La Relazione d’Impatto EcorNaturaSì conferma l’impegno verso il Pianeta del retailer specializzato nel biologico. Come dichiara l’amministratore delegato Fausto Iori nella presentazione del documento, “siamo impegnati non solo a sostenere, ma anche a individuare nuove fonti di reddito per gli agricoltori biologici e biodinamici, strozzati dalle regole di un mercato che è cieco a queste dinamiche”.
La Relazione d’impatto EcorNaturaSì
EcorNaturaSì, società benefit dal 2021, ha deciso di adeguarsi su base volontaria alla direttiva europea sulla Corporate Sustainability presentando con 2 anni di anticipo un report conforme alle indicazioni dell’Europa, disponibile sul sito del retailer. I dati riguardano il periodo che va dal 1 gennaio al 31 dicembre 2024.
I numeri di NaturaSì
| 250 | Aziende agricole biologiche e biodinamiche |
| 5.800 | Ettari per la produzione della mdd e dell’ortofrutta |
| 330 | Negozi NaturaSì di cui: |
| 129 | Negozi diretti |
| 201 | Partecipati / affiliati |
| 1.000 | Negozi serviti in Italia |
| 10.000 | Prodotti bio commercializzati |
| 527.000 | Clienti fidelizzati |
| 1.208 | Collaboratori |
Fa parte del Gruppo in seguito ad acquisizioni successive la società BF bio è entrata nel capitale azionario con l’11,27%, l’obiettivo è creare aziende agricole resilienti che garantiscano la biodiversità e la sovranità alimentare nel lungo periodo.
Il pilastro valoriale del Gruppo è l’attività di commercio e distribuzione al dettaglio e all’ingrosso di prodotti biologici, biodinamici e naturali per i quali lungo tutta la filiera si salvaguardi la salute umana e quella della Terra, sul lungo periodo. Un valore che EcorNaturaSì si propone anche di diffondere, non solo di praticare. Un dipartimento interno dedicato si occupa della sostenibilità.
La gestione della filiera agricola
L’ortofrutta fresca rappresenta circa il 15% dei prodotti offerti dal retailer. Per i prodotti a marchio e di filiera c’è una pianificazione preventiva con le aziende agricole per le materie prime. I produttori conferiscono i raccolti direttamente a EcorNaturaSì, oppure a un’orgnizzazione di produttori o a un trasformatore che poi vendono i prodotti a EcorNaturaSì. Successivamente i prodotti vengono distribuiti ai negozi. Gli altri prodotti (non di filiera e confezionati) invece vengono acquistati dai fornitori e poi rivenduti ai punti di vendita. Il discorso val anche per l’eCommerce che incide per l’1% del fatturato.
La strategia scelta abbina Biodiversità 2030 e Farm to Fork.
La società che riunisce i produttori agricoli che condividono i valori di EcorNaturaSì è Le Terre di Ecor, mirando ad alimentare un’economia etica e rispettosa dell’ambiente.
A queste aziende si aggiungono quelle partecipate da EcorNaturaSì e di proprietà dei soci del Gruppo, i quali coerentemente con questa visione del business, per la maggior parte hanno anche un’azienda agricole. Tra queste, La Decima, La Carpaneta. Fattoria Di Vaira, Goel, San Michele, Il Cerreto. Sono 100% biologiche o biodinamiche.
Per quanto riguarda i piccoli e medi produttori bio, l’impegno è sostenerli perché possano aggregarsi e accedere ai fondi destinati dall’Europa in base all’estensione dei possedimenti coltivati e del numero di animali.
Per la produzione di semi, legumi e cereali viene stipulato un contratto di pre acquisto con 12 mesi di anticipo, così l’agricoltore ha già una soglia di prezzo e un contratto, prima di cominciare a seminare.
Per gli ortaggi invece la complessità della pianificazione non permette di fare contratti ma accordi in termini di programmazione.
NaturaSì è impegnata a riconoscere un differenziale di prezzo più elevato agli agricoltori per le materie prime, rispetto al valore medio pubblicato alla Borsa di Bologna. L’obiettivo per il 2026 è un differenziale del 10%, ampiamente superato nel 2023 e 2024, quando ha toccato il 20,6%.
Obiettivi raggiunti
-Almeno il 15,35% delle superfici delle aziende agricole Terre di Ecor è destinato alla biodiversità
-Nel 2024 investiti 30.000 euro per progetti di tutela della biodiversità
-Nel 2024 sono conformi alla coltivazione con sistema biologico o biodinamico 5.821 ettari di ecosistema legato a EcorNaturaSì. L’obiettivo nel 2026 è di 9.000 ettari.
-Promozione di sementi libere da brevetti e adatte al 100% all’agricoltura biologica e biodinamica
-Nel 2024 raggiungimento del 26% di superfici a grano tenero e 18% a grano duro coltivate con seme libero
-Selezione varietale condivisa con gli agricoltori e sviluppi di campi catalogo per varietà autoctone
-Nel 2024, il 19,56% del fatturato zootecnico e il 27,3% delle aziende fornitrici aderiscono alle linee guida Terre di Ecor sul benessere animale.
-Nell’annata 2023/24, rispetto al grano duro, sono stati realizzati 130 incroci tra varietà italiane e varietà da selezione Icarda e Cimmyt scelte per resistenza agli stress idrici, all’Ustilago tritici, alla Tilletia tritici e alla ruggine.
Il progetto per la biodiversità di Fattoria Di Vaira
Oltre 600 ettari in Molise, con 8 laghetti collinari che ospitano diverse specie di uccelli, l’azienda sperimenta ogni anno 50 linee di cereali particolarmente resistenti ai cambiamenti climatici. L’alimentazione umana si basa attualmente su solo 5 piante alimentari e su una limitata disponibilità di varietà entro la stessa specie. Al progetto contribuisce la Fonazione Seminare il Futuro, composta fra gli altri anche da NaturaSì e da Gino Girolomoni Cooperativa Agricola, per selezionare varietà di sementi specifiche per la coltivazione biologica.
Sostenibilità è lotta allo spreco
Le iniziative di riduzione degli sprechi citate dalla Relazione d’impatto EcorNaturaSì partono dai punti di vendita e sono:
-Le Surprise Bag con TooGood ToGo, con i prodotti in scadenza, con 47.429 bag vendute nel 2024 con un risparmio di 128 tonnellate di Co2
-Rinnovo dell’adesione all’iniziative Etichetta Consapevole di TooGood ToGo sulle etichette di oltre 150 prodotti a marchio NaturaSì e Sì Essenziali, aggiungendo l’indicazione “Spesso buono oltre”.
-Per l’ortfofrutta prosegue CosìPerNatura che promuove l’acquisto di ortofrutta imperfetta o irregolare, ma buona e nutriente.
-Nella logistica dell’ortofrutta, uso di cassette in plastica riutilizzabili a sponde ripiegabili; nel 2024 ha raggiunto l’86%, l’obiettivo nel 2026 è arrivare al 90%.
-Maggior proposta di prodotti sfusi per ridurre gli imballaggi anche nell’ortofrutta
-I sacchetti per l’ortofrutta sono riutilizzabili
–1,617 milioni di euro raccolti a sostegno degli agricoltori con il prestito obbligazionario NaturaSì











