Il Radicchio Rosso Treviso Igp accelera sull’export

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Si fa presto a dire cicoria, ma non Radicchio Rosso di Treviso Igp, primo ortaggio che in Europa  ha saputo distinguersi come prodotto di eccellenza fregiandosi del bollino Ue nel 1996. Oggi, a 20 anni da questo importante riconoscimento, festeggiato a Venezia con la Mostra del Radicchio Rosso di Treviso che si è chiusa ieri all’Istituto Provinciale per l’Infanzia Santa Maria della Pietà, il Consorzio di tutela mette in cantiere nuovi progetti: spingere ancora di più sulla Gdo e puntare sull’export, in questo caso non prima di aver ottenuto una tutela per i mercati extra-Ue.

Come ha spiegato il presidente del Consorzio di tutela, Paolo Manzan, “il prodotto ha un potenziale enorme ancora inespresso, ma occorre formare il consumatore sul valore del radicchio e dell’Igp spiegandone il valore aggiunto. Nel 2015 il prodotto certificato è aumentato del 50%, quest’anno è previsto il raddoppio”.

Nella stagione 2015-2016 la produzione certificata dei tre radicchi Igp (Radicchio Rosso di Treviso Precoce, Tardivo e Variegato) si è attestata infatti sui 10mila quintali. Per l’annata 2016-2017 sono stati autorizzati a Igp quasi 500 ettari, per un incremento di produzione stimato di oltre il 20% (anche se molto dipenderà dalla stagione climatica).

Da sinistra Andrea Tosato vice-presidente, Paolo Manzan, presidente e Denis Susanna, direttore del Consorzio di tutela del Radicchio Rosso Treviso Igp
Da sinistra Andrea Tosato vice-presidente, Paolo Manzan, presidente e Denis Susanna, direttore del Consorzio di tutela del Radicchio Rosso Treviso Igp

“L’Igp viene prodotto da tante piccole aziende e l’obiettivo è oggi – ha sottolineato il direttore del Consorzio di tutela, Denis Susanna – quello di trasformare il prodotto agricolo in un prodotto finito per la distribuzione. Da circa tre anni stiamo cercando di conquistare la Gdo con un packaging capace di far identificare il prodotto sullo scaffale differenziandolo dal prodotto sfuso. Oggi quasi tutti i produttori hanno adottato la confezione in vassoio che contiene due cespi di Radicchio rosso Treviso Igp e mette bene in vista il bollino Ue”.

“Quest’anno – come ha sottolineato il vicepresidente del Consorzio di Tutela, Andrea Tosato – ci siamo impegnati a ottenere la certificazione global gap per attirare i grandi gruppi della distribuzione. La Gdo è ovviamente interessata se il prezzo non è troppo alto, non crea problemi di distribuzione e raggiunge massa critica. Arrivare alla gdo per un prodotto di nicchia non è facile, ma questo non è l’unico obiettivo, stiamo cercando di sviluppare anche il canale horeca e l’export”.

Le spedizioni oltreconfine attualmente non superano il 10% del prodotto certificato ma il Consorzio di Tutela sta preparando il lancio sui mercati internazionali occupandosi della tutela del marchio sui quelli tra-Ue dove la notorietà del prodotto ha aperto la strada alle imitazioni: L’Igp sarà protetta da un marchio collettivo privato che dovrà essere prima depositato a Bruxelles, dove si prevede che la domanda venga firmata entro il 31 dicembre, e poi registrato in ciascun Paese extra-Ue, ossia dalla Svizzera alla Russia e agli Usa. Un’operazione di tutela da realizzarsi per gradi visti gli alti costi da sostenere.

 

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