La visione empatica al femminile per dare valore all’ortofrutta

L'8 marzo si è tenuta a Bologna il convegno delle donne dell'ortofrutta, un'associazione appena nata che conta già 50 aderenti e che si propone di valorizzare il comparto in Italia grazie alla visione al femminile

“Portare nell’ortofrutta una visione empatica”. È con questo proposito che Alessandra Ravaioli, presidente dall’associazione nazionale Le donne dell’ortofrutta ha aperto l’incontro “L’ortofrutta è donna! Storie di braccia, teste, occhi e cuori che hanno fatto impresa”, organizzato in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, l’8 marzo a Bologna.

L’ortofrutta può superare la connotazione di commodity

Le donne dell’ortofrutta (50 per il momento) sono convinte che una visione femminile possa dare valore a frutta e verdura superando la connotazione di commodity. Per innescare un cambiamento però è necessario fare rete. Da un’indagine del Cso, infatti, emerge che il 69% della forza lavoro della filiera ortofrutticola è femminile, ma sono ricoperti da donne solo il 12% dei ruoli direzionali.

L’importanza della ricerca varietale secondo Silvia Salvi

Gli studi in agraria hanno da subito segnato il futuro di Silvia Salvi della Salvi Vivai nell’azienda di famiglia: “La ricerca varietale ricopre un ruolo centrale nello sviluppo del settore. Una ricerca che ha spostato negli ultimi anni il focus sulle aspettative dei consumatori (caratteristiche organolettiche colore, ecc), conciliandole con ovvie esigenze di redditività per i produttori”.

La tecnologia aiuta la tracciabilità secondo Francesca Nadalini

In altri casi invece le donne dell’ortofrutta si inseriscono nell’azienda di famiglia dopo percorsi di studio ed esperienze di lavoro in altri ambiti. Francesca Nadalini, responsabile commerciale della Nadalini società agricola ha applicato le competenze tecnologiche per informatizzare l’organizzazione aziendale con l’introduzione di un software interno di tracciabilità: “Molto utile è anche l’uso dei droni che per esempio consentono di monitorare l’eventuale insorgenza di attacchi fungini e di circoscrivere l’intervento di contrasto”.

Marketing e comunicazione al femminile

La visione femminile nell’ortofrutta si esprime soprattutto nel marketing e nella comunicazione. Anna Maria Minguzzi della Minguzzi spa ha proposto la costituzione di un marchio nazionale per le pesche e le nettarine, attorno a quale si uniscano tutti gli operatori affidandone la gestione a un board unico: “È necessario definire un disciplinare di produzione comune, parametri qualitativi e operare una scelta varietale sostituendo le cultivar che non permettono di raggiungere le caratteristiche qualitative definite”. Valentina Borghi dell’azienda Funghi Valentina ha segmentato la produzione con il marchio Funghi Bio, strizzando l’occhio a una sensibilità crescente dei consumatori e cercando di superare la diffidenza verso la salubrità dei funghi coltivati.

Ha chiuso l’incontro l’assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna Simona Caselli che ha sottolineato l’incremento dell’imprenditoria femminile in agricoltura nella regione passata dal 22% del 2010 al 28% nel 2016 e il ruolo di supporto del Psr.

di Jessika Pini

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