La difficoltà nel trovare prodotti di buona qualità, i prezzi percepiti come elevati e i timori legati alla presenza di pesticidi: sono questi i principali ostacoli che ancora frenano un maggiore consumo di frutta in Italia. È quanto emerge da un sondaggio promosso nell’ambito della campagna europea Enjoy Dolce Frutta, iniziativa della Op Melodia dedicata alla valorizzazione della frutta fresca made in Ue.
Solo uno su quattro la consuma più volte al giorno
L’indagine ha coinvolto 3.467 italiani iscritti al concorso collegato alla campagna, che metteva in palio uno zainetto portapranzo brandizzato. La partecipazione, gratuita, era subordinata alla compilazione di un questionario, pensato per orientare in modo più efficace le future azioni di promozione e migliorare la qualità dell’alimentazione.
Dai risultati emerge un quadro articolato ma chiaro: cresce l’attenzione verso qualità, sostenibilità e tracciabilità, fattori che guidano sempre più le scelte d’acquisto. Un segnale forte arriva proprio sul fronte della sostenibilità: il 49% degli intervistati la considera estremamente importante e, soprattutto, il 36,7% si dichiara disposto a pagare anche oltre il 30% in più per frutta prodotta nel rispetto di criteri ambientali e sociali.
Sul piano delle abitudini, il consumo appare già diffuso: la maggior parte degli intervistati mangia frutta almeno una volta al giorno (il 35,9% la consuma quotidianamente), ma solo il 26,2% più volte al giorno. A influenzare la scelta sono soprattutto la stagionalità (83,1%) e la provenienza locale (49,9%), seguite da gusto (47,9%) e prezzo (36,3%).
Il made in Italy preferito anche per la sicurezza alimentare
Nonostante ciò, restano criticità significative. Oltre alla qualità non sempre soddisfacente (indicata dal 52,3% del campione), pesano il costo (44,8%) e le preoccupazioni per i pesticidi (38,4%), elementi che rappresentano i principali freni a un consumo ancora più ampio.
Sul fronte della percezione, i prodotti ortofrutticoli italiani ed europei godono di un giudizio largamente positivo. La maggioranza degli intervistati li considera superiori rispetto a quelli provenienti da altri Paesi, soprattutto per qualità, sicurezza alimentare, tracciabilità e gusto. L’ortofrutta europea è percepita come più affidabile e prodotta secondo standard rigorosi, con una crescente attenzione alla sostenibilità.
Le opinioni negative restano marginali, ma una quota di consumatori dichiara di non avere informazioni sufficienti per esprimere un giudizio: un dato che sottolinea l’importanza di rafforzare la comunicazione e la trasparenza sul valore delle produzioni europee.
Infine, la campagna sembra aver raggiunto uno dei suoi obiettivi principali: aumentare la fiducia. Il 38,1% dei partecipanti afferma che il programma ha influito molto sulle proprie scelte, mentre un ulteriore 9,9% dichiara che l’impatto è stato molto significativo.















