#vocidellortofrutta, Casotto (Hortech): “Meccanizzare per ridurre la necessità di manodopera”

L’azienda del Padovano è specializzata nella produzione di macchinari agricoli. “La quarta gamma è meccanizzata, ma per le insalate adulte c’è ancora molta raccolta a mano”

Il responsabile per l'export di Hortech, Luca Casotto
Luca Casotto, export manager di Hortech

Dal 2004 Hortech, nel Padovano, progetta e realizza macchinari per la preparazione del terreno, il trapianto e la raccolta del prodotto orticolo. L’azienda è specializzata nel mercato della quarta gamma e produce raccoglitrici performanti, anche elettriche. Manca la manodopera in campo? “In parte si può ridurre con la meccanizzazione – dice Luca Casotto, export manager di Hortech -: noi investiamo molto in ricerca e innovazione. Per le insalate adulte, indivia, Iceberg, scarola, c’è ancora molta raccolta a mano, ed è un settore su cui stiamo puntando”.

Come è la situazione in emergenza Coronavirus?

macchine agricole Hortec
Hortech è specializzata nelle macchine di raccolta per la quarta gamma

Come parte di filiera, fortunatamente abbiamo potuto lavorare e stiamo evadendo gli ordini. Siamo specializzati in macchinari per la preparazione del terreno, il trapianto e soprattutto per la raccolta: siamo leader mondiali per la raccolta di quarta gamma, baby leaf, rucola, valeriana e spinacino. Produciamo anche raccoglitrici per colture a cespo, indivia, scarola.

La quarta gamma è tra i settori più in sofferenza.

Dipende, ci sono aziende che hanno perso mercati ma ne hanno guadagnati degli altri. Chi operava con i ristoranti si è fermato, ma chi lo faceva con i supermercati ha avuto più domanda. Ci sono tante sfumature e variabili. Per le macchine agricole stiamo continuando a lavorare. Il nostro è un settore che non si ferma.

L’export?

Il nostro fatturato è di circa 8,5 milioni, circa il 55% è maturato con l’export. In questo periodo ne ha risentito, ma i ricavi sono in linea con lo scorso anno. Bisognerà vedere come si evolve la situazione nel prossimo futuro.

Su cosa state investendo?

Siamo in continua ricerca e innovazione, per esempio su come ridurre ancora di più la manodopera in campo. Sviluppiamo i prodotti in base alle specifiche esigenze dei clienti. Hortech non fa solo macchine, offre prodotto e servizio.

La meccanizzazione potrebbe sopperire al problema di mancanza di manodopera?

Sì, infatti ci stiamo lavorando su questo. Molte aziende cercano di ridurre i costi della manodopera, che oggi è molto difficile reperire, e cercano di meccanizzare il più possibile. Tutta la quarta gamma è meccanizzata: le insalatine sono raccolte con macchinari. Per le insalate adulte, indivia, Iceberg, scarola, c’è ancora molta raccolta a mano.

Per altri comparti ortofrutticoli, come la frutta, non c’è possibilità di meccanizzare?

La fase di trapianti è meccanizzata un po’ ovunque. Ma per la raccolta dipende dal tipo di prodotto che si vuole meccanizzare.

Come vede la Fase 2?

La crisi c’è e la paura è ovunque. È da vedere cosa succede quando tutto si sbloccherà e i mercati ripartiranno. Oggi non abbiamo alcuna sicurezza, né certezza. Ma sono fiducioso in una ripartenza positiva.

 

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