Migliorare GlobalGap, certificazione essenziale che unisce produzione e distribuzione

Confronto tra una delegazione dello standard internazionale con Cso Italy, Assomela, Confcooperative e Fruitimprese. Chiesto il coinvolgimento della gdo

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GlobalGap, standard internazionale volontario dedicato alle buone pratiche agricole in termini di sostenibilità ambientale, tutela dei lavoratori e sicurezza alimentare, continua a rappresentare un riferimento essenziale nel rapporto tra produzione e distribuzione. Restano però diversi margini di miglioramento per rendere gli standard più aderenti alle esigenze dei produttori. In questa direzione si è svolta una due giorni di confronto tra il Gruppo nazionale di lavoro GlobalGap, coordinato da Cso Italy, e una delegazione della società proprietaria dello standard.

Il sistema ortofrutticolo italiano organizzato

Cso Italy, insieme ad Assomela, Confcooperative e Fruitimprese, ha organizzato l’incontro per illustrare ai rappresentanti di Agraya il funzionamento del sistema ortofrutticolo italiano organizzato, accompagnandoli in due visite aziendali a realtà di punta: il Consorzio altoatesino Vog, a Terlano, e lo stabilimento Agrintesa, a Bagnacavallo. La delegazione, composta da quattro esperti GlobalGap e affiancata da rappresentanti di una grande catena distributiva tedesca, ha potuto osservare da vicino modelli operativi riconosciuti a livello internazionale.

I temi sul tavolo

Tra i temi discussi, il ruolo delle Op nell’Opzione 2 del sistema GlobalGap, la collaborazione tra pubblico e privato per l’assistenza tecnica agli agricoltori, la ricerca di soluzioni innovative e l’eccessiva proliferazione degli schemi di qualità, con i relativi costi per Op e produttori. Si è parlato anche degli Add-on, come Spring, e delle criticità legate alla loro applicazione. Simona Rubbi (Cso Italy), Alessandro Dalpiaz (Confcooperative), Giovanni Missanelli (Assomela) e Pietro Mauro (Fruitimprese) hanno auspicato che il dialogo avviato possa favorire una reale razionalizzazione dei sistemi di certificazione, evitando duplicazioni inutili e coinvolgendo attivamente le catene distributive.

Improving GlobalGap, an essential certification that connects production and distribution

A delegation discussed the international standard with CSO Italy, Assomela, Confcooperative, and Fruitimprese. An involvement by large-scale retail trade was requested

GlobalGap, a voluntary international standard concerning good agricultural practices in terms of environmental sustainability, worker protection, and food safety, continues to represent an essential reference in the relationship between production and distribution. However, there remains room for improvement to make the standards more aligned with producer needs. A two-day meeting concerning this topic was held between the National GlobalGap Working Group, coordinated by CSO Italy, and a delegation from the company that owns the standard. CSO Italy, together with Assomela, Confcooperative, and Fruitimprese, organized the meeting to illustrate to Agraya representatives the functioning of the organized Italian fruit and vegetable system, accompanying them on two company visits to key players: South Tyrolean Vog Consortium in Terlano and Agrintesa plant in Bagnacavallo. The delegation, composed of four GlobalGap experts and supported by representatives of a large German retail chain, had the opportunity of observing closely some internationally recognized operating models. Topics discussed included the role of POs in Option 2 of the GlobalGap system, public-private collaboration for technical assistance to farmers, the search for innovative solutions, and the excessive proliferation of quality schemes, which leads to further costs for POs and producers. Add-ons, such as Spring, and the critical issues related to their implementation were also discussed. Simona Rubbi (CSO Italy), Alessandro Dalpiaz (Confcooperative), Giovanni Missanelli (Assomela), and Pietro Mauro (Fruitimprese) expressed their hope that the dialogue initiated will foster a real rationalization of certification systems, avoiding unnecessary duplication and actively involving distribution chains.

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