Oranfresh e l’isola della salute con i succhi freschi nel reparto ortofrutta

Nel panorama della grande distribuzione organizzata, la sfida del fresco è sempre più legata all’esperienza d’acquisto e alla salubrità del prodotto. È in questo contesto che si inserisce la novità presentata da Oranfresh, illustrata dal direttore commerciale Enrico Musumeci che abbiamo incontrato allo scorso Frutech: una linea completa di distributori automatici sviluppati specificamente per i supermercati, capaci di erogare succo d’arancia o di mela fresco in modalità self-service.

La validità del progetto trova già riscontro nelle prime applicazioni sul campo. Musumeci cita la collaborazione con il Gruppo Decò Arena in Sicilia (nelle province di Catania, Siracusa e Palermo). In questi punti di vendita è stato implementato il concetto di “Healthy Island” (Isola della Salute): un corner dedicato che affianca la macchina spremimela a quella spremiagrumi, offrendo un servizio completo e salutare. “Puntiamo molto sulla gdo sviluppando questo concetto di isola di salute con macchinari interattivi a disposizione della clientela” conclude Musumeci, delineando un futuro in cui la tecnologia permette al retail fisico di offrire un valore aggiunto esperienziale che l’online difficilmente può replicare: la freschezza istantanea.

Dal confezionato al fresh on demand

Il concept alla base del progetto è un deciso cambio di paradigma nelle abitudini di consumo. “L’obiettivo che vogliamo diffondere presso la gdo è favorire il consumo di succhi freschi rispetto a quelli confezionati e pastorizzati” spiega Musumeci. Non si tratta più solo di acquistare un prodotto prelevato dal banco frigo, ma di partecipare attivamente alla sua creazione. La macchina, posizionata strategicamente nel reparto ortofrutta o nell’area beverage, opera come un sistema a vendita libera. Accanto al distributore, il cliente trova uno scaffale dedicato (“shelf”) con bottiglie vuote di diversi formati – da 250 ml, 500 ml fino a 1 litro. Il processo è intuitivo e immediato: il consumatore sceglie il formato desiderato, posiziona la bottiglia nell’apposito slot e avvia l’erogazione. La macchina riempie il contenitore con succo puro al 100%, naturale e appena spremuto. Una volta terminata l’operazione, il cliente prende la bottiglia e la porta alla cassa per il pagamento insieme al resto della spesa, esattamente come se fosse un prodotto confezionato, ma con la qualità organolettica del fresco assoluto.

Tecnologia “zero contatti” e igiene totale

Uno dei punti di forza della soluzione Oranfresh, cruciale per l’adozione in ambito retail, riguarda la sicurezza alimentare e la facilità di gestione. Le macchine sono interamente refrigerate e dotate di sistemi di autopulizia e sanificazione automatica. Un aspetto fondamentale sottolineato da Musumeci è l’isolamento del processo: “Le arance e le mele non sono mai a contatto con l’aria o la polvere esterna”. Il frutto viene lavorato in un ambiente ermetico, garantendo un prodotto finale sicuro e di alta qualità, eliminando i rischi di contaminazione tipici delle spremute fatte al momento in ambienti non controllati.

Il sistema è progettato per adattarsi alle diverse politiche di sostenibilità dei retailer. Oltre al classico bicchiere da asporto in carta o plastica compostabile, la soluzione punta molto sulla bottiglia, che può essere realizzata in plastica riciclata (rPET), Pla o addirittura in vetro per incentivare il riuso. Questa flessibilità permette di intercettare diverse esigenze di consumo: dal “consumo immediato” in store o on-the-go con il bicchiere, alla scorta domestica con la bottiglia da un litro.

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