Il mondo agricolo rende omaggio a Carlo Petrini, anima di Slow Food

Cordoglio dalle organizzazioni di categoria: lascia un’eredità culturale e civile per agricoltura, biodiversità e territori

Carlo Petrini (credits: archivio Slow Food), fondatore di Slow Food
Carlo Petrini (credits: archivio Slow Food)

Il mondo agricolo italiano si stringe attorno alla famiglia di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, scomparso a 76 anni nella serata del 21 maggio nella sua casa di Bra. Dai principali rappresentanti delle organizzazioni di categoria arrivano messaggi di cordoglio per una figura che ha segnato il dibattito su alimentazione, ruralità e sostenibilità, costruendo un ponte tra agricoltori, comunità locali e consumatori.

Il ricordo di Cia: “Precursore del futuro”

Tra i primi messaggi quello di Cia-Agricoltori Italiani, che definisce Petrini “pioniere assoluto” di una nuova visione dell’agricoltura e delle produzioni locali. L’associazione sottolinea il contributo dato alla valorizzazione della biodiversità e alla centralità del comparto agricolo nel dibattito culturale e sociale.

“Il nostro addio a un padre della terra e precursore di futuro. Perdiamo una figura di riferimento che ha saputo scuotere le coscienze in modo indelebile”. È il passaggio più significativo del messaggio del presidente nazionale Cristiano Fini, che richiama anche “i pilastri di Petrini sul cibo buono, pulito e giusto”.

Nel ricordo dell’associazione emerge anche il legame costruito negli anni con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e con Terra Madre Salone del Gusto, appuntamenti considerati centrali nella diffusione della cultura agroalimentare e nella tutela delle comunità rurali.

Coldiretti: confronto e rispetto nel nome della biodiversità

Anche Coldiretti esprime cordoglio per la scomparsa di Petrini, ricordando “una vita spesa a difesa del cibo e del territorio”. L’organizzazione evidenzia il contributo del fondatore di Slow Food nel riportare al centro temi come identità alimentare, tradizioni e comunità locali.

“Ci siamo confrontati negli anni per dare dignità al lavoro dei contadini e creare una relazione profonda tra cittadini e agricoltori, partendo dal rispetto della terra e delle persone”, dichiara il segretario generale Vincenzo Gesmundo.

“Insieme a Carlo Petrini abbiamo spesso portato al centro del dibattito pubblico il valore del cibo non solo come prodotto, ma come simbolo di cultura”, è invece il ricordo del presidente Ettore Prandini, che riconosce a Petrini la capacità di “costruire un pensiero che ha lasciato un segno”.

Coldiretti sottolinea inoltre come, pur in presenza di “sensibilità e approcci a volte differenti”, non sia mai mancato il rispetto verso una figura che ha dedicato la vita alla valorizzazione della biodiversità e delle comunità rurali.

Fipe: sostenibilità e rispetto della filiera la sua eredità

Anche Fipe-Confcommercio si associa al cordoglio per la scomparsa di Carlo Petrini. La Federazione ha espresso il proprio dolore ricordando il contributo dato alla valorizzazione della filiera agroalimentare, della qualità autentica e dell’identità dei territori, oltre al legame costruito negli anni con il mondo dei pubblici esercizi.

“La scomparsa di Carlo Petrini lascia un vuoto profondo e doloroso in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo”, ha dichiarato Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio. Nel messaggio della Federazione viene sottolineata anche la capacità di Petrini di “ripensare l’intera filiera agroalimentare secondo i paradigmi della sostenibilità, della cura e del rispetto per l’ambiente e per le persone”.

Per Fipe, “i suoi insegnamenti e la sua visione eccezionale continueranno a essere una bussola imprescindibile e una fonte di ispirazione per il futuro di tutti noi”.

FederBio: “A lui il biologico deve molto”

FederBio ne ricorda la passione e la dedizione con cui ha portato avanti battaglie sociali e ambientali, anticipando temi oggi centrali come la difesa dei territori, la tutela degli ecosistemi ambientali e la costruzione di un modello agricolo più giusto e sostenibile.

“Il suo pensiero e la sua determinazione hanno prodotto una rivoluzione a livello globale nella percezione del cibo e dell’agricoltura, mostrando come ogni scelta alimentare sia anche una scelta etica, ambientale e sociale. -ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio -.  Il biologico gli deve molto: il suo impegno per la biodiversità e le produzioni locali, unito alla capacità di raccontare l’agricoltura come cura, responsabilità e futuro resteranno un riferimento prezioso per chi lavora ogni giorno alla costruzione di sistemi alimentari più equi, sostenibili e rispettosi della vita”.

“Carlin”, tra cibo, ambiente e comunità

Slow Food ricorda la capacità visionaria di Petrini, fondatore nel 1986 dell’associazione e promotore della rete internazionale Terra Madre. Tra i progetti avviati anche l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e le Comunità Laudato si’.

“Chi semina utopia, raccoglie realtà”, amava ripetere Petrini. Una frase che oggi accompagna il ricordo di un protagonista capace di trasformare il tema del cibo in una questione culturale, sociale e ambientale di portata globale.

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