Dimezza la produzione di nocciole italiane

Nel 2021-22 scenderà del 55%, fa sapere Riccardo Calcagni, ceo di Besana e presidente di Nucis Italia: ma la Turchia cresce del 25%

La produzione di nocciole nel mondo dovrebbe crescere nel 2021-22 del 10%
Cresce la produzione di nocciole nel mondo

Aumento del 25% per la Turchia, dimezzamento per l’Italia (-55%): sono queste le previsioni per la produzione di nocciole 2021-22. A comunicarle Riccardo Calcagni, ceo di Besana e presidente di Nucis Italia, durante un intervento al Nut & dried fruit global online forum, annuale appuntamento organizzato da Inc (International nut & dried fruit council).

La produzione mondiale aumenta del 10% ma serve selezionare le giuste cultivar e rinnovare gli impianti

Riccardo Calcagni, ad di Besana e presidente di Nucis Italia
Riccardo Calcagni, ceo di Besana e presidente di Nucis Italia

Più nel dettaglio, la Turchia  passerà dalle 640 mila tonnellate di questa annata alle 790 mila tonnellate della prossima. L’Italia, invece, secondo Paese produttore a livello mondiale, passerà dalle 160 mila tonnellate alle 70 mila tonnellate. Sul forte calo hanno inciso diversi fattori, dalle gelate tardive dell’aprile 2021 all’anno di “scarica” di diversi impianti.

“L’industria richiede standard qualitativi molto elevati, per calibro, gusto, pelabilità e non solo. Per ottenere questi risultati, è importante utilizzare le giuste cultivar, abbinate a tecniche di coltura, irrigazione e raccolta sostenibili ed efficienti -fa sapere Riccardo Calcagni-. Secondo i dati elaborati su proiezioni di Inc, in linea generale, nell’annata 2021-2022 assisteremo a livello globale a una produzione di nocciole che supererà gli 1,3 milioni di tonnellate in guscio: aumenterà di oltre il 10% rispetto al 2020-2021”.

Il know how in campo agricolo maturato da Besana in tanti anni di attività è confluito in Agribiotech, l’azienda che affianca i produttori intenzionati a sviluppare e migliorare le loro colture. “È fondamentale far crescere la corilicoltura italiana, rinnovando gli impianti – commenta Pino Calcagni, presidente di Agribiotech-. In questa scia rientrano, per esempio, i progetti per lo sviluppo della Tonda Francescana che stiamo portando avanti con l’Università degli Studi di Perugia”.

Alle spalle dei top 3, Turchia, Italia e Stati Uniti (sostanzialmente stabili), altri Paesi stanno crescendo, come Georgia e Azerbaigian. Da guardare con attenzione anche la Cina e la Spagna, che nel giro di un solo anno arriverà a triplicare la propria produzione, passando da 4.500 a 17 mila tonnellate.

 

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato iscriviti alla newsletter gratuita.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome