Vertical farming: efficienza energetica, innovazione e pl guidano la nuova fase di sviluppo

Dal contenimento dei costi all’ampliamento dell’offerta, le imprese ridefiniscono le strategie industriali e commerciali per rispondere alle richieste della gdo

Insalate coltivate fuori suolo
Insalate fuori suolo

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Negli ultimi due anni il vertical farming ha imboccato una nuova fase di sviluppo. La priorità delle aziende non è più soltanto aumentare la capacità produttiva, ma costruire modelli economicamente sostenibili attraverso l’efficientamento energetico, l’automazione dei processi e il ricorso a fonti rinnovabili. Parallelamente si è ampliata l’offerta con referenze premium e ad alto valore aggiunto, mentre si consolidano le collaborazioni con la gdo, sempre più orientata a sviluppare progetti di mdd per differenziare l’offerta e valorizzare qualità, innovazione e sostenibilità.

Investimenti sostenibili

Il nuovo stabilimento Planet Farms di Cirimido, in provincia di Como, su una superficie coperta di 11.500 mq, ospita circa 20.000 mq di coltivazioni verticali completamente automatizzate, consentendo all’azienda di produrre a regime fino a 75.000 confezioni di insalata al giorno. Sul fronte industriale l’obiettivo è realizzare nuovi stabilimenti in Europa attraverso partnership strategiche, replicando il modello su scala sempre più ampia. “Una tappa fondamentale -fa sapere Mara Valsecchi, ceo di Planet Farms Italia- sarà l’avvio di una nuova vertical farm nel Regno Unito, vicino a Londra, pianificata per inizio 2028”. Il punto critico, come per ogni vertical farm, resta l’aumento dei costi energetici. “Abbiamo scelto di utilizzare esclusivamente fonti rinnovabili. Il nostro modello è supportato dall’impiego di algoritmi di intelligenza artificiale e sensoristica avanzata che monitorano ogni parametro vitale delle piante in tempo reale, minimizzando gli sprechi energetici”.

Fri-El Green House, socia della Op Cio-Consorzio interregionale ortofrutticolo-Sca e produttrice del marchio H2Orto, negli ultimi due anni ha portato avanti un importante piano di investimenti volto a rendere il polo produttivo di Ostellato sempre più efficiente dal punto di vista energetico. Tra gli interventi più significativi figura il completamento dell’impianto fotovoltaico galleggiante sul bacino idrico di Ostellato 3-4, con una potenza di 2,7 MW, realizzato per valorizzare superfici già disponibili senza ulteriore consumo di suolo. Si aggiunge l’avvio, nell’autunno 2025, di un impianto fotovoltaico a terra da 16,8 MW, dotato di un sistema di raccolta dell’acqua piovana, la cui entrata in funzione a regime è prevista nei prossimi mesi. “Permetterà di aumentare la quota di energia rinnovabile autoprodotta e di irrigare le serre quasi esclusivamente con acqua piovana”, sottolinea Florian Gostner, ceo di Fri-El Green House. Un altro investimento strategico riguarda la conversione dell’impianto di biogas in biometano. Di particolare rilievo è anche il progetto geotermico promosso tramite la controllata Fri-El Geopower, con la proposta denominata Gesiis, cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito dell’Innovation Fund Cinea. Produrrà circa 67.000 MWh all’anno e sarà dotato di un sistema di stoccaggio stagionale del calore, pensato per riscaldare le serre durante tutto l’anno. “Parallelamente Fri-El Green House continua a investire nell’ampliamento della superficie produttiva, con l’obiettivo di passare dagli attuali circa 31 ettari a 60 ettari di serre”. La visione di Tomato+ è quella di rendere la coltivazione di ortaggi freschi accessibile ovunque, portando la tecnologia del vertical farming direttamente nei luoghi in cui il cibo viene consumato. Tomato+ ha concentrato i propri investimenti sull’efficienza energetica, sulla sostenibilità e sulla digitalizzazione delle proprie serre idroponiche. Tra le principali innovazioni introdotte figura il nuovo sistema di illuminazione a Led raffreddati a liquido, sviluppato per aumentare l’efficienza degli impianti e ridurre i consumi energetici. “Questa tecnologia ha consentito di diminuire di quasi il 50% il fabbisogno energetico rispetto alle precedenti generazioni di sistemi di coltivazione” sottolinea il ceo e founder Daniele Rossi. Un ulteriore investimento strategico ha riguardato lo sviluppo del software proprietario Tomato+, che oggi consente il controllo remoto completo delle serre, il monitoraggio in tempo reale dei parametri di coltivazione e l’ottimizzazione automatica dei processi produttivi attraverso algoritmi di Ai. “Tra i principali progetti in corso vi sono il potenziamento delle funzionalità di intelligenza artificiale applicate alla coltivazione, l’espansione commerciale in nuovi mercati europei e lo sviluppo di nuove soluzioni dedicate a retail, hospitality e ristorazione”.

Agricooltur ha accelerato l’evoluzione dei propri sistemi industriali puntando su automazione, standardizzazione e gestione intelligente degli impianti. “L’obiettivo strategico -sottolinea Bartolomeo Divià, presidente esecutivo e fondatore di Agricooltur- è stato il passaggio dalla progettazione di grandi strutture complesse su misura alla creazione di famiglie di impianti standardizzati e ingegnerizzati in serie, capaci di adattarsi a qualsiasi volume produttivo (da poche migliaia fino a oltre 500.000 pezzi l’anno)”. In questa direzione si inseriscono i sistemi Start2Grow, lanciati alla fine del 2025: si tratta di moduli plug and play per il vertical farming indoor progettati per essere installati e gestiti senza competenze agronomiche specifiche. La tecnologia integra sistemi aeroponici e un ciclo Ebb&Flow dedicato alla fase di germinazione, che consente di ottimizzare l’assorbimento di acqua e nutrienti e di favorire lo sviluppo dell’apparato radicale prima del trasferimento alle successive fasi di coltivazione. Gli impianti sono inoltre connessi in modalità Industria 4.0 e monitorati continuamente tramite software proprietari. Sul tema energetico l’azienda ha sviluppato una doppia strategia: da un lato integra impianti fotovoltaici nei moduli serra Plant Aeroshell e nei container Hortus Dome, dall’altro impiega il sistema di controllo Mind, che ottimizza consumi elettrici, illuminazione e climatizzazione in funzione delle reali esigenze biologiche delle colture.

OnoEx, da aprile 2026 una Spa, si posiziona come technology provider. Negli ultimi due anni ha lavorato soprattutto sulla propria piattaforma, da tecnologia innovativa a infrastruttura industriale replicabile. Gli investimenti principali hanno riguardato l’industrializzazione della piattaforma seed-to-pack, l’evoluzione dei moduli di coltivazione indoor e il miglioramento dei sistemi di automazione, della sensoristica, della movimentazione dei vassoi, della gestione delle ricette colturali e del controllo remoto. “Abbiamo rafforzato il lavoro su software, Ai e data platform -specifica il ceo Thomas Ambrosi-, con l’obiettivo di rendere ogni ciclo produttivo sempre più controllabile, misurabile e ripetibile”. OnoEx punta sull’efficienza dell’illuminazione Led, la gestione automatizzata dei cicli luce/buio e il controllo modulare del microclima. “Un impianto OnoEx esprime il massimo potenziale quando è integrato con energie rinnovabili, contratti Ppa, recupero di calore, autoproduzione o sistemi energetici territoriali già esistenti. Per il futuro stiamo lavorando anche su progetti di implementazione in diverse aree geografiche, tra cui il Medio Oriente, l’Europa e gli Stati Uniti”. Le direttrici di sviluppo sono tre: il consolidamento della piattaforma come infrastruttura automatizzata e scalabile; l’espansione delle applicazioni, dal food alle life sciences, dal plant breeding alle produzioni vegetali standardizzate ad alto valore, all’internazionalizzazione attraverso partnership industriali. Gli ultimi due anni hanno segnato per Agricola Moderna una trasformazione profonda. “Siamo passati da un impianto pilota a una struttura produttiva completamente diversa, per scala, tecnologia e ambizione” fa sapere il ceo e co-founder, Pierluigi Giuliani. Il nuovo stabilimento di Agnadello, operativo da luglio 2025, dispone di una superficie di coltivazione di 11.000 metri quadrati distribuita su più livelli, destinata a raggiungere i 20.000 metri quadrati nel secondo trimestre del 2027 — tutto completamente automatizzato, dalla semina al confezionamento. “All’inizio del 2026 abbiamo avviato un ulteriore ampliamento, reso possibile dai finanziamenti ottenuti da Ismea, i cui lavori si concluderanno entro fine anno. Puntiamo a raggiungere la piena capacità produttiva nel 2027”. Sul fronte energetico l’azienda sta investendo sull’autoproduzione: “Stiamo installando circa 3 MW di impianti fotovoltaici e abbiamo già installato l’impianto di trigenerazione, che ci permetteranno di coprire tutto il nostro fabbisogno energetico e di ridurre progressivamente l’impronta complessiva”.

Nuove referenze e collaborazioni con i retailer

Fri-El Green House ha ampliato progressivamente la propria gamma, affiancando ai pomodori, che restano il prodotto principale, nuove referenze ad alto valore aggiunto. Nel tempo l’azienda è passata a prodotti come il pomodoro a grappolo premium, il ciliegino premium, oblungo, il datterino, il cocktail e il pomodoro miniplum. Negli ultimi anni ha inoltre rafforzato la produzione di cetrioli, in particolare quello lungo di tipo olandese e snack. “Quest’ultimo ha registrato un forte interesse da parte del mercato e la produzione è stata incrementata. L’obiettivo è differenziare l’offerta, mantenendo i pomodori come core business, ma sviluppando nuove categorie in grado di rispondere alle richieste della distribuzione moderna” fa notare Davide D’Ignoto, commerciale di Cio. I prodotti H2Orto sono presenti nelle principali catene della gdo in Italia e in diversi mercati esteri. Nel 2025 l’azienda ha introdotto anche nuove varietà di pomodoro, tra cui il ciliegino giallo a grappolo e il Tulemalu tipo Piccadilly, destinate principalmente al mercato italiano. Con grandi insegne si sono sviluppate numerose iniziative di private label, spesso accompagnate dal bollino nickel free. “Sempre in accordo con diverse catene abbiamo deciso di effettuare un test sul peperone snack”.

Sul fronte commerciale Planet Farms continua a rafforzare la presenza nella gdo, sia con le linee branded sia attraverso nuove collaborazioni di private label. “La prima collaborazione concreta in questa direzione è stata avviata con Esselunga, per la quale abbiamo realizzato una linea di tre prodotti disponibili a scaffale all’interno dello storico brand Naturama. Nel segmento del vertical farming in Italia abbiamo una quota a valore superiore al 67% sul totale del mercato 2025, oltre ad avere già avviato l’espansione internazionale con la presenza in Svizzera e nel Regno Unito attraverso linee dedicate”.  L’azienda sta, in particolare, potenziando i progetti legati alla mdd. La produzione si articola in due gamme: la linea Frescaah, che offre sei referenze di insalate fresche, e la linea Pestooh, che propone pesti freschi con basilico da agricoltura verticale nelle versioni con e senza aglio.

Negli ultimi anni Tomato+ ha ampliato significativamente la propria offerta varietale, sviluppando un catalogo che oggi comprende oltre 100 referenze. “Sul fronte della sostenibilità -rimarca Rossi- abbiamo introdotto nuove cialde biodegradabili per la coltivazione e ampliato il catalogo a oltre 100 varietà coltivabili, tra insalate, erbe aromatiche, microgreens, ortaggi e fiori edibili. Parallelamente stiamo sviluppando collaborazioni con operatori della distribuzione, del settore horeca e del mondo food interessati a modelli innovativi di produzione direttamente nel luogo di consumo. Il nostro modello si presta inoltre a progetti personalizzati e a iniziative di private label dedicate a retailer e brand”.

Agricooltur può coltivare oltre 90 varietà tra insalate, erbe aromatiche, micrortaggi, piccoli frutti e specie ornamentali. “A differenza della quarta gamma tradizionale (recisa e imbustata), Agricooltur distribuisce il prodotto vivo con le sue radici -fa notare Divià-. Questa caratteristica garantisce che la pianta mantenga inalterate le proprietà organolettiche, la freschezza e la shelf-life fino al momento del consumo, abbattendo radicalmente gli sprechi”. La soluzione ha già trovato spazio nella gdo, in particolare grazie alla collaborazione con Dem Supermercati, che ha installato i sistemi Start2Grow in nove ipermercati. Guardando al futuro, il piano 2026-2029 prevede l’espansione internazionale e l’ingresso in nuovi comparti industriali. Tra i progetti in sviluppo figurano la conversione di serre tradizionali in impianti aeroponici ad alta tecnologia, lo sviluppo di applicazioni nel settore nutraceutico e biofarma e una sperimentazione riservata dedicata a una coltura non food.

OnoEx può abilitare modelli di fornitura per la gdo e per produzioni in private label, ma non nasce come azienda che vende direttamente al consumatore finale. “La nostra tecnologia -specifica Ambrosi- permette a partner industriali, produttori agricoli evoluti, operatori della distribuzione o filiere verticalmente integrate di produrre in modo più stabile, controllato e vicino al mercato finale. Negli ultimi due anni la piattaforma è stata validata e sviluppata non solo per colture food, quali aromatiche, microgreens e quarta gamma, ma anche per applicazioni a maggior valore aggiunto, tra cui il plant breeding, la ricerca agronomica, le produzioni vegetali tracciabili e le potenziali applicazioni nei settori pharma, nutraceutica e cosmetica”. Un elemento centrale è stato il consolidamento delle ricette colturali e dei protocolli di crescita, sviluppati a partire dalle esperienze maturate nella coltivazione di basilico, menta, lattughe, germogli, rucola e altre specie vegetali. “Questo ha consentito di trasformare l’esperienza agronomica in dati, procedure e algoritmi, riducendo la dipendenza dall’intervento umano diretto e aumentando la prevedibilità dei risultati produttivi”. L’ampliamento della capacità produttiva ha permesso ad Agricola Moderna di costruire partnership con la gdo. Ne è un esempio la collaborazione con Selex Gruppo Commerciale, avviata a fine febbraio 2026 con il lancio delle linee Saper di Sapori e Consilia Optima, otto referenze premium disponibili su tutto il territorio nazionale. “In poche settimane -sottolinea Giuliani- siamo passati da circa 300 a oltre 2.000 punti di vendita e la nostra rete logistica si è espansa da 5-6 a 26 depositi, Sardegna inclusa. Per il futuro stringeremo partnership con nuove insegne in Italia, e inizieremo a strutturare l’export grazie anche alla nostra shelf-life fino a 13 giorni che ci consente di arrivare freschi anche sui mercati più distanti. Naturalmente il core rimarranno le insalate, categoria dove il vertical farming esprime il massimo potenziale a scala industriale”.

Esselunga e Coop Italia rafforzano i progetti di marca

Accanto alle insalate provenienti da fornitori di vertical farming già presenti nell’assortimento, da alcuni mesi Esselunga ha introdotto una nuova linea di insalate a marchio Naturama, a residuo zero e coltivate in agricoltura verticale. “Questa tipologia di referenze è particolarmente interessante sotto il profilo dell’innovazione e della sostenibilità, oltre a essere in grado di rispondere alle nuove esigenze dei consumatori -spiega Roberto Banfi, buyer ortofrutta di Esselunga-. Il comparto delle insalate continua a registrare buone performance, soprattutto nelle referenze monovarietà e a foglia tenera. In questo contesto, il vertical farming può rappresentare un’opportunità di differenziazione, intercettando non solo la crescente domanda di prodotti sani e pronti al consumo, ma anche la maggiore sensibilità dei consumatori verso i temi della sostenibilità”. “Abbiamo avviato da alcuni anni un progetto sulla nostra linea premium mdd, ovvero Fior Fiore, con quattro referenze di insalate monovarietali in busta da 100 g provenienti da vertical farm. L’azienda produttrice è Kilometro Verde -racconta Alberto Ancarani, responsabile quarta e quinta gamma della direzione Freschissimi Coop Italia-. Abbiamo puntato in primis sul gusto e sulla croccantezza, che dai nostri test di mercato risultano marcatamente superiori rispetto alla nostra mdd convenzionale di quarta gamma, unitamente a un’ottima shelf-life. Il consumatore riconosce alle nostre insalate Fior Fiore un livello superiore di gusto e di carnosità della foglia rispetto al prodotto di quarta gamma. Inoltre la conservabilità, quasi doppia rispetto a una busta di insalata di quarta gamma standard, rappresenta un sicuro valore aggiunto per il consumatore”.

Vertical Farming: Energy Efficiency, Innovation, and Private Labels Lead the New Phase of Development

From cost containment to expanding offerings, companies are redefining industrial and commercial strategies to meet the demands of modern distribution

Over the past two years, vertical farming has entered a new phase of development. Companies’ priority is no longer simply increasing production capacity, but building economically sustainable models through energy efficiency, process automation, and the use of renewable energy sources. At the same time, the offering has expanded to include premium and high-value products, while collaborations with large-scale retail stores are being consolidated, with a view to focusing increasingly on developing private label projects to differentiate their offerings and enhance quality, innovation, and sustainability.

Sustainable Investments

The new Planet Farms facility in Cirimido, in the province of Como, covers an area of 11,500 square meters and houses approximately 20,000 square meters of fully automated vertical farming, allowing the company to produce up to 75,000 packs of salad per day. On the industrial front, the goal is to build new facilities in Europe through strategic partnerships, replicating the vertical farming model on an increasingly larger scale. Mara Valsecchi, CEO of Planet Farms Italia, explained: ‘A key milestone will be the launch of a new vertical farm in the United Kingdom, near London, planned for early 2028’. The critical point, as with any vertical farm, remains rising energy costs. ‘We have chosen to use exclusively renewable sources. Our model is supported by the use of artificial intelligence algorithms and advanced sensors that monitor every vital parameter of the plants in real time, minimizing energy waste’.

Fri-El Green House, a member of the OP Cio-Consorzio interregionale ortofrutticolo-Sca and producer of the H2Orto brand, has implemented a major investment plan over the past two years to make the Ostellato production hub increasingly energy efficient. Among the most significant projects is the completion of the floating photovoltaic system on the Ostellato 3-4 reservoir, with a capacity of 2.7 MW, designed to enhance existing land without further land use. Additionally, a 16.8 MW ground-mounted photovoltaic system, equipped with a rainwater harvesting system, is scheduled to be fully operational in the coming months. Florian Gostner, CEO of Fri-El Green House, emphasized: ‘It will allow us to increase the share of self-generated renewable energy and irrigate the greenhouses almost exclusively with rainwater’. Another strategic investment involves the conversion of the biogas plant to biomethane. Also of particular note is the geothermal project promoted through its subsidiary Fri-El Geopower, with the project called Gesiis, co-financed by the European Union under the Cinea Innovation Fund. It will produce approximately 67,000 MWh annually and will be equipped with a seasonal heat storage system, designed to heat the greenhouses year-round. ‘At the same time, Fri-El Green House continues to invest in expanding its production area, aiming to grow from about 31 hectares to 60 hectares of greenhouses’.

Tomato+’s vision is to make fresh vegetable cultivation accessible everywhere, bringing vertical farming technology directly to the places where food is consumed. Tomato+ has focused its investments on energy efficiency, sustainability, and the digitalization of its hydroponic greenhouses. Among the key innovations introduced is the new liquid-cooled LED lighting system, developed to increase system efficiency and reduce energy consumption. CEO and founder Daniele Rossi emphasized: ‘This technology has allowed us to reduce energy requirements by almost 50% compared to previous generations of cultivation systems’. A further strategic investment has involved the development of the proprietary Tomato+ software, which now allows for complete remote control of greenhouses, real-time monitoring of cultivation parameters, and automatic optimization of production processes through AI algorithms. ‘Among the main ongoing projects are the enhancement of artificial intelligence capabilities applied to cultivation, commercial expansion into new European markets, and the development of new solutions dedicated to retail, hospitality, and catering’.

Agricooltur has accelerated the evolution of its industrial systems by focusing on automation, standardization, and intelligent plant management. Bartolomeo Divià, executive president and founder of Agricooltur, emphasized: ‘The strategic objective was the transition from designing large, complex, custom-built structures to creating families of standardized, mass-engineered systems capable of adapting to any production volume (from a few thousand to over 500,000 units per year)’. The Start2Grow systems, launched at the end of 2025, are part of this strategy: they are plug-and-play modules for indoor vertical farming, designed to be installed and managed without specific agronomic skills. The technology integrates aeroponic systems and an Ebb&Flow cycle dedicated to the germination phase, which optimizes water and nutrient absorption and promotes root development before moving on to the subsequent cultivation phases. The systems are also connected in Industry 4.0 mode and continuously monitored via proprietary software. On the energy issue, the company has developed a dual strategy: on the one hand, it integrates photovoltaic systems in the Plant Aeroshell greenhouse modules and Hortus Dome containers, on the other, it uses the Mind control system, which optimizes electricity consumption, lighting and air conditioning based on the real biological needs of the crops.

OnoEx, a joint-stock company since April 2026, is positioning itself as a technology provider. Over the past two years, it has focused primarily on its platform, transforming innovative technology into replicable industrial infrastructure. The main investments have focused on the industrialization of the seed-to-pack platform, the evolution of indoor cultivation modules, and the improvement of automation systems, sensors, tray handling, crop recipe management, and remote control.  CEO Thomas Ambrosi explained: ‘We have strengthened our work on software, AI, and data platforms, with the aim of making each production cycle increasingly controllable, measurable, and repeatable’. OnoEx focuses on the efficiency of LED lighting, automated management of light/dark cycles, and modular microclimate control. ‘An OnoEx system expresses its maximum potential when integrated with renewable energy, PPA contracts, heat recovery, self-generation, or existing local energy systems. For the future, we are also working on implementation projects in various geographical areas, including the Middle East, Europe, and the United States’. There are three development directions: consolidating the platform as an automated and scalable infrastructure; expanding its applications, from food to life sciences, from plant breeding to high-value standardized plant production; and internationalization through industrial partnerships.

The last two years have marked a profound transformation for Agricola Moderna. CEO and co-founder Pierluigi Giuliani explained: ‘We have gone from a pilot plant to a completely different production structure, in terms of scale, technology, and ambition’. The new plant in Agnadello, operational since July 2025, has a cultivation area of 11,000 square meters spread across multiple levels, set to reach 20,000 square meters in the second quarter of 2027 – all fully automated, from sowing to packaging. ‘At the beginning of 2026, we began a further expansion, made possible by funding obtained from ISMEA, whose works will be completed by the end of the year. We aim to reach full production capacity in 2027. On the energy front, the company is investing in self-generation: ‘We are installing approximately 3 MW of photovoltaic systems and have already installed a trigeneration plant, which will allow us to cover all our energy needs and gradually reduce our overall footprint’.

New references and partnerships with retailers

Fri-El Green House has gradually expanded its range, adding new high-value products to its tomatoes, which remain its core product. Over time, the company has included such products as premium vine tomatoes, premium cherry tomatoes, oblong tomatoes, date tomatoes, cocktail tomatoes, and mini-plum tomatoes. In recent years, it has also increased its cucumber production, particularly the elongated Dutch-style and snack varieties. The latter has attracted strong market interest, and production has been increased. Davide D’Ignoto, sales manager at Cio, explained: ‘Our goal is to differentiate the offering, maintaining tomatoes as our core business, but developing new categories capable of meeting the demands of modern distribution’. H2Orto products are present in the main large-scale retail chains in Italy and in several foreign markets. In 2025, the company also introduced new tomato varieties, including the yellow cherry vine and the Piccadilly-type Tulemalu, intended primarily for the Italian market. Numerous private label initiatives have been developed in partnership with large brands, often accompanied by the nickel-free stamp. ‘Also in agreement with various chains, we decided to conduct a test on snack peppers’.

On the commercial front, Planet Farms continues to strengthen its presence in large-scale retail, both with branded lines and through new private label collaborations. ‘The first concrete collaboration in this direction was initiated with Esselunga, for which we created a line of three products available on the shelves under the historic ‘Naturama’ brand. In the vertical farming segment in Italy, we had a value share of over 67% of the total market by 2025, and we have already begun international expansion with a presence in Switzerland and the United Kingdom through dedicated lines’. The company is, in particular, strengthening its private label projects. Production is divided into two ranges: the Frescaaah line, which offers six fresh salads, and the Pestooh line, which offers fresh pestos with vertically farmed basil in versions with and without garlic.

In recent years, Tomato+ has significantly expanded its range of varieties, developing a catalog that now includes over 100 products. Rossi pointed out: ‘On the sustainability front, we have introduced new biodegradable pods for cultivation and expanded the catalog to over 100 cultivable varieties, including salad greens, aromatic herbs, microgreens, vegetables, and edible flowers. At the same time, we are developing partnerships with retailers, the Ho.Re.Ca. sector, and the food industry interested in innovative production models directly at the point of consumption. Our model also lends itself to customized projects and private label initiatives dedicated to retailers and brands’.

Agricooltur can grow over 90 varieties, including salad greens, aromatic herbs, microgreens, berries, and ornamental species. Divià, founder and CEO, explained: ‘Unlike traditional fresh-cut produce (cut and bagged), Agricooltur distributes the product alive with its roots. This feature ensures that the plant retains its organoleptic properties, freshness, and shelf life until consumption, radically reducing waste’. The solution has already found its way into large-scale retail trade, particularly thanks to the collaboration with Dem Supermercati, which has installed Start2Grow systems in nine hypermarkets. Looking to the future, the 2026-2029 plan includes international expansion and entry into new industrial sectors. Projects currently underway include the conversion of traditional greenhouses into high-tech aeroponic systems, the development of applications in the nutraceutical and biopharmaceutical sectors, and a private trial dedicated to a non-food crop.

OnoEx can enable supply models for large-scale retail trade and private label production, but it is not a company selling directly to the end consumer. Ambrosi, founder and CEO, explained: ‘Our technology enables industrial partners, advanced agricultural producers, retail operators, and vertically integrated supply chains to produce in a more stable, controlled manner, and closer to the final market. Over the past two years, the platform has been validated and developed not only for food crops, such as aromatics, microgreens, and fresh-cut produce, but also for higher-value applications, including plant breeding, agronomic research, traceable plant production, and potential applications in the pharmaceutical, nutraceutical, and cosmetic sectors’. A key element has been the consolidation of crop recipes and growth protocols, developed based on experience gained in growing basil, mint, lettuce, sprouts, arugula, and other plant species. ‘This has enabled us to transform agronomic expertise into data, procedures, and algorithms, reducing dependence on direct human intervention and increasing the predictability of production results’.

The expansion of production capacity has enabled Agricola Moderna to build partnerships with large-scale retail trade. One example is the collaboration with Selex Gruppo Commerciale, which began at the end of February 2026 with the launch of the ‘Saper di Sapori’ and ‘Consilia Optima’ lines, eight premium products available nationwide. Giuliani emphasized: ‘In just a few weeks, we have gone from around 300 to over 2,000 stores, and our logistics network has expanded from 5-6 to 26 warehouses, including Sardinia. In the future, we will partner with new brands in Italy and will begin to structure our exports, thanks in part to our shelf life of up to 13 days, which allows us to deliver fresh produce even to the most distant markets. Naturally, our core focus will remain on salads, a category where vertical farming expresses its greatest potential on an industrial scale’.

Esselunga and Coop Italia are strengthening their brand projects

Alongside the salads from vertical farming suppliers already present in the assortment, Esselunga recently introduced a new line of Naturama-branded, zero-residue, vertically farmed salads. Roberto Banfi, Esselunga’s fresh produce buyer, explained: ‘This type of product is particularly interesting in terms of innovation and sustainability, as well as in meeting new consumer needs. The salad sector continues to perform well, especially in single-variety and tender-leaf products. In this context, vertical farming can represent an opportunity for differentiation, capturing not only the growing demand for healthy, ready-to-eat products, but also consumers’ increased awareness of sustainability issues’.

Alberto Ancarani, manager of the fresh and ready-to-eat range for Coop Italia’s Freschissimi department, explained: ‘A few years ago, we launched a project for our premium private label line, Fior Fiore, with four 100g bags of single-variety salads sourced from vertical farms. The producer is Kilometro Verde. We focused primarily on flavor and crunchiness, and our market tests show they are significantly superior to our conventional fresh-cut private label products while also offering an excellent shelf life. Consumers recognize our Fior Fiore salads as having superior flavor and crispness compared to fresh-cut products. Furthermore, their shelf life, almost double that of a standard fresh-cut salad bag, represents a definite added value for consumers’.

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