Ombre. È la parola che racconta meglio alcuni fondamentali capitoli della politica europea, dalla Pac al Mercosur. Su questi si è espresso Cristiano Fini, presidente Cia-Agricoltori Italiani in un talk che si è svolto a Fruit Logistica (Prospettive della Pac 2027) presso l’Italian Fruit Village, con Emilio Ferrara, presidente consorzio Edamus. “Abbiamo bisogno di risorse sicure e non di frammentazione” ha detto.
Il dibattito ha messo in luce un momento di profonda incertezza per il settore primario. La nuova Politica agricola comune e l’accordo Mercosur rappresentano due facce di una stessa medaglia: il rischio che l’Europa abdichi al suo ruolo di garante della sicurezza alimentare e della stabilità dei mercati.
La battaglia sul fondo unico
Se da un lato viene accolta con favore la rimodulazione dei fondi, con il miliardo in più all’Italia dopo il temuto taglio di 9 miliardi della prima proposta della commissione Ue, dall’altro non tranquillizzano i contenuti. “I tempi, le risorse, il fondo unico, le incertezze sull’Ocm ortofrutta (che nella precedente Pac valeva 291 milioni di euro l’anno, ndr): si mina all’aggregazione e in questo modo viene meno la programmazione.
Se metti poi la Pac all’interno di un fondo unico, insieme a tante altre risorse, è chiaro che anziché investire sull’agricoltura vuoi disinvestire. Questo fondo unico creerà una grande competizione fra Stati membri perché ogni singolo Stato potrà scegliere se mettere più risorse sull’agricoltura, sulle armi o sul welfare. E creerà una grande competizione fra settori produttivi. Si vuole praticamente costruire un nuovo ‘modello Pnrr’. La mancanza di visione, di strategia, la frammentazione delle risorse fanno pensare che questo fondo unico andrà in questa direzione”.
Mercosur e la questione reciprocità e controlli. Bene l’accordo con l’India
L’apertura a mercati esteri senza rigide clausole di reciprocità e adeguati controlli fitosanitari (“Non solo presso il porto di Rotterdam ma anche a livello nazionale”, minaccia poi la sopravvivenza stessa delle eccellenze made in Italy, strozzate da una concorrenza che non rispetta i medesimi standard ambientali, sanitari e sociali. Di qui l’opposizione al Mercosur e la soddisfazione per il suo “congelamento” con il rinvio alla Corte di giustizia Ue grazie anche alla mobilitazione agricola. “Non è mai successo che ci sia stata una protesta così vivace nei confronti di un accordo commerciale. In passato troppe volte si è chinato la testa, continueremo a portare avanti questa battaglia anche per i futuri accordi commerciali”.
D’altra parte si guarda positivamente all’accordo Ue-India, dove si prospettano vantaggi per la riduzione dei dazi a diversi prodotti ortofrutticoli. “L’accordo commerciale con l’India casualmente, sarà una coincidenza, prevede che quei settori sensibili che erano presenti all’interno del Mercosur vengano tolti. Questo sicuramente è una grande vittoria. Dovremo vedere nero su bianco, ma ha componenti molto positive”.
Emilio Ferrara, troppi tecnicismi ostacolano la cooperazione
A chiusura dell’incontro, il presidente Emilio Ferrara ha espresso forte preoccupazione per il cambiamento di rotta rispetto agli ultimi decenni, sottolineando come i nuovi tecnicismi rischino di vanificare i progressi fatti nell’aggregazione dei produttori e nel miglioramento dell’immissione dei prodotti sul mercato. Ferrara ha evidenziato come le attuali dinamiche ricordino le criticità già viste con i Psr/Csr, definendole “pessime praticamente in tutte le regioni italiane” per quanto riguarda la gestione degli investimenti e dei tempi di risposta alle aziende.






