
Cso Italy ha annunciato l’apertura ufficiale del mercato vietnamita al kiwi italiano, operativa dal primo luglio. Un risultato atteso da anni dalla filiera ortofrutticola, frutto di un lungo percorso tecnico e istituzionale, che offre nuove opportunità di export alle imprese italiane in un mercato strategico del Far East.
Un percorso costruito con il lavoro di squadra
Il risultato arriva al termine di un iter avviato diversi anni fa e segue a quello raggiunto con l’uva da tavola in Sudafrica. Le autorità vietnamite hanno iniziato l’esame del dossier nel 2020, dopo aver concluso quello relativo alle mele, seguendo la procedura che prevede la valutazione di una richiesta alla volta. Un momento decisivo è stato il sopralluogo effettuato in Italia, nel dicembre scorso, dalla delegazione di ispettori vietnamiti, coordinata da Cso Italy, che ha consentito di verificare sul campo le condizioni fitosanitarie proposte nel protocollo.
Nel corso della visita sono stati ispezionati frutteti, stabilimenti e procedure operative, con particolare attenzione alla gestione del prodotto, ai controlli e all’applicazione del cold treatment. L’elevato livello di organizzazione e la dotazione tecnologica delle aziende italiane hanno contribuito ad accelerare il completamento dell’iter autorizzativo.
Regole operative per le imprese esportatrici
Il protocollo approvato prevede condizioni operative impegnative ma sostenibili. Gli operatori dovranno rispettare una serie di prescrizioni sia nella fase di coltivazione, attraverso specifici monitoraggi, sia nelle attività di magazzino. Sarà inoltre necessario ottenere l’import permit, mentre il cold treatment dovrà essere effettuato per almeno 15 giorni alla temperatura di 1,11 °C, prima della partenza oppure durante il trasporto.
Cso Italy è già al lavoro per predisporre gli elenchi degli stabilimenti e dei frutteti che potranno partecipare al primo programma di esportazione previsto per la campagna commerciale 2026-2027, supportando le imprese nell’applicazione operativa del protocollo.
Una sfida da affrontare con rigore
Grande soddisfazione viene espressa da Simona Rubbi, responsabile Legislazione e Certificazioni di Cso Italy, che sottolinea il valore del risultato raggiunto senza dimenticare gli impegni richiesti agli operatori. “Il risultato raggiunto conferma l’importanza della collaborazione tra aziende, Cso Italy, Servizio fitosanitario nazionale, Servizi fitosanitari regionali, Masaf e Ambasciata d’Italia ad Hanoi”,
Rubbi richiama quindi l’attenzione sulla fase operativa: “È essenziale che gli operatori inizino a esportare solo se sono pienamente in grado di garantire il rispetto di tutte le prescrizioni previste dal protocollo. L’errore o l’intercettazione anche di una sola spedizione potrebbe compromettere il lavoro di anni di tutti e mettere a rischio l’accesso al mercato. Per questo sarà indispensabile procedere con rigore, prudenza e grande senso di responsabilità”.
Cso Italy continuerà a supportare le imprese nell’applicazione del protocollo e rivolge in particolare un ringraziamento all’addetto agricolo dell’Ambasciata d’Italia ad Hanoi, Renzo Moro.



