La filiera ortofrutticola italiana accelera la preparazione all’applicazione delle prime disposizioni del Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation), in vigore dal 12 agosto 2026. Per fare il punto sugli impatti operativi della nuova normativa europea, Bestack ha riunito a Lucca oltre 30 delegati di 18 aziende leader del settore, insieme a Coop Italia e Fruitimprese, in occasione del primo Morning Food Safety Pack.
Le aziende
L’iniziativa ha coinvolto responsabili qualità, acquisti, materiali e packaging, chiamati a confrontarsi sui nuovi requisiti che interesseranno la gestione degli imballaggi lungo l’intera catena agroalimentare. Per le aziende hanno partecipato Agrintesa, Apofruit Italia, Battaglio, Bonomo, Finagricola, Ioppì, I frutti di Gil, Consorzio Melinda, Naturitalia, Op Primo Sole, Orogel Fresco, Op Rosaria, Peviani Group, Gruppo Rivoira, Salvi, Spreafico, Granfrutta Zani e Cico Mazzoni.
Focus sulle nuove prescrizioni, la questione Pfas
Il seminario si è sviluppato attraverso quattro sessioni tecniche dedicate all’inquadramento normativo, alle prestazioni degli imballaggi, alla conformità dei materiali destinati al contatto con gli alimenti, alle certificazioni Bestack e agli effetti del nuovo regolamento europeo sul comparto ortofrutticolo.
Tra gli aspetti più approfonditi figurano i limiti più stringenti previsti per le sostanze pericolose presenti negli imballaggi food contact, con particolare attenzione ai Pfas. Al centro del confronto anche la necessità di verificare e documentare la conformità di tutti i componenti del sistema di confezionamento, compresi inchiostri, adesivi e trattamenti superficiali.
Le insegne private label chiamano i fornitori all’adeguamento
Un altro tema emerso con forza riguarda la documentazione tecnica richiesta per dimostrare il rispetto delle nuove disposizioni. “Il Ppwr rafforza infatti l’attenzione su tracciabilità, verifiche e responsabilità degli operatori della filiera -spiega il direttore di Bestack Claudio Dall’Agata-. Un tema già molto attuale in alcuni mercati europei, a partire dalla Germania. Qui diverse insegne della gdo, tra cui Lidl, Rewe, Aldi Nord, Wasgau e Norma, hanno infatti richiamato i propri fornitori di private label alle responsabilità previste dal nuovo regolamento, sottolineando come la conformità degli imballaggi coinvolga direttamente sia gli utilizzatori sia i produttori di packaging”.
Secondo quanto emerso durante l’incontro, la disponibilità di evidenze documentali e procedure di controllo adeguate sarà un elemento sempre più rilevante per garantire la conformità lungo tutta la catena di fornitura.
Riduzione dei materiali e prospettive per il cartone ondulato
Tra le novità introdotte dal regolamento europeo trova spazio anche il principio della minimizzazione dell’imballaggio, che prevede una riduzione del materiale impiegato e dello spazio vuoto all’interno delle confezioni, fissando un limite massimo del 50%. Per il cartone ondulato ciò si traduce in una spinta verso il lightweighting e l’ottimizzazione dei volumi, con possibili ricadute positive sul fronte dell’innovazione.
Nel corso della giornata è stato inoltre evidenziato il ruolo delle certificazioni Bestack e vaschette Bestack, considerate strumenti a supporto delle aziende per garantire sicurezza alimentare, riciclabilità, rispetto degli obblighi normativi e prolungamento della shelf-life dei prodotti ortofrutticoli.
A chiudere i lavori è stato il richiamo alla necessità di investire nella formazione e nella preparazione tecnica delle imprese. “Rispettare la normativa e disporre delle evidenze necessarie per dimostrarlo non rappresenta soltanto un obbligo, ma può diventare un vero vantaggio competitivo rispetto a chi non è preparato ad affrontare le nuove regole. Il nostro compito è dare al mercato strumenti chiari, verificabili e utilizzabili”.




