La campagna autunno-invernale 2025/2026 delle fragole in Italia è iniziata su buoni livelli, non eccezionali come nel 2024 ma con quotazioni soddisfacenti: come vediamo dal tracciato la linea di colore verde delle “Fragole Italia” (in questa fase principalmente prodotto siciliano e lucano) ha il suo picco a ridosso delle festività natalizie con un valore di 10 euro/kg circa. Poi scende come di consueto fino a primavera inoltrata, ove il prodotto siciliano e lucano, prima di terminare la campagna, va a sovrapporsi con le fragole dalla Campania, Emilia -Romagna e Veneto.
L’andamento del prezzo delle fragole in Italia
La produzione della Basilicata ha fatto da padrone, come di consueto accade ormai da parecchi anni: in questa annata il prezzo non è mai crollato, anche se i mercati hanno talvolta subìto alcune giornate di eccesso di offerta, non tanto per gli elevati quantitativi presenti quanto per la domanda debole che ha caratterizzato qualche breve periodo primaverile dal clima però invernale; la scarsa presenza di prodotto spagnolo e greco ha consentito di mantenere il prezzo del prodotto nazionale su buoni livelli. Come vediamo dal grafico i prezzi della varietà Sabrosa sono quasi allineati con il prodotto lucano generico, in quanto dal punto di vista produttivo in tale areale vi è sempre più la tendenza a coltivare varietà dalle elevate caratteristiche organolettiche (esempio Inspire, Rossetta).
Verso la fine di aprile, dopo alcuni giorni di caldo più estivo che primaverile, si registra un calo sensibile di prezzo del prodotto lucano, presente in grandi quantità in quanto favorito dalle temperature elevate: il consumo c’è, ma i mercati hanno difficoltà a smaltire i volumi presenti e il prezzo tocca il minimo del periodo, in linea comunque con i valori degli anni precedenti. A maggio, verso metà e fino alla fine del mese, il prodotto lucano va man mano ad esaurirsi e le quotazioni scendono su valori di 3 euro/kg circa; i prezzi riprendono lentamente tono con le produzioni venete ed emiliane, in concomitanza con le prime quote trentine che realizzano quest’ultime 6-8 euro/kg nel finale di maggio/inizio giugno.
La produzione di fragole in Italia nel 2025

La fragolicoltura in coltura protetta nel sud Italia continua ad aumentare, mentre è in flessione al nord (Piemonte, Veneto): come vediamo dal grafico le regioni Basilicata e Campania si confermano a capo delle produzioni in serra con il 66% dei volumi nazionali prodotti; il dato complessivo relativo ai volumi prodotti sfiora le 100 mila tonnellate nel 2025. Risultano in calo invece superfici e quantità dedicate alla coltura in piena aria, pratica di coltivazione sempre più difficoltosa a causa delle incertezze climatiche che non sono più un imprevisto ma una costante.
Per tale tipo di coltivazione rimane leader il Trentino- Alto Adige, che negli ultimi anni incrementa il dato con una percentuale del 26% (21% nel 2022), fornendo più di un quarto della produzione nazionale concentrata principalmente dalla tarda primavera fino alla fine dell’estate. Flessione invece per l’Emilia- Romagna che passa dal 19% (dato 2022) al 11% nel 2025.
La bilancia import export delle fragole
La Spagna si conferma il nostro principale concorrente e maggior fornitore, in particolare per le produzioni precoci dedicate alla gdo in quanto assicura volumi importanti a prezzo contenuto; in aumento anche i quantitativi provenienti dalla Germania che copre limitati periodi in tarda primavera-estate. In incremento le esportazioni nel 2025 rispetto al 2024, con una crescita sia in volume che in valore e dirette principalmente verso Austria e Germania; rimane limitata e in flessione invece la percentuale diretta in Svizzera.




