Voucher agricolo, arriva il “no” dei sindacati

Le tre sigle dell'agroalimentare: "Con queste scorciatoie non si convincono i disoccupati a lavorare nel settore per supplire alla carenza di manodopera"

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Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil sono contrari alla semplificazione e all’ampliamento dell’uso dei voucher in agricoltura, come richiesto per esempio da Coldiretti. I tre sindacati di categoria dell’agroalimentare sostengono infatti che l’emergenza coronavirus non possa essere l’occasione per deregolamentare il mercato del lavoro in un settore in cui le regole esistenti per l’assunzione già permettono un’ampia flessibilità.

“È inaccettabile che la gravissima emergenza possa essere il grimaldello per rendere ancora più precario il lavoro agricolo“, precisano in una nota le tre sigle, intenzionate a respingere “qualsiasi tentativo di modifica delle attuali norme di utilizzo dei voucher. Non è con queste scorciatoie che si può pensare di convincere i tanti nuovi disoccupati che questa pandemia genererà in Italia, a lavorare nel settore primario per supplire alla momentanea carenza di manodopera“.

Per i sindacati dell’agroalimentare, invece, bisognerebbe rendere più trasparente l’incontro tra domanda e offerta di lavoro a livello territoriale.  E, per questo motivo, sewerve dare un nuovo impulso allo sviluppo delle sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualità. Questione sulla quale Fai, Flai e Uila si battono da anni e che “deve essere affrontata e risolta”.

Fai Cisl, mettere in regola braccianti stranieri

Intanto, il segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per sensibilizzare le istituzioni sul problema dei braccianti agricoli stranieri e regolarizzare il loro impiego.

Proprio l’attuale emergenza sanitaria potrebbe essere l’occasione per riconoscere diritti e doveri ai tanti immigrati lasciati ai margini della società, specialmente dopo i decreti sicurezza.
“Crediamo sia importante agire per evitare nuove guerre tra poveri -continua la lettera-. Una minaccia reale per tutti, ancora di più per i braccianti stranieri. E per ribadire che l’ultima cosa di cui ha bisogno la nostra agricoltura sono i voucher, che rischiano di tornare in auge nel dibattito parlamentare. Nel settore hanno già dimostrato tutto il loro fallimento, la loro inutilità, la loro capacità di rendere ulteriormente precario il lavoro“.

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