Senza semi e senza alibi: a Luv le potenzialità dell’uva da tavola

    Siamo stati alla seconda edizione della manifestazione interamente dedicata alla filiera dell’uva da tavola. Una tre giorni di approfondimento sulle dinamiche del mercato, gli scenari futuri, il post raccolta e la produzione in campo. Confermata anche la terza edizione per 2028, con una collocazione strategica all’inizio della stagione commerciale a luglio.

    La filiera dell’uva da tavola ha finalmente trovato un luogo per raccontarsi e per argomentare su uno dei prodotti più esportati nel mondo dopo le mele. E Bari, che fino al 22 ottobre ospita LUV, la fiera dedicata all’uva da tavola. è diventata a tutti gli effetti la capitale mondiale dell’uva da tavola. “Abbiamo voluto creare un luogo capace di guardare oltre i confini del territorio”, spiega Mirko Sgaramella organizzatore di LUV Fiera e coordinatore di Fruit Communication, la società capofila del progetto, parlando delle motivazioni che hanno portato all’organizzazione di un evento che si estende su una superficie di 15.000 metri quadrati e ha visto l’arrivo di 192 espositori provenienti a 19 diversi paesi.

    Un valore, questo, che non si misura solo dai numeri ma dalla capacità di mettere insieme gli operatori della filiera. E oggi quegli operatori erano tutti in fila all’entrata della fiera, facendo sentire la voce di una filiera forte e strutturata, capace di confrontarsi sul mercato nazionale ed estero.

    Sullo sfondo le proteste degli autotrasportatori

    E’ in uno scenario, segnato dalla pressione dei costi di produzione, dalle difficoltà nel reperimento della manodopera (con grappoli lasciati sulle viti per la carenza di manodopera, al centro delle recenti proteste degli agricoltori pugliesi) che la Puglia accoglie l’apertura della manifestazione. Negli spazi fieristici si accenna sommessamente al disagio che corre lungo le arterie del Sud Italia e che vede il fermo degli autotrasportatori ma alcuni operatori, interpellati sull’argomento, non nascondono di condividere le richieste dei manifestanti insieme alle preoccupazioni per scaffali vuoti e per prodotti freschi e deperibili che rischiano di rimanere nei depositi o sui mezzi di trasporto, senza poter raggiungere le destinazioni previste. Una situazione che potrebbe compromettere la continuità delle forniture e provocare perdite economiche per le imprese pugliesi e siciliane del comparto.

    Gli interventi della prima giornata: mercati, difesa delle colture, innovazione al centro del dibattito

    Nell’auditorium della fiera, i primi interventi della mattinata sono in favore del dialogo. Gli operatori aprono la mattinata confrontandosi sulla ricerca di possibili soluzioni di fronte ai numerosi problemi dell’agricoltura italiana e in particolare del comparto dell’uva da tavola, un prodotto rispettato dai mercati internazionali ma spesso incapace di generare il valore che merita.

    Massimiliano Del Core Presidente della CUT

    “La stagione 2026 è partita molto lenta all’inizio con delle fiammate nelle settimane 39-40 e in parte nella 41 a cui ha fatto seguito un riassestamento generale – spiega Massimiliano Del Core Presidente della CUT (Commissione Italiana Uva da Tavola). Questo deriva dal fatto che l’Italia è poco attiva e tende a subire le logiche dei mercati. Non siamo noi a determinare il nostro mercato, programmandolo, ma subiamo la volatilità nei volumi e nei prezzi. Inoltre il nostro Paese soffre la competizione dei paesi produttori extra europei”.

    Per quanto riguarda i prezzi, si può dire che sono stati mediamente più bassi dell’anno scorso di un 15%, con un mercato inizialmente più lento e in ripresa tra settembre e ottobre. “Una stagione – aggiunge Del Core – che è stata affrontata con grande attenzione da parte di tutta la filiera, sia dei produttori che temevano per il loro prodotto in campo, sia da degli operatori commerciali.

    Del Core punta l’attenzione anche sull’innovazione varietale e sulla necessità di accelerare un percorso ormai inarrestabile, ma è indispensabile poterlo programmare e non subire. Secondo Del Core le nuove varietà senza semi risultano vincenti sia sui mercati esteri che sul mercato del Nord Italia. Sull’innovazione e sulle nuove varietà gli fa eco anche Michele La Porta Presidente del Consorzio dell’uva da tavola Igp che parla della recente proposta di modifica del disciplinare di produzione per includere anche le uve senza semi (seedless) nate dalla ricerca varietale italiana e pugliese, affiancandole alle varietà tradizionali con seme come l’Uva Italia.

    Mario Schiano Lo Moriello, analista di ISMEA

    L’analisi del mercato è toccata a Mario Schiano Lo Moriello, analista di ISMEA, che ha parlato del successo dell’uva da tavola sui mercati esteri, mentre Elisa Macchi Direttrice di CSO Italy ha approfondito il tema del consumatore e dell’evoluzione dei consumi in Italia.

    Parallelamente, nell’area del LUV Agorà, spazio alle strategie di difesa delle coltivazioni con interventi tecnici e scientifici che affrontano nuove e vecchie fitopatie alla luce dei cambiamenti climatici che alterano i calendari di raccolta, le restrizioni della normativa europea e le richieste di mercati internazionali sempre più attenti alla sostenibilità residua.

    Cambio di data per la terza edizione

    Per venire incontro alle esigenze del comparto, la prossima edizione di LUV Fiera si terrà dal 4 al 6 luglio 2028. L’annuncio è stato fatto dagli organizzatori durante l’inaugurazione. Come ha spiegato Mirko Sgaramella e Francesco Menelao, di Fruit Communication, la scelta nasce dalla necessità di raccontare la filiera non a stagione finita ma mentre si sta ancora organizzando. Insomma un modo per parlare di filiera e organizzare le contingenze del momento non a giochi conclusi ma quando il prodotto è ancora in fase di maturazione.

     

    Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato iscriviti alla newsletter gratuita.

    LASCIA UN COMMENTO

    Inserisci il tuo commento
    Inserisci il tuo nome