Nella crescente proposta di snack naturali, che sta trasformando le abitudini alimentari quotidiane, comprese quelle legate alla colazione e alla merenda, le mandorle occupano un ruolo di primo piano.
Un recente studio ha dimostrato che sostituire snack processati — come biscotti, merendine, dolciumi, caramelle e prodotti salati — con una porzione di mandorle contribuisce a migliorare significativamente la qualità complessiva della dieta. Il cambiamento favorisce, infatti, un maggiore apporto di proteine, fibre, grassi insaturi e magnesio, riducendo al contempo il consumo di zuccheri aggiunti, grassi saturi e sodio.
L’impatto maggiore su bambini e adolescenti
Lo studio (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41515204/), finanziato dall’Almond Board of California e sottoposto a peer review indipendente e pubblicato sulla rivista scientifica Nutrients, ha utilizzato i dati dell’indagine statunitense Nhanes raccolti tra il 2017 e il 2023 per simulare diversi scenari alimentari. In particolare, i ricercatori hanno valutato gli effetti della sostituzione totale o parziale degli snack tradizionali con le mandorle oppure dell’introduzione di una porzione quotidiana da 30 o 50 grammi senza modificare il resto della dieta.
I risultati indicano che anche un cambiamento limitato può produrre benefici significativi. L’impatto maggiore è stato osservato tra bambini, adolescenti e giovani adulti, categorie nelle quali la sostituzione degli snack ha contribuito ad avvicinare maggiormente le diete alle raccomandazioni nutrizionali.
Secondo Adam Drewnowski, direttore del Center for public health nutrition dell’Università di Washington, “le mandorle sono un alimento ricco di nutrienti e molto poco lavorato, perfettamente in linea con le nuove raccomandazioni”.
Lo studio evidenzia inoltre che gli snack rappresentano quasi il 16% delle calorie giornaliere consumate, mentre solo una quota minima proviene da alimenti considerati salutari come frutta, verdura e frutta secca.
Le opportunità per il comparto
Le conclusioni del nuovo lavoro si inseriscono in un quadro scientifico già consolidato. Una recente revisione della letteratura dedicata alle mandorle e alla salute cardiometabolica evidenzia che il consumo regolare non è associato ad aumento di peso e può contribuire a migliorare alcuni indicatori metabolici. “Sebbene il nostro studio abbia esaminato le abitudini alimentari statunitensi, i risultati sono rilevanti anche per altri Paesi in cui prevalgono i regimi alimentari occidentali”.




