Nasce la filiera della mandorla calabrese

Promossa da Nutfruit per l’industria confettiera, l’obiettivo è raggiungere in un triennio almeno 500 ettari, pari a circa 2.500 tonnellate di mandorle in piena produzione

Mandorle calabresi sgusciate
Mandorle calabresi

Il mercato della frutta secca è in fortissima crescita. Aumenta la richiesta di prodotto made in Italy, di alta qualità e con alto valore nutraceutico. Nutfruit sta istituendo nelle regioni del Sud Italia, a cominciare dalla Calabria, una filiera mandorlicola italiana per l’industria confettiera. Dopo la recente tappa a Reggio Calabria, fino a dicembre continuerà il tour divulgativo. Abbiamo chiesto strategie e obiettive a Rosario Previtera, agronomo presidente di Nutraceutical Academy, coordinatore per la istituzione della Filiera Mandorla Calabria.

Come e perché nasce la filiera della mandorla calabrese?

Rosario Previtera, coordinatore per l'istituzione della Filiera Mandorla Calabria
Rosario Previtera, coordinatore per la Filiera Mandorla Calabria

“Fino agli anni ‘60 l’Italia era il principale produttore di mandorle: oggi importa per circa 1 miliardo di euro di cui 100 milioni destinati alla confetteria. Gli importatori di mandorla italiani da qui a qualche anno vedranno fortemente ridotte le quantità di prodotto provenienti da California, Turchia e Spagna per motivi vari, tra cui i limiti di aflatossine e di residui chimici imposti a garanzia della salute del consumatore.

Si stimano circa 70 mila ettari di mandorleti in Puglia, Sicilia e Sardegna ma ne servirebbero almeno altri 40 mila. Ecco perché cresce l’interesse a realizzare la mandorla made in Italy e di alta qualità”.

Chi promuove la filiera della mandorla italiana?

Nutfruit Italia, la società agricola partecipata da Dolceamaro srl-Confetti Papa, pronta a diventare un’OP del settore. L’azienda confettiera molisana Papa, sul mercato dal 1975, necessita di almeno 3 mila ettari di mandorla nei prossimi cinque anni, in Calabria, Basilicata, Sicilia, Sardegna, Lazio e Puglia. Propone pertanto agli agricoltori, che intraprendono la coltivazione non intensiva e irrigua, esclusivamente in aree vocate, contratti quindicennali con prezzo minimo garantito. E che consentano un reddito netto annuo ad ettaro di 10 mila euro circa”.

Quali sono gli obiettivi di raccolto?

Vivaio e piante madri di mandorle selezionate

“Si punta a raggiungere in un triennio almeno 500 ettari pari a circa 2.500 tonnellate di mandorle in piena produzione, affinché Nutfruit possa investire direttamente nell’industria della prima lavorazione in loco. Ma già ci si sta organizzando tramite progetti integrati di filiera che prevedano anche la creazione di una rete di imprese. Si sta puntando all’innovazione lungo la filiera, anche considerando nuovi impianti ecosostenibili.

È appena stata registrata la varietà di mandorla autoctona calabrese Pizzuta di Amendolara che si andrà aggiungere alle altre otto varietà proposte dal Disciplinare di produzione della Nutfruit Italia. E da scegliere in base alle condizioni pedoclimatiche del territorio, tra cui Guara, Laurenne e Soleta”.

Quali azioni sono state intraprese?

A partire dallo scorso luglio, e col supporto dei Gal, Comuni e associazioni di produttori, abbiamo promosso un tour divulgativo, patrocinato dal Consiglio Regionale della Calabria, atto a incontrare gli agricoltori interessati a introdurre la coltivazione mandorlicola o a recuperare la tradizionale coltivazione che caratterizzava fino agli anni ‘60 il paesaggio calabrese. Siamo pronti con i primi impianti da realizzare entro gennaio in lotti minimi da tre ettari”.

Ci sarà uno sbocco in gdo?

Dolceamaro-Confetti Papa, direttamente con il brand Cuorenero, è il terzo player italiano e il primo esportatore del comparto. Ed è presente nella gdo italiana ed estera con prodotti dolciari a base di cioccolata, mandorle e nocciole, oltre a lavorare conto terzi per altri 170 brand italiani e stranieri i prodotti di cioccolateria, mandorle e macarons. Per la Gdo e la Do si punterà anche ai prodotti di confetteria identitari regionali, per la valorizzazione completa della mandorla locale e del sistema prodotto-territorio, con l’indicazione di provenienza come ad esempio made in Calabria”.

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