A Tuttofood 2026 ortofrutta protagonista con TuttoFruit&Veg

Presentata la nuova edizione in programma a Milano: si estende su 85 mila mq e riunisce 100 mila operatori da 80 Paesi, con oltre 4 mila buyer e 200 eventi

Presentazione di Tuttofood 2026 al Masaf
Presentazione di Tuttofood al Masaf

Presentata presso il Masaf (ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste) l’edizione 2026 di Tuttofood, che si terrà dall’11 al 14 maggio a Rho Fieramilano. Frutta e verdura saranno sarà protagoniste con TuttoFruit&Veg, l’area dedicata alle eccellenze ortofrutticole, sia nazionali sia internazionali, situata nel padiglione 4.

Alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida, sono intervenuti Franco Mosconi, presidente di Fiere di Parma, Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma, Matteo Zoppas, presidente Ice-Agenzia, Dirk Jacobs, direttore generale di Food & Drink Europe.

Quattro aree tematiche, i FrePre Awards 2026

La mappa di Tuttofood 2026, con i dieci padiglioni
I dieci padiglioni di Tuttofood 2026

TuttoFruit&Veg si dividerà in quattro aree tematiche.

Fresh & Exotic: focus verticali sull’ortofrutta fresca (exotic, berries) e sui nuovi trend.

IV e V gamma: le novità di mercato ad alto valore aggiunto e tanti spunti per la private label.

Frutta e verdura trasformata: il cuore dell’innovazione, tra prodotti trasformati, funzionali o per target specifici.

​​​​​​​Frutta secca, Bio, Frozen Veg: una rassegna di prodotti ad alto livello di servizio, con tante soluzioni per retail e mondo horeca.

Sul concetto vegetale spinge anche un’altra area della fiera, TuttoBio by Natexpo, che esplora le produzioni internazionali del mondo biologico. Ed è frutto di una sinergia con Natexpo, nota fiera internazionale organizzata in Francia da Spas.

Tra le novità, nel corso della prima giornata di fiera, i FrePre Awards 2026, che premieranno le catene europee con i reparti freschi più performanti. L’evento è legato alla nascita di Fresh & Produce Retail Europe, osservatorio di Tuttofood Milano ideato per monitorare e premiare le eccellenze dei reparti freschi e freschissimi nella distribuzione europea.

L’osservatorio intende analizzare sia il perimetro economico e le performance dei reparti – attraverso dati scanner e panel consumer – sia il percepito e il vissuto dei clienti, grazie a una ricerca Cawi condotta nei principali mercati europei. I risultati sono validati scientificamente dall’Università di Parma e dalle società di ricerca NielsenIQ, Agroter e Toluna.

I numeri 

Nel corso della presentazione è emersa con chiarezza la dimensione sempre più internazionale della manifestazione. L’edizione 2026 si caratterizzerà per 10 padiglioni e 10 aree tematiche, 6 Awards Ceremony.

Potrà contare su circa 85 mila metri quadrati espositivi (+15% rispetto all’edizione 2025), 100 mila visitatori professionali attesi e la partecipazione di operatori provenienti da circa 80 Paesi.

Particolarmente significativo il dato relativo ai buyer: sono oltre 4mila quelli già registrati, molti dei quali gestiti dall’incoming program di Ice Agenzia, con una presenza internazionale triplicata in sole due edizioni. A completare il quadro, un palinsesto di circa 200 eventi tra convegni, forum e momenti di networking che trasformeranno la fiera in una vera piattaforma di contenuti.

La visione strategica

In questo percorso si inseriscono anche le innovazioni di sistema, come il rafforzamento delle organizzazioni di produttori – tra cui l’Aop della quarta gamma – e il tentativo di integrare sempre più strettamente agricoltura, industria e distribuzione in un modello evoluto e resiliente, come ha ricordato Cellie.

Il salto di qualità, nelle parole dell’ad, è però soprattutto culturale. Tuttofood ambisce a diventare un luogo capace di guidare il cambiamento, attraverso il lancio di un Food Manifesto, sulla spinta anche del riconoscimento Unesco alla Cucina italiana: una carta dei valori che mette al centro inclusività, sostenibilità, trasparenza e salute. Un patto d’indirizzo per le oltre 5mila realtà internazionali attese all’edizione 2026 rappresentanti le filiere globali del food.

Nel corso dell’incontro è stata richiamata con forza anche la questione dei fertilizzanti e delle materie prime agricole, strettamente legata agli equilibri geopolitici. La dipendenza da alcune aree del mondo, in particolare dal Medio Oriente – da cui proviene una quota rilevante della produzione globale di urea – espone infatti il sistema a rischi significativi in caso di crisi o blocchi logistici.

Il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida ha definito Tuttofood un evento “sempre più strategico” per il sistema Italia, sottolineando come la scelta di rafforzare l’asse Milano-Parma si stia rivelando vincente. Il ministro ha inoltre richiamato il ruolo delle politiche pubbliche nel sostenere la competitività del comparto, a partire dagli interventi sul fronte energetico: dagli incentivi alle rinnovabili in agricoltura – con migliaia di aziende coinvolte – alla riduzione della dipendenza dagli idrocarburi, con effetti positivi sia sui costi che sull’impatto ambientale.

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