Per i suoi primi 20 anni l’Agricola Don Camillo si è “regalata” uno stabilimento destinato alla quarta gamma, dove lavorare meloni e angurie, da affiancare alla zucca così da ampliare la presenza del brand aziendale nel mondo della frutta tagliata e ready-to-eat. “Per noi è stato un investimento significativo – spiega l’amministratore delegato Andrea Benelli– ma necessario per rafforzare la nostra capacità produttiva e la nostra presenza sul mercato, in particolare nei segmenti a maggior valore aggiunto. Vorremmo, infatti, diventare gli specialisti riconosciuti di meloni, angurie e zucche anche nella quarta gamma, grazie a una proposta che punta sulla qualità e non solo sul servizio”.
Progetto di categoria del melone tagliato
L’impianto di Brescello è operativo dall’estate del 2025 e ha permesso all’azienda di lanciare sul mercato il melone tagliato a metà e l’anguria senza semi a polpa rossa e gialla, tagliata a fette. Inoltre sono state installate delle nuove celle frigorifere, a supporto delle tre linee esistenti di lavorazione di meloni retati, meloni lisci e angurie, in grado di lavare, asciugare, calibrare, pesare ed etichettare in automatico anche il singolo frutto. Sui meloni, del resto, questa Op, che riunisce oltre 70 aziende agricole dislocate in varie regioni italiane, crede molto e investe tanto, poiché rappresenta il 55% degli oltre 80 milioni di fatturato realizzati nel 2025. “Abbiamo lavorato sul mondo dei meloni con un progetto di categoria finalizzato a cercare di aumentarne il consumo e a farne conoscere le diverse tipologie, anche alla luce del fatto che abbiamo sviluppato un’offerta molto ampia, con sei tipologie differenti di prodotti di cui due, Dino e Limelon, in esclusiva per il mercato italiano. Con l’arrivo delle proposte di quarta gamma completiamo il presidio dell’intero mercato e portiamo il nostro brand anche nel competitivo mondo del banco frigo”.
La stagione 2025 sembra aver dato ragione degli sforzi dell’Agricola Don Camillo. Le varietà esclusive hanno aumentato le vendite del 15%, a parità di prezzo medio, rispettando le previsioni e nonostante l’annata difficile, supportati da un’intensa attività di comunicazione in un centinaio di punti di vendita della Gdo per oltre 200 giornate di in store promotion e degustazioni. E la domanda è in crescita, tanto che le superfici destinate saranno aumentate già nel 2026.
Tra zucca e agrumi, la diversificazione di Don Camillo
Con lo stesso approccio l’Agricola Don Camillo sta “coltivando” il mercato della zucca, protagonista di un test di valorizzazione della categoria svolto in selezionati punti di vendita della Gdo per presentare caratteristiche e utilizzi delle differenti varietà e consolidare il ruolo di questa Op quale specialista di questo prodotto. Per sostenere i consumi è stata anche arricchita l’offerta di quarta gamma, con l’inserimento del formato da 250g della zucca cubettata nella linea Tagliati per il Gusto e delle varietà Delica e Violina nella linea Tagliata a fette. “La nostra gamma di zucche pulite, tagliate e pronte da consumare è nata dalle richieste dei clienti di un prodotto a maggior contenuto di servizio e dal monitoraggio delle evoluzioni del mercato, dove oltre il 64% degli shopper di zucca acquistano anche prodotti di quarta gamma”.
Se meloni, angurie e zucche costituiscono le radici storiche della Op, gli agrumi ne rappresentano l’evoluzione recente, poiché sono state inserite nel 2017 in un’ottica di controstagionalità, portando la produzione totale a 80mila tonnellate annue. Al momento non è previsto l’ingresso in altre tipologie di prodotti, perché Agricola Don Camillo vuole espandersi sì ma in modo solido. Arance e clementine sono coltivate in Puglia e lavorate nel magazzino aperto a Massafra, a cui si è poi aggiunto quello Ispica, in Sicilia, dove vengono lavorati tutti i prodotti del territorio, in particolare meloni e angurie.







