
Con l’approvazione definitiva della Camera della legge di conversione del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 143, diventano ufficiali le esenzioni dall’obbligo di utilizzare imballaggi biodegradabili e compostabili per numerosi prodotti ortofrutticoli freschi preconfezionati sotto 1,5 kg. Il provvedimento introduce infatti l’obbligo di compostabilità per alcune applicazioni in plastica monouso, ma prevede una salvaguardia per un ampio elenco di prodotti del comparto.
Il passaggio europeo
L’esenzione resta valida “nelle more dell’attuazione degli orientamenti della Commissione europea”, previsti dall’articolo 25, paragrafo 6, del regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Ppwr). La pubblicazione delle indicazioni comunitarie, attesa entro il 12 febbraio 2027, non determinerà automaticamente la fine della salvaguardia: sarà necessario un ulteriore intervento legislativo nazionale per attuarle. Solo a quel punto potrà cambiare l’applicazione dell’obbligo di compostabilità.
L’elenco dei prodotti interessati non è stato predisposto da Unionplast e Pro Food, ma nasce dal lavoro del settore ortofrutticolo, che sta collaborando anche con la Commissione europea per rappresentare le specifiche esigenze di confezionamento delle diverse produzioni.
Protezione e shelf-life
“L’ortofrutta è un settore dove il packaging ha un ruolo cruciale nella protezione del prodotto, e quindi nella prevenzione dello spreco alimentare -commenta Mauro Salini, presidente di Pro Food-. Per questo, nella delicata fase di ricezione delle indicazioni del Ppwr abbiamo chiesto che ci fosse una valutazione attenta della funzione dell’imballaggio, delle caratteristiche del prodotto, della shelf-life e dell’impatto ambientale complessivo. Il principio è quello di evitare di imporre un materiale prima della definizione di un quadro tecnico europeo. Le modifiche approvate riconoscono la ragionevolezza di questo approccio”.
Per Unionplast e il Gruppo Pro Food, l’approvazione definitiva chiude la fase parlamentare, ma non il lavoro sulle modalità di applicazione della normativa.
Le produzioni interessate
Le esenzioni riguardano un ampio ventaglio di prodotti freschi preconfezionati. Per la frutta sono comprese le drupacee (ciliegie, albicocche, pesche, nettarine e susine), l’uva da tavola, il mini-kiwi (kiwiberry), le fragole, i lamponi, le more, il ribes e i mirtilli. Rientrano inoltre kiwi, frutti della passione, Ficus carica delicatissimi, fichi d’India, pitaya, avocado, pere e mele allo stadio di maturazione per il consumo e cachi.
Per gli ortaggi, l’elenco comprende lattughe, scarole, indivie belghe, rucola, spinaci, crescione, valerianella, germogli, giovani getti e colture baby leaf; broccoli, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles e cavoli a foglia, escluse le radici di brassicacee; pomodori, peperoni, melanzane, cetrioli, cetriolini e zucchine. Sono inclusi anche fagiolini con baccello, patate, ravanelli, carote, asparagi, rabarbaro, porri e ortaggi di piccola pezzatura ad elevata fragilità, tra cui pomodorini e mini-cetrioli.
Completano l’elenco erbe aromatiche fresche, funghi coltivati e frutta e soprattutto verdura di quarta gamma pronta al consumo.




