Nord Ovest, la logistica su misura per l’ortofrutta globale #vocidellortofrutta

L’azienda del Cuneese, specializzata in spedizioni refrigerate extra Ue, ha investito nel primo magazzino di stoccaggio anche a temperatura controllata. Il ceo, Valentina Mellano, racconta opportunità e criticità dell’export

La sede aziendale di Nord Ovest
Headquarters Nord Ovest

L’export continua a rappresentare una leva fondamentale di crescita per le aziende ortofrutticole italiane (+7,8% i volumi, +13,2% i valori nel 2025) ma si muove oggi in uno scenario sempre più complesso e instabile. Le tensioni geopolitiche, a partire dalla crisi del Canale di Suez, hanno ridisegnato rotte e tempi di percorrenza, rendendo meno appetibili, per esempio, mercati lontani come il Sud-Est asiatico, penalizzati dall’allungamento e dall’incertezza dei transiti.

Il nuovo fronte in Iran rende il quadro ancora incerto. Parallelamente si aprono opportunità con i nuovi accordi commerciali (Mercosur, India) e grazie all’evoluzione degli accordi fitosanitari che possono aprire nuovi sbocchi per il prodotto italiano.

In questo contesto la logistica diventa un fattore strategico decisivo. Nord Ovest, 48 milioni di ricavi, 5 sedi operative, tra cui l’headquarters di Cuneo, il magazzino strategico di Mondovì, le sedi operative di Genova, Vado Ligure e Grugliasco, da oltre mezzo secolo è partner strategico delle filiere del made in Italy. Si propone come trait d’union tra produttori e mercati internazionali, soprattutto nel comparto delle spedizioni refrigerate extra Ue, accompagnando le aziende ortofrutticole nella costruzione delle rotte export più efficaci.  “Nord Ovest si definisce un facilitatore, capace di rendere possibili nuove rotte commerciali e supportare le aziende nell’accesso ai mercati internazionali” racconta il ceo Valentina Mellano, reduce dal Gulfood 2026 di Dubai e Fruit Logistica di Berlino, che ci aiuta a leggere scenari e prospettive del commercio ortofrutticolo globale.

Quali sono oggi le principali criticità e opportunità nel commercio navale?

Il ceo di Nord Ovest Valentina Mellano
Il ceo Valentina Mellano

Tra le criticità principali emergono le tensioni geopolitiche e le conseguenze sul traffico marittimo, in particolare la crisi del Canale di Suez che ha costretto molte navi a circumnavigare l’Africa, con un allungamento dei transit time fino a 20 giorni, aumentando incertezze e i costi, indicativamente intorno al 30% sul lungo periodo.

Questo ha un impatto diretto sull’ortofrutta, dove tempi e regolarità sono fondamentali: l’incertezza dei transiti può compromettere la qualità del prodotto e creare squilibri sui mercati di destinazione. E infatti in questi mesi abbiamo assistito a una riduzione e a un cambio di prodotti destinati al Sud-Est asiatico (Cina, Taiwan, Thailandia, Vietnam).

Con i traffici allungati l‘uva da tavola è stata, per esempio, uno dei prodotti più penalizzati. Per mele e kiwi invece sono stati fatti lavori importanti dai produttori nel gestire la crioconservazione per allungare la shelf-life e mantenere i mercati lontani. Oggi il 10-15% delle merci passa da Suez. I segnali incoraggianti ricevuti finora facevano pensare a un ritorno a una situazione di normalità dalla prossima stagione autunnale. Ma con la guerra in Iran la situazione si sta di nuovo capovolgendo. 

Qual è la media per raggiungere i mercati orientali?

Circa 30-40 giorni: 30 per l’India, 45 per Taiwan; per il Medio Oriente 7-15 giorni.

Quali sono invece le opportunità, alla luce dei nuovi accordi commerciali?

Si aprono opportunità importanti. Il Medio Oriente (Emirati Arabi, Arabia Saudita, Oman) ha mostrato grande dinamicità. Così come l’India, dove con il nuovo accordo si prospetta una possibile riduzione dei dazi fino al 20-30%: oggi le mele italiane (graditissime le rosse) pagano il 50% di tariffa. Bene anche il Brasile, il Centro America, il Messico (per quest’ultimo mandiamo solo kiwi ma si parla di aprire un protocollo fitosanitario per le mele) che si sono dimostrati mercati ricettivi e in questa stagione non abbiamo più avuto il problema della siccità a Panama che ha reso più fluide le spedizioni. Grazie agli accordi con il Mercosur potrebbe aumentare la competitività dei prodotti italiani: oggi in Brasile paghiamo il 10% di dazi su mele e kiwi.

Dove sta il know how dell’azienda?

Magazzino dell'azienda Nord Ovest
Magazzino Nord Ovest

Nord Ovest opera nel mondo della logistica a 360 gradi. L’azienda si posiziona all’interno della filiera dell’export e dell’import dei prodotti a temperatura controllata, ma non solo. Nasce nel 1975 come agenzia doganale e, partendo da questo cuore operativo legato allo sdoganamento e alla gestione delle pratiche, si è evoluta abbracciando la logistica e i trasporti via mare, terra e aria.

Il punto di forza è il ruolo di coordinamento e connessione tra i diversi attori della filiera. Si pone come facilitatore tra produttori e compagnie di trasporto, parlando entrambe le “lingue” e mettendole in relazione. Dispone di personale altamente specializzato nella gestione dei prodotti a temperatura controllata, un segmento particolarmente delicato per via della deperibilità delle merci. Questo know how si rafforza anche attraverso investimenti infrastrutturali.

Quali?

È in fase di inaugurazione a Mondovì il nostro primo magazzino di stoccaggio (in parte) a temperatura controllata. Una struttura di circa 10.000 metri quadrati, di cui 3.500 destinati a celle, in grado di gestire sia temperature positive sia il surgelato. Permetterà di ampliare ulteriormente i servizi, integrando trasporto e stoccaggio e garantendo una gestione ancora più efficiente della catena del freddo. Nel 2024 abbiamo movimentato oltre 23.000 container e 244.000 tonnellate di merce, supportati da circa 15.000 metri quadrati di magazzini di proprietà.

Che peso hanno i diversi vettori?

Il trasporto marittimo rappresenta la quota dominante. Il trasporto aereo incide in misura molto limitata sui volumi, ma può arrivare a pesare fino al 10% in termini di fatturato per via dell’alto valore delle spedizioni. Tolti i momenti emergenziali, si utilizza per momenti promozionali (Natale, Pasqua eccetera) e per produzioni di alto valore o delicate, come piccoli frutti, kiwi rossi. Il trasporto terrestre è utilizzato soprattutto per i flussi intraeuropei.

Quali grandi realtà ortofrutticole ci sono tra i vostri clienti?

Nord Ovest conta circa 1.100 clienti attivi, di cui oltre un centinaio appartenenti al settore ortofrutticolo, pari a circa il 20% del totale. Si tratta principalmente di grandi esportatori italiani, con cui l’azienda collabora da anni, soprattutto nelle aree a forte vocazione produttiva come il Cuneese, il Trentino-Alto Adige e l’Emilia-Romagna.

Una delle chiavi per aumentare l’export sono gli accordi fitosanitari.

Sicuramente, se ci fossero più accordi aperti ci sarebbero ancora più opportunità. Penso per esempio a Cina e Messico, mete ancora chiuse per le mele italiane.

 

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