Op Agricor, investimento da 7,5 milioni per il nuovo stabilimento: fatturato a 31 milioni

Inaugurato a Corigliano-Rossano un centro di selezione e confezionamento da 9.000 mq, con due linee a sei canali e sistemi di misurazione del grado brix. In dieci anni i ricavi sono più che raddoppiati, mentre le coltivazioni hanno raggiunto 1.067 ettari

Natalino Gallo, presidente di Op Agricor
Natalino Gallo

Op Agricor rafforza la propria capacità industriale con un investimento di 7,5 milioni di euro per il nuovo centro di selezione e confezionamento inaugurato a Corigliano-Rossano, in Calabria. La struttura si sviluppa su 9.000 metri quadrati e porta a 13.500 mq la superficie complessiva degli stabilimenti dell’organizzazione di produttori, che nel 2025 ha raggiunto un fatturato di 31 milioni di euro, più del doppio rispetto ai 14,4 milioni del 2015. L’obiettivo è aumentare la capacità di lavorazione, migliorare la selezione dei frutti e potenziare il servizio alla distribuzione moderna, valorizzando le produzioni dei soci.

Due linee tecnologiche per selezionare i frutti

Il nuovo impianto è dotato di due linee di lavorazione a sei canali, equipaggiate con sistemi per misurare il grado Brix di ogni singolo frutto. L’investimento si inserisce in un percorso di crescita che ha portato la superficie produttiva da 570 a 1.067 ettari e il numero delle aziende associate da 62 a 74, tra la Piana di Sibari e la bassa Basilicata. Sono circa 500 i lavoratori complessivamente impegnati nelle attività di campagna e di magazzino.

“Questo nuovo stabilimento non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso che vogliamo continuare a costruire insieme ai nostri soci e collaboratori -dichiara Natalino Gallo, presidente di Op Agricor-. Negli ultimi dieci anni siamo cresciuti nelle dimensioni, nelle produzioni e nelle competenze. Oggi investiamo per mettere la nostra organizzazione nelle condizioni di affrontare le sfide dei prossimi anni, offrendo maggiori opportunità ai produttori e un servizio sempre più qualificato al mercato. Crediamo che il valore di un’impresa si misuri anche nella sua capacità di creare prospettive per chi ne fa parte e per il territorio in cui opera”.

Un paniere produttivo diversificato

La crescita dell’organizzazione è accompagnata dall’ampliamento delle colture e da investimenti nella differenziazione qualitativa. I 550 ettari dedicati a clementine e mandarini rappresentano la quota principale delle superfici, affiancati da 291 ettari di albicocche, 113 di arance, 83 di melagrane e 30 di altre produzioni. Tra le nuove scommesse varietali figurano la pera Eden e la pesca tabacchiera.

La diversificazione punta ad ampliare il calendario commerciale, utilizzare gli impianti di lavorazione per una parte più estesa dell’anno e offrire maggiori opportunità di continuità lavorativa. Sul fronte della sostenibilità produttiva, il 28% delle superfici è coltivato con metodo biologico. Le produzioni a residuo zero rappresentano inoltre il 10% del fatturato delle clementine e oltre il 20% di quello delle albicocche.

Le priorità per i prossimi anni comprendono l’innovazione varietale, l’estensione del calendario commerciale, l’adattamento delle scelte produttive ai cambiamenti climatici e la capacità di garantire qualità e gusto, rispondendo alle aspettative dei consumatori in materia di origine e affidabilità.

Gallo: “La vera sfida è crescere insieme”

Il rafforzamento industriale, secondo il presidente Natalino Gallo, deve procedere di pari passo con una maggiore aggregazione tra le organizzazioni di produttori. L’obiettivo è costruire una filiera più competitiva, capace di affrontare le dinamiche della distribuzione e dei mercati internazionali attraverso programmi condivisi e una maggiore massa critica.

“Non possiamo pensare di affrontare le sfide del mercato globale continuando a ragionare soltanto nei confini della singola organizzazione. La distribuzione si aggrega, le grandi imprese si rafforzano e anche il mondo produttivo deve fare un salto di qualità. Il mio auspicio è costruire forme di collaborazione sempre più strette tra le Op del territorio, condividendo disciplinari, programmi produttivi e percorsi di riconversione varietale. Dobbiamo avere la capacità di immaginare progetti che coinvolgano non mille, ma anche tremila ettari, per dare maggiore forza alla nostra offerta e nuove prospettive agli agricoltori. La crescita che ci interessa non è soltanto quella dei fatturati, ma quella di un intero sistema produttivo”.

Impresa agricola, legalità e lavoro

L’inaugurazione dello stabilimento ha coinvolto anche il mondo istituzionale, finanziario e agricolo. Circa 350 persone hanno partecipato all’incontro Fare Impresa a Sud. Innovazione e Legalità a presidio del valore, moderato da Salvo Garipoli, business director di Sg Marketing.

Tra i partecipanti al confronto figuravano l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, il presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto, la direttrice generale di Arsac Fulvia Caligiuri e Yvan Sagnet, fondatore e presidente di No Cap. Gregorio De Felice e Massimiliano Cattozzi di Intesa Sanpaolo hanno approfondito gli scenari economici e le prospettive di sviluppo del settore. Presente anche l’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface, mentre il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, ha inviato un videomessaggio.

Al centro dell’iniziativa, i temi della legalità e della dignità del lavoro, sostenuti anche attraverso la collaborazione pluriennale tra Op Agricor e No Cap, associazione impegnata nel contrasto al caporalato e nella promozione di condizioni di lavoro regolari ed eque lungo la filiera agricola. Durante l’inaugurazione sono stati inoltre riconosciuti i contributi dei responsabili dei diversi reparti, a testimonianza del ruolo delle persone nel percorso di crescita dell’organizzazione.

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