Il biologico italiano? Cresce, ma soprattutto all’estero

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Quanto conta oggi il biologico nell’ortofrutta italiano? Il comparto del bio è in salute? A quanto pare sì, anche se non quanto si vorrebbe. Secondo uno studio Nomisma presentato nell’ottobre 2025 oggi 2,5 milioni di ettari -circa il 20% della superficie agricola italiana- sono coltivati secondo i dettami del biologico, il che pone l’Italia in una posizione di leadership a livello mondiale. Tuttavia, i consumi di ortofrutta bio sono ancora al palo: certo, nei primi quattro mesi del 2025 questi consumi sono cresciuti del 4,4% a valore e del 2,6% a volume, ma solo il 4% dei prodotti acquistati dagli italiani è biologico. A salvare parzialmente la situazione interviene però l’export: il biologico made in Italy è molto apprezzato sui mercati esteri, in particolare su quelli dell’Europa centrale e settentrionale, tradizionalmente molto esigenti a riprova della crescente reputazione del comparto bio tricolore. Merito indubbiamente anche delle principali realtà produttive, che negli ultimi anni hanno investito fortemente su un biologico di qualità, diversificando l’offerta e rendendola, per quanto possibile, sempre più accessibile dal punto di vista dei prezzi al consumo.

Canova, il biologico raccontato da Apofruit

Tra i produttori italiani più importanti, il Gruppo Apofruit ha in Canova l’unità aziendale interamente dedicata alla commercializzazione del prodotto biologico, nonché licenziataria del marchio Almaverde Bio per tutta la categoria ortofrutta fresca, quarta e quinta gamma e legumi secchi. Un impero del bio da oltre 150 referenze prodotte nelle zone più vocate del paese e che rappresentano un tassello fondamentale nell’offerta di Apofruit al pubblico. “All’interno del Gruppo Apofruit -spiega Paolo Pari, direttore di Almaverde Bio- il biologico ha un ruolo centrale. A valore, il biologico pesa circa il 30% del fatturato complessivo del Gruppo: una quota molto rilevante, che conferma come il bio non sia una nicchia ma una componente strategica della nostra identità industriale e commerciale. La strategia commerciale di Canova nasce dall’idea che il biologico, per crescere, debba unire qualità del prodotto e qualità del servizio. Per questo l’azienda lavora lungo l’intera filiera, dal campo allo scaffale, con un approccio che punta a dare continuità, innovazione e valore aggiunto alla categoria. Un elemento centrale è la capacità di portare nel biologico le principali novità varietali dell’ortofrutta. Negli anni Canova è stata tra le prime a proporre prodotti come l’uva senza semi bio o il kiwi giallo bio, e continua a declinare in biologico le nuove varietà che emergono nei segmenti più dinamici, dalle mele come Candine, il mandarino Tangold, il Kiwi Dulcis a varietà che migliorano calendario di maturazione e caratteristiche qualitative. L’obiettivo è semplice: garantire al consumatore bio un’offerta moderna, completa, comparabile a quella del convenzionale. A questo lavoro sulla gamma si affianca una collaborazione costante con la grande distribuzione, in Italia e in Europa. Canova segue direttamente il category management dell’ortofrutta biologica, lavorando su visibilità, posizionamento e assortimento, per costruire scaffali davvero leggibili e attrattivi per il consumatore”.

Le isole Almaverde Bio nella gdo

Un tassello distintivo della strategia è il progetto delle Isole Almaverde Bio, spazi gestiti direttamente all’interno dei punti di vendita della gdo, per un totale che oggi tocca quota 74. Questo modello permette di trasferire immediatamente al consumatore le opportunità che arrivano dalla produzione: nuovi formati di vendita, nuove varietà, soluzioni stagionali o offerte differenziate. Avere un rapporto così diretto consente anche una comunicazione più efficace e continuativa sul valore del prodotto biologico. Infine, grazie al controllo diretto della produzione, Canova può proporre diverse fasce prezzo sui prodotti altovendenti e stagionali, così da intercettare pubblici diversi, anche chi si avvicina al biologico per la prima volta: una strategia che punta a rendere il biologico più accessibile, più visibile e più innovativo, consolidando un rapporto di collaborazione reale con la distribuzione e dando al consumatore un’esperienza d’acquisto più completa.

La dimensione pionieristica del biologico nelle mele: l’esperienza di Vog

Ci sono ovviamente in Italia zone vocate alla produzione ortofrutticola dove la cultura del biologico è arrivata prima che altrove, e tra queste rientra sicuramente la Provincia Autonoma di Bolzano, dove ormai, all’interno del comparto melicolo -punta di diamante della frutticoltura sul territorio- il biologico è una presenza di grande importanza. Una presenza che il progetto Home of Apples di Vog, una dele principali cooperative di produzione altoatesine, punta a potenziare ulteriormente. “La produzione biologica- sottolinea Hannes Tauber, responsabile marketing di Vog -è un elemento significativo all’interno del Consorzio Vog e rappresenta un segmento in crescita, con ottime prospettive di sviluppo. Infatti, accanto alla produzione integrata, anche il biologico si è affermato negli anni, grazie all’impegno di oltre 300 dei nostri melicoltori che hanno scelto con convinzione questo metodo di coltivazione. Oggi l’agricoltura biologica copre circa il 10% della nostra superficie coltivata con circa mille ettari dedicati al bio su un totale di 10.700 ettari di meleti. In coerenza con il nostro percorso di innovazione varietale che si sviluppa mettendo al centro le esigenze del consumatore, il biologico rappresenta un settore strategico per noi, su cui intendiamo continuare a investire e a svilupparci. È un segmento che si è evoluto negli anni per venire incontro ai consumatori che ricercano maggiore diversità e la possibilità di trovare una mela adatta a propri gusti e stili di vita. Per questo in Vog abbiamo sviluppato un assortimento varietale ampio in cui affianchiamo mele tradizionali a brand classici e a proposte innovative, garantendo un’offerta sempre varia, distintiva e disponibile tutto l’anno. All’assortimento diversificato si aggiunge la disponibilità di diversi packaging, come borse e foodtainer, che rappresentano un ulteriore valore aggiunto: così aiutiamo i nostri clienti a gestire la categoria tutto l’anno, andando incontro agli appassionati di bio e intercettando allo stesso tempo nuovi consumatori”.

Tradizione e innovazione: una strategia a doppio canale

La strategia commerciale di Vog per il settore biologico si fonda sulla forza di un assortimento ampio e strutturato, che consente di garantire un’offerta continua per 12 mesi, rispondendo alle diverse esigenze dei consumatori. Un assortimento che si articola su due linee principali: le varietà tradizionali, che assicurano continuità e riconoscibilità ai consumatori più affezionati, e le varietà club, che integrano ai brand già affermati nuove proposte ad alto potenziale innovativo. Le mele tradizionali rappresentano il cuore della produzione biologica di Vog – commercializzate con i marchi Marlene Bio e Biosüdtirol – e includono varietà come Gala, Inored Story, Fuji, Braeburn, Topaz, Bonita, Natyra, Golden Delicious e Granny Smith. A queste si affiancano le mele club, che arricchiscono l’offerta con brand dal forte posizionamento, dai classici Kanzi Bio e Pink Lady Bio alle novità Cosmic Crisp Bio, RedPop Bio e Giga Bio. All’ampia proposta, si unisce una lunga esperienza nella commercializzazione della mela e una rete internazionale consolidata per la logistica e la distribuzione: Vog lavora con oltre 70 Paesi, offrendo disponibilità costante, affidabilità organizzativa e un supporto puntuale, impegnandosi per offrire consulenza e affiancamento ai partner per valorizzare al meglio la categoria a scaffale.

Nel bio di Alegra c’è tantissimo Brio

Per il Gruppo Alegra il biologico rappresenta una componente strutturale e strategica: il suo “peso specifico” si misura attraverso la performance di Brio, società specializzata nell’ortofrutta biologica, che negli ultimi anni ha mostrato una dinamica di crescita nettamente superiore alla media del comparto. Negli ultimi due esercizi Brio ha registrato un incremento di fatturato del 35%, con un +21% nell’ultimo anno, chiuso con ricavi complessivi superiori a 67 milioni di euro. “Un risultato -fa presente Mauro Laghi, responsabile commerciale di Brio- che rafforza il ruolo del biologico all’interno del gruppo e che si fonda su un modello commerciale equilibrato: circa 60 milioni di euro provengono dalla gdo italiana ed estera, equamente suddivisi, mentre il canale Horeca, oggetto di strategie di espansione e di valorizzazione, pesa oggi circa 7 milioni. Centrale anche il contributo della partnership con Alce Nero, marchio che continua a svolgere un ruolo chiave nel posizionamento dell’offerta bio a scaffale. La crescita di Brio è frutto di una trasformazione profonda: efficientamento della catena di fornitura, interruzione di percorsi poco redditizi, ottimizzazione della logistica, il tutto mantenendo un rigoroso controllo di filiera e rafforzando ancora di più il legame con la base produttiva. Pilastri saldi su cui costruire una chiara identità: visione di lungo periodo, attenzione alla filiera e approccio commerciale solido per garantire qualità e programmazione ai clienti e valore per i produttori”.

Un assortimento di prodotti identitari

Sul fronte delle referenze, la stagione autunno-invernale vede la presenza di diversi prodotti ormai identitari, a partire dalla frutta: mele biologiche, kaki fino a Natale, kiwi -sia a polpa gialla che verde- con una campagna che copre tutto il calendario commerciale, 12 mesi all’anno e agrumi. Su questo fronte, la stagione 2025-2026 vede un forte consolidamento di Brio sulla categoria: alle clementine (con un ruolo crescente dell’Igp di Calabria), si affianca una proposta di Arancia Rossa di Sicilia Igp -novità di questa annata- e la disponibilità 12 mesi all’anno di limone IGP di Siracusa bio. Ampia anche la proposta di orticole: Brio, infatti, opera in stretta sinergia con una rete consolidata e in crescita di produttori in Sicilia e Puglia sviluppando così un tassello importante della offerta biologica nazionale del gruppo. Non manca, infine, un focus sulla frutta tropicale, dove Brio sta investendo in nuove filiere italiane, a partire dall’avocado bio, con una partnership con produttori siciliani per sviluppare un progetto di valore, a cui si affiancano primi test con mango e frutto della passione, con volumi contenuti ma prospettive promettenti. “Infine -conclude Laghi- guardando al futuro, resta chiaro un punto: lo spazio per crescere ancora c’è. Un risultato che si può ottenere lavorando sul fronte della divulgazione al consumatore e, con il supporto delle istituzioni, espandendo la presenza del biologico nelle mense scolastiche e introducendolo in quelle aziendali, negli ospedali, nelle Rsa. Il biologico può e deve diventare la scelta naturale per l’alimentazione pubblica”.

 

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Italian organic fruit and vegetables? They are strengthening their position, but especially abroad

The Italian organic fruit and vegetable segment is growing despite still limited consumption

How important is organic farming in Italian fruit and vegetables today? Is the organic sector healthy? Apparently so, although not as much as one would like. According to a Nomisma study presented in October 2025, today 2.5 million hectares – approximately 20% of Italian agricultural land – are cultivated according to organic standards, placing Italy in a leading position worldwide. However, organic fruit and vegetable consumption is still stagnant: while consumption increased by 4.4% in value and 2.6% in volume in the first four months of 2025, only 4% of products purchased by Italians are organic. Exports are partially saving the situation: made in Italy organic products are highly appreciated in foreign markets, particularly those of Central and Northern Europe, which are traditionally very demanding. This shows the growing reputation of the Italian organic sector. This is undoubtedly also thanks to the main producers, who have invested heavily in high-quality organic products in recent years, diversifying their offerings and making them, wherever possible, increasingly accessible to consumers.

Canova, organic products told by Apofruit

Among the most important Italian producers, Canova, which belongs to the Apofruit Group, is a business unit entirely dedicated to the marketing of organic products, as well as being the licensee of ‘Almaverde Bio’ brand for the entire fresh fruit and vegetables category, fresh-cut and ready-to-eat products, and dried legumes. We are talking about an organic empire with over 150 products produced in the most suitable areas of Italy, which represent a fundamental element of Apofruit’s offering to the public. Paolo Pari, director of Almaverde Bio, explained: ‘Within the Apofruit Group, organic products play a central role. In terms of value, they account for approximately 30% of our Group’s total turnover: a very significant share, confirming that organic products are not a niche, but a strategic component of our industrial and commercial identity. Canova’s commercial strategy stems from the idea that organic fruit and vegetables, to grow, must combine product quality and service quality. For this reason, our company works along the entire supply chain, from field to shelf, with an approach that aims to provide continuity, innovation, and added value to the category. A key element is the ability to bring the main varietal innovations in fruit and vegetables to the organic sector. Over the years, Canova has been among the first to offer such products as organic seedless grapes and organic yellow kiwifruit, and continues to offer organic versions of new varieties emerging in the most dynamic segments, from such apples as Candine, Tangold mandarins, and Kiwi Dulcis, to varieties that improve their ripening period and quality characteristics. The goal is simple: to guarantee consumers of organic products a modern, comprehensive offering comparable to that of conventional products. This focus on the range is complemented by ongoing collaboration with large-scale retailers in Italy and Europe. Canova directly oversees category management for organic fruit and vegetables, working on visibility, positioning, and assortment to create truly readable and consumer-friendly shelves.

Almaverde Bio islands in large-scale retail

The Almaverde Bio Islands project is a distinctive element of this company’s strategy.  These spaces are directly managed within large-scale retail stores, which are currently 74. This model allows for immediate communication of the opportunities arriving from production to the consumer: new sales formats, new varieties, seasonal solutions, or differentiated offers. Having such a direct relationship also allows for more effective and continuous communication about the value of organic products. Finally, thanks to direct control of production, Canova can offer different price ranges on its best-selling and seasonal products, thus reaching different types of consumers, including those approaching organic products for the first time. This strategy aims to make organic products more accessible, more visible, and more innovative, strengthening a genuine collaborative relationship with retailers and offering consumers a more complete purchasing experience.

The pioneering dimension of organic products: the experience gained by Vog

Of course, there are areas in Italy dedicated to fruit and vegetable production where organic culture arrived earlier than elsewhere, and the Autonomous Province of Bolzano is certainly among these. In this area, organic production has now become a major presence within the apple sector – the flagship of fruit growing in this region. The ‘Home of Apples’ project by Vog, one of the main production cooperatives in South Tyrol, aims to further strengthen this presence. Hannes Tauber, Marketing Manager at Vog, emphasized: ‘Organic production is a significant element within Vog Consortium and represents a growing segment, with excellent development prospects. Indeed, alongside integrated production, organic production has also established itself over the years, thanks to the commitment of over 300 of our apple growers who have firmly chosen this cultivation method. Today, organic farming covers approximately 10% of our cultivated area, with approximately one thousand hectares dedicated to organic farming out of a total of 10,700 hectares of apple orchards. Consistently with our varietal innovation process, which focuses on consumer needs, organic production represents a strategic sector for us, in which we intend to continue investing and developing. It is a segment that has evolved over the years to meet consumers seeking greater diversity and the ability to find an apple suited to their tastes and lifestyles. For this reason, at Vog, we have developed a broad varietal assortment that combines traditional apples with classic brands and innovative offerings, ensuring an always varied, distinctive, and available offering all year round’. The diverse assortment is complemented by the availability of various packaging options, such as bags and foodtainers, which represent further added value: this way, we help our customers manage the reference year-round, meeting consumers who appreciate organic products while also reaching new consumers’.

Tradition and innovation: a dual-channel strategy

Vog’s sales strategy for the organic sector is based on the strength of a broad and structured assortment, which ensures a continuous supply all year round, meeting consumers’ diverse needs. This assortment is structured along two main lines: traditional varieties, which ensure continuity and recognition among loyal consumers, and club varieties, which complement established brands with new offerings with high innovative potential. Traditional apples represent the core of Vog’s organic production – marketed under Marlene Bio and Biosüdtirol brands – and include such varieties as Gala, Inored Story, Fuji, Braeburn, Topaz, Bonita, Natyra, Golden Delicious, and Granny Smith. Club apples are added, enriching the offering with strongly positioned brands, from the classic Kanzi Bio and Pink Lady Bio to the new Cosmic Crisp Bio, RedPop Bio, and Giga Bio. This broad offering is complemented by long experience in apple marketing and a consolidated international logistics and distribution network: Vog works with over 70 Countries, offering constant availability, organizational reliability, and timely support. It is committed to offering consulting and support to partners to make the most of the category on the shelf.

Brio, important company in the organic sector, is part of Alegra Group

For the Alegra Group, organic products represent a structural and strategic component: their ‘specific weight’ is measured by the performance of Brio, a company specializing in organic fruit and vegetables, which in recent years has shown growth dynamics significantly above average for this segment. In the last two fiscal years, Brio has recorded an increase by 35% in turnover, with an increase by 21% in the final year, closing with total revenues exceeding 67 million Euros. Mauro Laghi, sales manager of Brio, explained: ‘This result strengthens the role of organic products within our group and is based on a balanced business model: approximately 60 million Euros come from Italian and international large-scale retail trade, equally distributed, while the Ho.re.ca. channel, which is the subject of expansion and enhancement strategies, currently accounts for approximately 7 million Euros. The partnership with Alce Nero, a brand that continues to play a key role in positioning organic products on the shelf, is also crucial. Brio’s growth is the result of a profound transformation: streamlining the supply chain, eliminating unprofitable routes, and optimizing logistics, all while maintaining rigorous supply chain control and further strengthening the connection with the production base. These are solid pillars on which to build a clear identity: a long-term vision, attention to the supply chain, and a solid commercial approach to guarantee quality and planning for customers and value for producers’.

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