Tra gli effetti del climate change c’è l’aumento dei patogeni, tra cui gli elateridi, insetti terricoli noti anche come “ferretti”. Per contrastarne la diffusione Ri.Nova ha promosso un progetto triennale, con partner università e importanti realtà agricole del territorio. Si chiama EM.E.PA.CLIMA e punta a fornire soluzioni concrete agli agricoltori per difendere la coltura della patata emiliano-romagnola attraverso strategie innovative e sostenibili.
Otre a Ri.Nova (capofila) e a due centri di ricerca pubblici (Università di Bologna e di Ferrara), il progetto vede coinvolti enti di formazione (Dinamica) e imprese agricole del territorio: Astra Innovazione e Sviluppo, Orogel Fresco, Apofruit Italia, Pizzoli, Vecchiattini Claudio, Marabini Luigi, Tamisari Paolo, Patfrut, Bonfiglioli Paolo, Chiarini Andrea, Orticolti.
Le strategie: nuove tecniche agronomiche, geo-insetticidi naturali e gestione idrica
Finanziato dal Feasr 2023-2027 (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale), prevede diversi step, a partire dall’individuazione del periodo di massima pericolosità delle diverse specie di elateridi in relazione alle nuove condizioni ambientali. Parallelamente si lavorerà sugli aspetti agronomici.
“Le corrette strategie in campo rappresentano un tassello fondamentale nel progetto -spiega Lorenzo Barbanti, responsabile scientifico del progetto e docente dell’Università di Bologna-. Attraverso precise rotazioni colturali e specifiche lavorazioni del terreno, possiamo intervenire con azioni di disturbo nel momento di massima vulnerabilità degli elateridi. Anticipando i tempi di raccolta, riusciamo poi a ridurre significativamente l’esposizione dei tuberi alle larve. Unendo questi approcci renderemo gli areali produttivi meno ‘attrattivi’ per il parassita”.
Riflettori accesi anche sul tema della gestione idrica. “L’efficienza nell’uso delle risorse idriche è cruciale per affrontare gli effetti del cambiamento climatico sulla pataticoltura -spiega Stefano Civolani, docente dell’Università di Ferrara -. Analizzeremo diversi sistemi irrigui per individuare quelli meno favorevoli alle larve di elateridi, oltre a essere in grado di garantire un maggior risparmio idrico. L’obiettivo, in sintesi, è quello di ottenere produzioni più o meno equivalenti a quelle attuali, con meno acqua e meno fitofarmaci. In questo senso lavoreremo anche su tecniche innovative di difesa, utilizzando geo-insetticidi naturali”.
Il progetto prevede attività di formazione e sensibilizzazione verso agricoltori, tecnici e comunità locali. “Puntiamo a ridurre significativamente le perdite produttive e offrire agli operatori del comparto pataticolo regionale gli strumenti giusti” aggiunge Stefania Delvecchio, responsabile organizzativa del progetto.












