L’avanzare della stagione autunnale ridisegna gli equilibri del mercato ortofrutticolo, con l’ingresso delle nuove produzioni che modifica progressivamente la disponibilità delle referenze e influenza le quotazioni.
Tra la frutta, i cachi registrano un lieve calo dei prezzi grazie all’aumento della disponibilità delle produzioni emiliane e campane, mentre la domanda, ancora debole, mostra segnali di ripresa con le temperature più fresche. In ribasso anche le clementine, con l’avvio della raccolta italiana e l’incremento graduale dei quantitativi, a fronte di consumi frenati dal clima mite. Restano elevate le quotazioni del prodotto spagnolo, condizionate dalla limitata offerta e dagli alti costi logistici. Scendono anche i prezzi delle melagrane, con l’aumento dell’offerta italiana, spagnola e turca. Per l’uva da tavola, la domanda rallenta in presenza di buoni quantitativi e diverse varietà autunnali: la varietà Italia registra un lieve aumento dei prezzi, mentre restano stabili Pizzutello, rosata Red Globe e nera Palieri.
Tra le orticole, i peperoni registrano aumenti di prezzo con la conclusione della campagna in piena area italiana e l’ingresso del prodotto siciliano di serra, sostenuto da una buona richiesta. In calo le indivie, sia riccia sia scarola, grazie al rafforzamento della produzione laziale e campana e al conseguente aumento dell’offerta. Scendono anche i radicchi, con i primi arrivi della nuova produzione veneta, sebbene le quotazioni rimangano alte per la carenza di prodotto estivo del Centro Italia. Le zucchine segnano una lieve flessione, con il passaggio dalle produzioni in piena area alle campagne di serra siciliana e laziale e un’offerta consistente a fronte di una domanda poco dinamica. Stabili, infine, i cavoli neri, con quantitativi ancora limitati e prezzi elevati rispetto allo scorso anno, e le zucche, il cui mercato entra nel vivo in ottobre, sostenuto dalla crescita stagionale della domanda. Si segnala un particolare interesse per la varietà lunga napoletana, mentre la tonda Delica mantiene quotazioni leggermente alte per la minore disponibilità e l’elevata qualità.
Grazie all’accordo con Borsa Merci Telematica Italiana (Bmti) e Italmercati pubblichiamo la rilevazione dei prezzi dell’ortofrutta presso i mercati all’ingrosso al 12 ottobre 2026. Qui di seguito una sintesi delle principali tipologie di frutta e ortaggi in commercio. Nel pdf scaricabile trovate il dettaglio dei grafici e i rilevamenti sulle principali piazze italiane: Milano, Bologna, Padova e Roma.
Scarica i prezzi dell’ortofrutta in Italia al 12 ottobre 2026 in PDF cliccando qui
Cachi: prezzi in lieve calo
Aumenta la disponibilità dei cachi italiani. Produzione emiliana e campana che incalzano, affiancando l’importazione del caco mela Persimon spagnolo. Prezzi che segnano un lieve calo, influenzati anche da una domanda ancora debole, che però inizia a risalire grazie anche alle temperature più fresche. Per le quotazioni del caco spagnolo si evidenzia un livello superiore rispetto lo scorso anno, dovuto ad una difficoltà produttiva a causa del clima avverso che ha colpito la Spagna nei mesi precedenti.
Cavoli neri: prezzi stabili
Al via la nuova produzione dei cavoli neri. Prezzi stabili con quantitativi disponibili ancora limitati, e che si mantengono su alti livelli rispetto lo scorso anno a causa dell’offerta ancora molto limitata.
Clementine: prezzi in lieve ribasso
Iniziata la raccolta delle clementine italiane. Entra la produzione lucana e pugliese mentre la Calabria attende una migliore maturazione del frutto. Prezzi che segnano un lieve calo con i quantitativi in lento aumento. Domanda ancora contratta con il clima mite che non favorisce il consumo. Prezzi alti per il prodotto spagnolo, su cui incidono, oltre all’offerta limitata, anche gli elevati costi di logistica in questa prima fase di stagione. Sta per uscire dai mercati il prodotto sudafricano che ha avviato la nuova stagione delle clementine, con una qualità buona seppur poco richiesto.
Indivie: prezzi in discesa
Tornano a scendere i prezzi delle indivie sia riccia sia scarola. Prende il ritmo la produzione del Lazio e della Campania soprattutto, donando vigore all’offerta nei mercati italiani. Ribasso più deciso, infatti, si registra per il mercato di Roma. Stanno scendendo seppur ancora alti, anche le quotazioni dei mercati del nord Italia. Domanda che ha risentito del trend altissimo.
Melagrane: prezzi in calo
Con l’arrivo dell’autunno inizia anche la raccolta delle melagrane. Presente sia prodotto Italiano, maggiormente richiesto, ma anche spagnolo e turco. Quest’ultimi ottengono una buona richiesta dal settore Horeca, avendo una buona presentazione e un calibro grande ben definito. Prezzi che con l’aumentare dell’offerta stanno scendendo, portandosi su livelli anche più bassi per il periodo.
Peperoni: prezzi in aumento
Giunge ormai alla conclusione la campagna in piena area dei peperoni italiani. Iniziata la vendita del peperone di serra siciliano, che sta prendendo piede nei mercati, soprattutto nel mercato di Roma, in cui la fine della produzione locale ha spinto al rialzo i prezzi del peperone siciliano, sostenuto da una buona richiesta. Prezzi alti ma stabili per il peperone quadrato spagnolo che affianca la produzione invernale italiana.
Radicchi: prezzi in calo
Primi arrivi per la nuova produzione veneta dei radicchi, che hanno permesso una flessione delle quotazioni nei mercati del Nord Italia. Quotazioni che si mantengono comunque molto alte, causate da una forte carenza di prodotto estivo del Centro Italia, danneggiato dal clima estremamente caldo. Calano le quotazioni del lungo precoce e tondo rosso. Partenza per la nuova produzione della cultivar variegato, che si presenta nei mercati ancora con quantitativi contenuti e prezzi alti. Domanda ancora molto contratta, soprattutto nelle regioni del Centro-Sud Italia.
Uva da tavola: prezzi in lieve salita
Frena la domanda per l’uva da tavola, presente in buone quantità e con diverse varietà autunnali, come Pizzutello, Italia e senza semi. Prezzi in lieve aumento per la varietà Italia, mentre restano stabili i prezzi di Pizzutello, rosata Red Globe e nera Palieri. La stabilità delle quotazioni punta a favorire una ripresa dei consumi, mantenendo i prezzi su valori inferiori rispetto allo scorso anno per riattivare l’interesse degli acquirenti, che si sta progressivamente spostando verso altri frutti autunnali e i primi agrumi.
Zucche: prezzi stabili
Entra nel vivo il mercato delle zucche. Ottobre rappresenta il mese di massimo consumo per questo ortaggio, utilizzato sia in cucina sia a scopo decorativo per le festività di inizio novembre. Le quotazioni si sono ormai assestate, sostenute da un buon ingresso di prodotto e da una domanda in costante aumento con il progredire dell’autunno. Quest’anno si nota un particolare interesse per la varietà lunga napoletana, presente soprattutto nei mercati del Sud Italia. Nelle settimane centrali del mese si concentra inoltre il breve mercato delle zucche di Halloween per le decorazioni a tema. Prezzi perlopiù in linea col periodo, con un trend leggermente alto per la tonda Delica, meno presente rispetto le altre varietà, ma di qualità alta.
Zucchine: prezzi in lieve calo
Ultimissime battute per le zucchine in piena area mentre prende il largo la campagna siciliana e laziale di serra. Prezzi in lieve calo, che si riportano su livelli bassi soprattutto rispetto lo scorso anno. Domanda non esaltante a fronte di un’offerta consistente.





