In occasione di Prognosfruit, il principale forum europeo per il settore delle mele e delle pere svoltosi quest’anno a Costanza, la World Apple and Pear Association (WAPA) ha presentato le stime produttive per la stagione 2026/2027. I dati, che registrano segni negativi in quasi tutti i Paesi Ue, riflettono le difficoltà in cui operano i produttori. Il complesso contesto commerciale, con le restrizioni alle esportazioni degli ultimi tempi, le condizioni meteorologiche estreme e la pressione di afidi e patogeni, stanno mettendo a dura prova il settore e i territori interessati dalle filiere produttive.
“I dati di quest’anno ci ricordano con forza che la produzione non può essere data per scontata”, ha affermato Philippe Binard, segretario generale della WAPA, presentando le previsioni. Secondo Binard si potrebbe aver raggiunto i limiti di ciò che gli strumenti e le pratiche attuali possono mettere in campo per la competitività del settore, con produzione e rese influenzate da eventi climatici, costi crescenti e strumenti sempre più limitati per garantire rese e qualità. Da Prognosfruit emerge la necessità di un cambio di rotta. Serve prendere decisioni importanti, anche con il sostegno della politica, per garantire le produzioni del passato.
Le attese dal raccolto europeo
Entrando nel dettaglio dei dati diffusi a Prognosfruit, la produzione UE 2026 è stimata in 9,5 milioni di tonnellate, il minimo registrato negli ultimi nove anni, con il -16% rispetto alla stagione precedente e -14% sulla media degli ultimi tre anni. La Polonia, primo produttore europeo di mele, registra una delle flessioni più marcate (-30% rispetto al 2025) e una produzione che si dovrebbe attestare sui 2,7 milioni di tonnellate a causa delle intense gelate che hanno contraddistinto il periodo primaverile. Anche la Francia, terzo polo produttivo in Europa, segnerà un -24% con circa 1,2 milioni di tonnellate, una flessione dovuta soprattutto alla progressiva riduzione delle superfici coltivate, alle elevate temperature estive, ma soprattutto dalla pressione di afidi e patogeni, per i quali è mancata negli ultimi anni la possibilità tecnica per contrastarli.
In calo anche la Germania, con 1 milione di tonnellate (-11%), il Belgio (-25%) e i Paesi Bassi (-17%).
Di segno opposto invece la Spagna, con un +8%, e la Grecia che si avvicina alle 300 mila tonnellate con il +53%. Per l’Italia è prevista una flessione del 2% rispetto al 2025 con una produzione totale stimata in 2.269.106 tonnellate. Il calo dei raccolti, non colpisce solo l’UE, ma si registra anche in altre zone dell’emisfero settentrionale, in particolare nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in India. Le prime previsioni per la Cina indicano invece una certa stabilità rispetto allo scorso anno, mentre la Turchia sta recuperando la produzione dopo i danni subiti nel 2025. Questo può far supporre che la ridotta produzione Ue e nordamericana potrebbe far aumentare la domanda potenziale di mele da importazione nella seconda parte della stagione (da marzo in poi), da Sudafrica e Cile e, in misura minore, Argentina e Nuova Zelanda, paesi che hanno già un orientamento “premium” delle produzioni.
I dati previsionali dei maggiori produttori italiani
Secondo i dati diffusi da Assomela, l’Associazione italiana dei produttori di mele, le stime produttive per il Trentino Alto Adige presentano un segno negativo:- 2% per l’Alto Adige e -9% per il Trentino. Nella maggior parte delle altre regioni, invece, attesa una crescita dei raccolti in particolare in Piemonte, terzo polo produttivo nazionale, con un aumento del 2%, e in Veneto (+2%) che recupera posizioni dopo la campagna 2025 penalizzata dal maltempo.
In aumento anche la produzione in Emilia-Romagna (+6%) e Friuli Venezia Giulia (+9%), Lombardia (+ 3%). Sul fronte qualitativo la campagna di raccolta, partita in anticipo in Trentino Alto Adige e in Piemonte, si prospetta buona sia in termini di calibro che di qualità del prodotto. Per quanto riguarda la produzione biologica, la stima produttiva è in lieve calo, con una riduzione del 2% rispetto allo scorso anno e un quantitativo stimato di 171.333 tonnellate, il 7,6% della produzione complessiva nazionale.
Varietà tradizionali in calo, in aumento le varietà club
Per quanto riguarda le varietà, si registra un calo delle principali mele tradizionali rispetto allo scorso anno. A partire dalla Golden Delicious in calo del 11,1% attestata a 1.809.982 tonnellate e dalla Gala, la seconda varietà più diffusa, che dovrebbe registrare un calo dell’8,9% a 1.362.797 tonnellate, così come la Red Delicious (-5,3% a 496.522 tonnellate) e la Granny Smith (– 4%). mentre la Fuji rimarrà sostanzialmente stabile (+1%). In controtendenza le nuove varietà “club”, che continuano a crescere e raggiungono un nuovo record con oltre 690mila tonnellate prodotte, in aumento del 9% rispetto alla scorsa campagna. Segno evidente dell’interesse dei produttori verso un modello di modello di filiera chiusa che controlla la produzione, difende i prezzi dalla concorrenza al ribasso e garantisce al consumatore un prodotto con standard elevati e costanti in termini di croccantezza, sapore e conservabilità.
Il futuro è legato alla gestione dei driver strutturali
ll quadro previsionale offerto da Prognosfruit permette di fare una riflessione più ampia sul futuro del comparto melicolo, che appare sempre più legato alla capacità di gestire alcuni driver strutturali destinati a incidere nel lungo periodo sulla competitività del settore.
Tra questi il cambiamento climatico, rappresenta senza dubbio uno dei fattori più rilevanti. Gelate tardive, ondate di calore, siccità e grandinate sempre più frequenti e imprevedibili rendono più difficile garantire rese, pezzatura e qualità dei raccolti. A questo si aggiunge l’aumento dei costi di produzione, che comprime i margini e spinge i produttori a ridurre superfici e investimenti, e il progressivo restringimento degli strumenti di difesa fitosanitaria, che impone di ripensare le strategie di protezione delle coltivazioni. La risposta non può quindi limitarsi alla gestione delle emergenze, ma deve puntare a una maggiore capacità di prevenzione e adattamento. Diventano strategici gli investimenti in sistemi antigrandine e antibrina, nelle reti di protezione e nelle polizze assicurative, così come l’adozione di sistemi di monitoraggio e controllo sempre più evoluti, capaci di supportare decisioni tempestive e mirate. Allo stesso tempo, la ricerca varietale dovrà accompagnare l’evoluzione del clima, individuando cultivar più resilienti, efficienti nell’uso dell’acqua e capaci di mantenere elevati standard qualitativi anche in condizioni ambientali meno favorevoli.
Questi fattori stanno dunque trasformando il modo stesso di concepire la produzione melicola. La gestione dei driver strutturali non riguardano soltanto la fase agricola, ma coinvolgono l’intera filiera: dalla scelta degli impianti e delle varietà alle tecniche colturali, dalla gestione dell’acqua alla conservazione, fino alla logistica e alla commercializzazione. Per il comparto delle mele significa affrontare un percorso di cambiamento di lungo periodo, nel quale dimensione economica, sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica sono sempre più interconnesse. La competitività futura non dipenderà quindi soltanto dalla capacità di produrre mele di qualità, ma dalla possibilità di farlo in modo economicamente sostenibile, resiliente agli eventi climatici e coerente con un quadro normativo e di mercato in continua evoluzione.
A Interpoma 2026 il punto sulle sfide del settore
Dal 25 al 27 novembre 2026 la filiera melicola si dà appuntamento al quartiere fieristico di Bolzano per la 14ª edizione di Interpoma, la fiera internazionale dedicata alla mela.
Quest’anno il focus assume una rilevanza ancora maggiore, alla luce delle difficoltà con cui i produttori sono chiamati a confrontarsi e delle previsioni diffuse da Prognosfruit. Dai dati emerge, infatti, con sempre maggiore chiarezza che la sfida dei prossimi anni sarà quella di stabilizzare rese e qualità dei raccolti, facendo leva su nuove tecnologie e strumenti innovativi capaci di aumentare la resilienza e l’efficienza della produzione.
L’innovazione, infatti, sarà il tema chiave della manifestazione, che si concentrerà sulla digitalizzazione applicata alle tecnologie di irrorazione.
Un tema destinato ad assumere un ruolo sempre più strategico in un contesto in cui efficienza, sostenibilità e riduzione degli input sono diventati elementi imprescindibili per la competitività della filiera.
Si va dai sistemi di irrorazione evoluti alla sensoristica, dagli ugelli intelligenti ai droni e alle soluzioni digitali, con l’obiettivo di rendere la distribuzione dei prodotti fitosanitari, dei fertilizzanti fogliari e degli agenti diradanti sempre più precisa, riducendo le perdite e ottimizzando tempi e quantità di intervento.
Non si tratta, quindi, soltanto di introdurre nuove macchine, ma di ripensare il modo stesso di intervenire nel frutteto, facendo delle tecniche di precisione uno degli strumenti attraverso cui conciliare produttività, sostenibilità ambientale e redditività.
Quello della “New Approaches in Spraying Technology. Efficiency meets sustainability”, sarà il tema dominante della prima giornata dell’Interpoma Congress e dell’Interpoma Award 2026.
La seconda giornata del congresso invece dal titolo “Regional chances and Global challenges: Latin America in focus” sarà dedicata ad un approfondimento delle aree produttive dell’America Latina in forte evoluzione, come Brasile, Cile e Messico.
Rafforzare il legame tra agricoltura e turismo: grazie alla mela in Val Venosta è possibile
In Val Venosta l’agricoltura è l’attività economica più diffusa, con la mela come prodotto principale. Sulla filiera hanno costruito la propria attività le cooperative ortofrutticole della valle riunite nella cooperativa agricola di secondo grado VIP (Associazione delle Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta) che si occupa della commercializzazione del prodotto e gestisce le strutture di stoccaggio e lavorazione ad alta tecnologia.
Accanto a questo modello di agricoltura coesiste il turismo (estivo e invernale), l’altro motore che aziona la prodigiosa macchina economica locale. Tra i due un profondo legame che negli ultimi anni sta definendo la propria struttura e identità.
Un progetto territoriale capace di comunicare l’identità economica e sociale di una valle attraverso un prodotto ortofrutticolo, la mela, intesa come esperienza produttiva, gastronomica e turistica. Una narrazione inedita che coinvolge il territorio, unico elemento di competitività irripetibile. Finalmente un cambio di prospettiva per l’’ortofrutta che potrebbe aprire esperienze positive anche per altri comparti meno fortunati economicamente.
Un esempio concreto del legame tra agricoltura e turismo sono state le “Giornate della Mela Val Venosta – Vinschger Apfeltage”, un “festival diffuso” ideato da VIP insieme alle sue sei cooperative, a Vinschgau Marketing e alle sette associazioni turistiche della valle a cui si sono aggiunti ristoranti, gelaterie, supermercati del territorio e i 25 ambasciatori delle mele.
Un evento di due settimane con oltre 60 iniziative in calendario che hanno trasformato la Val Venosta in un palcoscenico capace di coinvolgere sia la popolazione locale che i turisti.
Come spiega Benjamin Laimer, responsabile marketing di VIP, “lo scopo dell’iniziativa (in calendario anche il prossimo anno) è di creare occasioni di contatto, permettendo a ciascuno di vivere, scoprire e gustare la mela in modi diversi”.
Un modo per rafforzare la collaborazione tra il mondo ortofrutticolo e il settore turistico, dare maggiore visibilità al prodotto e sensibilizzare la popolazione sull‘importanza della coltivazione locale.
Apple Production in the EU: What Should We expect
In Italy, figures are expected to fall slightly in Trentino-Alto Adige, whilst Piedmont and Veneto are expected to show an increase
At Prognosfruit, the main European forum for the apple and pear sector, held this year in Constance, the World Apple and Pear Association (WAPA) presented its production estimates for the 2026/2027 season. The production figures, which show negative signs in almost all EU Countries, fully reflect the difficulties facing producers. The complex trade environment, with recent export restrictions, extreme weather conditions, and the pressure of aphids and pathogens on production, are severely testing the sector and the regions involved in the production chains.
Philippe Binard, General Secretary of WAPA, presenting the forecasts, said: ‘This year’s data are a strong reminder that production cannot be taken for granted’. According to Binard, the operators may have reached the limits of what current tools and practices can implement for the sector’s competitiveness, with production and yields affected by weather events, rising costs, and increasingly limited tools to ensure yields and quality.
The message from Prognosfruit is clear: unless this sector changes course and makes important decisions, even with political support, it will not be able to guarantee past production levels. And this will benefit its most direct competitors.
The European harvest: what awaits us
Going into the details of the data released to Prognosfruit, EU production in 2026 is estimated at 9.5 million tons, the lowest recorded in the last nine years, with a decrease of 16% compared to the previous season and 14% compared to the average of the last three years.
Poland, Europe’s leading apple producer, recorded one of the most significant declines (-30% compared to 2025) and production is expected to settle at 2.7 million tons due to the intense frosts that affected the potential apple harvest during the spring.
France, Europe’s third-largest production hub, will also see a decrease of 24%, with approximately 1.2 million tons. This decline is primarily due to the progressive reduction in cultivated areas, high summer temperatures, and, above all, the pressure of aphids and pathogens, because no technical tools were available to combat them in recent years.
Germany is also experiencing declines, with 1 million tons (-11%), Belgium (-25%), and the Netherlands (-17%).
Spain, on the other hand, is experiencing an increase of 8%, and Greece, which is approaching 300,000 tons, is recording an increase of 53%.
Italy is forecast to experience a decrease of 2% compared to 2025, with total production estimated at 2,269,106 tons.
The decline in harvests is not only affecting the EU, but is also being seen in other areas of the Northern Hemisphere, particularly the United Kingdom, the United States, and India. Initial forecasts for China indicate some stability compared to last year, while Turkey is recovering from the damage suffered in 2025.
This suggests that reduced EU and North American production could increase potential demand for imported apples in the second half of the season (from March onwards) from South Africa and Chile, and to a lesser extent Argentina and New Zealand, which already focus on high-end production.
A look at the forecast data for the major Italian producers
According to data released by Assomela, the Italian Association of Apple Producers, production estimates for Trentino-South Tyrol are negative: -2% for South Tyrol and -9% for Trentino. In most other regions, however, harvests are expected to grow, particularly in Piedmont, the third largest production hub in Italy, with an increase of 2%, and in Veneto (+2%), which is recovering after the 2025 campaign suffered from bad weather.
Production is also increasing in Emilia-Romagna (+6%), Friuli Venezia Giulia (+9%), and Lombardy (+3%).
On the quality front, the harvest season, which began early in Trentino-Alto Adige and Piedmont, looks set to be good in terms of both size and product quality.
Regarding organic production, production estimates are slightly down, with a reduction of 2% compared to last year and an estimated quantity of 171,333 tons, 7.6% of the total national production.
Traditional varieties in decline, club varieties on the rise
Regarding varieties, the main traditional apples are recording a decline compared to last year. These include Golden Delicious, which is down 11.1% to 1,809,982 tons, and Gala, the second most popular variety, which is expected to see a decrease of 8.9% to 1,362,797 tons. Red Delicious (-5.3% to 496,522 tons) and Granny Smith (-4%) are also expected to decline, while Fuji will remain essentially stable (+1%). On the other hand, the new ‘club’ varieties are bucking the trend: they are continuing to increase and have reached a new record with over 690,000 tons produced, an increase of 9% compared to the previous season. This is a clear sign of producers’ interest in a closed supply chain model that controls production, protects prices from downward competition, and guarantees consumers a product with consistently high standards in terms of crispness, flavor, and shelf life.
The future depends on managing structural drivers
The forecast provided by Prognosfruit allows for a broader reflection on the future of the apple sector, which appears increasingly dependent on the ability to manage certain structural drivers that will impact the sector’s competitiveness in the long term.
Among these, climate change is undoubtedly one of the most significant factors. Late frosts, heat waves, droughts, and increasingly frequent and unpredictable hailstorms make it more difficult to guarantee yields, size, and crop quality. Added to this are rising production costs, which are compressing margins and pushing producers to reduce acreage and investments, and the progressive reduction in plant protection tools, which requires a rethinking of crop protection strategies.
The response cannot therefore be limited to emergency management, but must focus on greater prevention and adaptation capacity. Investments in anti-hail and anti-frost systems, protective nets, and insurance policies are becoming strategic, as is the adoption of increasingly advanced monitoring and control systems capable of supporting timely and targeted decisions. At the same time, varietal research must adapt to climate change, identifying more resilient cultivars that are more efficient in water use and capable of maintaining high quality standards even in less favorable environmental conditions.
These factors are therefore transforming the very concept of apple production. Managing structural drivers not only concerns the agricultural phase, but involves the entire supply chain: from the choice of plants and varieties to cultivation techniques, from water management to conservation, logistics, and marketing. For the apple sector, this means embarking on a long-term journey of change, in which economics, environmental sustainability, and technological innovation are increasingly interconnected. Future competitiveness will therefore depend not only on the ability to produce quality apples, but on the capability to do so in an economically sustainable manner, resilient to climate events, and consistent with a constantly evolving regulatory and market framework.
At Interpoma 2026, a Look at This Sector’s Challenges
From November 25th to 27th 2026, the apple industry will meet at the Bolzano exhibition center for the 14th edition of Interpoma, the international apple fair.
This year, the focus will take on even greater importance, given the challenges facing producers and the forecasts released by Prognosfruit. Indeed, the data makes it increasingly clear that the challenge in the coming years will be to stabilize yields and crop quality, leveraging new technologies and innovative tools capable of increasing production resilience and efficiency.
Innovation will be the key theme of the event, which will focus on digitalization applied to spraying technologies.
This theme is set to assume an increasingly strategic role in a context where efficiency, sustainability, and reduced inputs have become essential elements for the competitiveness of the supply chain.
These elements range from advanced spraying systems to sensors, from smart nozzles to drones and digital solutions, with the aim of making the distribution of plant protection products, foliar fertilizers, and thinning agents increasingly precise, reducing losses and optimizing the time and quantity of applications.
It is therefore not just a matter of introducing new machinery, but of rethinking the very way of working in the orchard, making precision techniques one of the tools through which productivity, environmental sustainability, and profitability can be reconciled.
‘New Approaches in Spraying Technology. Efficiency meets sustainability’ will be the dominant theme of the first day of the Interpoma Congress and the Interpoma Award 2026.
The second day of the conference, entitled ‘Regional chances and Global challenges: Latin America in focus’, will be dedicated to an in-depth look at rapidly evolving Latin American production areas, such as Brazil, Chile, and Mexico.
Strengthening the Link between Agriculture and Tourism: Thanks to Apples, in Val Venosta it is Possible
In Val Venosta, agriculture is the most widespread economic activity, with apples as its main product. The valley’s fruit and vegetable cooperatives, united in the second-level agricultural cooperative VIP (Association of Fruit and Vegetable Cooperatives of Val Venosta), have built their businesses on this supply chain. This cooperative handles the marketing of the product and manages the high-tech storage and processing facilities.
Tourism (both summer and winter) coexists with this agricultural model. Thus, tourism is the other engine that drives the prodigious local economy. A deep bond exists between the two, and it has been shaping its structure and identity in recent years.
A regional project is capable of communicating the economic and social identity of a valley through a fruit and vegetable product – the apple – understood as a productive, gastronomic, and tourism experience. A unique narrative engages the local area, the only unique element of competitiveness. Finally, it is a shift in perspective for the fruit and vegetable sector that could open up positive experiences for other less economically fortunate sectors as well.
A concrete example of the connection between agriculture and tourism was ‘Val Venosta Apple Days – Vinschger Apfeltage’, a ‘widespread festival’ conceived by VIP together with its six cooperatives, Vinschgau Marketing, and the valley’s seven tourist associations. This two-week event, featuring over 60 initiatives, transformed the Venosta Valley into a stage capable of engaging both locals and tourists.
Benjamin Laimer, marketing manager at VIP, explained: ‘The aim of this initiative (also scheduled for next year) is to create opportunities for interaction, allowing everyone to experience, discover, and enjoy apples in different ways’.
This is a way to strengthen collaboration between the fruit and vegetable world and the tourism sector, give greater visibility to the product, and raise awareness among the population about the importance of local cultivation.





