della disponibilità.
Cime di rapa: prezzi in calo
Mercato ancora contratto per le cime di rapa, mentre la produzione prende un buon ritmo grazie al clima favorevole. Prezzi in lieve calo e qualità in netto miglioramento.
Clementine: prezzi in timido calo
Riprende la consegna nei mercati italiani delle clementine del Sud Italia dopo lo sciopero degli autotrasportatori della scorsa settimana. Per ovviare alla carenza di prodotto italiano, i mercati italiani hanno incrementato l’importazione delle clementine spagnole, vendute a un prezzo più alto a causa dell’offerta più bassa. La qualità non è ancora ottimale ma sta migliorando con l’arrivo delle temperature autunnali, con una marcata escursione termica notturna. Richiesta che ancora non decolla.
Fagiolini: prezzi in discesa
Riprende a pieno ritmo la produzione dei fagiolini italiani, prevalentemente del Sud Italia e in seconda battuta dall’Emilia-Romagna. Offerta in forte aumento, soprattutto nel mercato di Roma, e quotazioni che segnano un deciso calo per il prodotto raccolto a mano. Discesa dei prezzi, per lo stesso motivo, anche per la varietà piatti verde, che hanno raggiunto nelle scorse settimane anche i 5,00 €/Kg.
Finocchi: prezzi in discesa
Si avvia la produzione campana e pugliese dei finocchi che si traduce in aumento dell’offerta nei mercati in questo avvio di settimana, e un deciso calo delle quotazioni, a eccezione del mercato di Bergamo che restano stabili dato l’arrivo in ritardo di prodotto. Volge al termine la vendita del finocchio del Fucino.
Lattughe: prezzi in calo
Discesa per i prezzi delle lattughe italiane. Grazie al clima favorevole riprende la produzione italiana di tutte le varietà, con un marcato calo per la varietà Cappuccio e Gentile. A favorire la discesa dei prezzi contribuisce anche la domanda più debole, che si sta spostando verso gli ortaggi da cottura con le temperature più fredde. Sostanziale stabilità per il prezzo dell’Iceberg estera, sia olandese che spagnola.
Peperoni: prezzi in lieve rincaro
Tornano i peperoni siciliani nei mercati che segnano un lieve aumento nel mercato di Padova che si allinea con le quotazioni delle altre piazze. Si registra invece una flessione nella piazza di Roma che presentava nella scorsa settimana prezzi più alti, trainati dalla forte domanda proveniente dalla ristorazione romana. Prezzi che tendono al calo anche per il prodotto spagnolo per avere un miglior piazzamento con l’offerta in aumento dell’ortaggio italiano.
Radicchi: prezzi in calo
Si avvia la nuova stagione veneta dei radicchi sia lungo precoce che tondo rosso, consentendo un calo dei prezzi. Quotazioni che stanno tornando su livelli normali, dopo il buco produttivo delle scorse settimane causate dal forte caldo che ha decimato la produzione abruzzese, non permettendo una continuità dell’offerta. Si mantengono alti, seppur in calo, i prezzi del radicchio variegato, a causa di una disponibilità ancora limitata.
Zucche: prezzi perlopiù stabili
Prezzi stabili per le zucche con un mercato vivace, tipico del mese di ottobre in concomitanza della festività del primo novembre. Infatti l’unico aumento si registra per la zucca di Halloween la cui vendita è concentrata e limitata in questa settimana. Prezzi più bassi per la lunga napoletana nel mercato di Roma, determinata da una richiesta molto bassa spostata verso le varietà locali, come la Moscata di Provenza e la Butternut.
Zucchine: prezzi in aumento
Riprende la vendita delle zucchine siciliane. Terminata ormai la produzione in piena area. Prezzi in aumento nelle diverse piazze, dopo la carenza di prodotto nelle scorse giornate a causa dello sciopero dei trasportatori. Domanda non esaltante.





