Sapìto punta sulla sapidità per differenziare il pomodoro siciliano

La gamma di Poggio del Cardo comprende datterini, ciliegini, cuori di bue e costoluti, coltivati fuori suolo tra Pachino e Portopalo di Capo Passero, con un posizionamento premium e referenze nickel-free

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Confezioni di pomodori della linea Sapìto

Dare sapore al pomodoro, valorizzandone la naturale sapidità e le caratteristiche organolettiche, è l’obiettivo di Poggio del Cardo con Sapìto, la gamma di pomodori coltivati fuori suolo nel territorio siciliano tra Pachino e Portopalo di Capo Passero. La proposta comprende diverse varietà, accomunate da un profilo gustativo riconoscibile e da una strategia di posizionamento premium. Alcuni prodotti sono contrassegnati dal bollino nickel-free.

Il controllo della coltivazione

Il territorio all’estremo sud della Sicilia, caratterizzato da luminosità e ventilazione, contribuisce a definire le proprietà organolettiche dei pomodori. A queste condizioni si affianca la coltivazione idroponica, inizialmente adottata per esigenze produttive e diventata nel tempo uno dei pilastri dell’identità aziendale.

Il sistema fuori suolo permette di ridurre la dipendenza dalle caratteristiche del terreno e dalle condizioni esterne, aumentando il controllo sul processo produttivo. A incidere sul profilo gustativo contribuisce anche l’impiego di acqua salmastra per l’irrigazione, che, secondo l’azienda, crea uno stress positivo nelle piante e favorisce la concentrazione di zuccheri, antiossidanti e aromi naturali.

“La nostra visione vuole ribaltare la tradizionale percezione del pomodoro come una commodity, realizzando un prodotto dalle caratteristiche organolettiche marcate e distintive, che per questo può essere riconosciuto facilmente dal consumatore -spiega Vincenzo Di Natale, che amministra e guida l’azienda insieme al padre Silvio Di Natale-. La sfida che ci assumiamo con Sapìto è quella di mettere al centro l’identità del prodotto e la responsabilità di chi lo produce. Anche per questo il posizionamento è volutamente premium, perché il valore è determinato da un sistema di controllo che parte dalla coltivazione e arriva fino alla selezione delle varietà”.

Le caratteristiche delle varietà

La gamma si distingue per i diversi profili organolettici e le possibilità di utilizzo in cucina. Il cuore di bue, dalla polpa carnosa, asciutta e compatta, quasi del tutto priva di semi, si presta a preparazioni come la caprese e le bruschette. Il datterino, caratterizzato da elevata dolcezza, bassa acidità e buccia sottile, è indicato per sughi veloci, ma anche per il consumo a crudo e in abbinamento a crostacei e burrata: i datterini gialli si distinguono per la delicatezza, mentre quelli arancioni presentano note dolci e aromatiche.

Il ciliegino, succoso e croccante, offre un equilibrio tra dolce e acido e una particolare versatilità d’impiego. Il costoluto marinda, infine, si caratterizza per la sapidità spiccata, l’acidità elevata e il gusto persistente, qualità che lo rendono adatto al consumo a crudo e ad abbinamenti con ingredienti intensi, come tonno, acciughe, capperi e cipolle rosse.

Una storia familiare alla terza generazione

Dietro Sapìto c’è una realtà imprenditoriale familiare giunta alla terza generazione. Vincenzo Di Natale ha integrato la formazione manageriale e l’esperienza internazionale con la conoscenza del territorio e della produzione maturata dalla famiglia. In Poggio del Cardo convivono così tradizione agricola e una visione orientata alla costruzione dell’identità di marca.

Sapìto punta sulla riconoscibilità del marchio, con l’obiettivo di diventare una scelta ricercata anche nei mercati e presso i rivenditori più selezionati. La strategia mira a valorizzare il pomodoro come prodotto con una personalità definita, riconoscibile attraverso il gusto, la provenienza e il metodo produttivo.

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