Il mercato europeo degli alimenti e bevande plant-based vale 16,3 miliardi di euro e cresce del +5,1% tra il 2024 e il 2025, ma rappresenta ancora soltanto il 2,4% delle vendite totali di alimenti e bevande nel largo consumo. I dati emergono dall’analisi di Circana presentata durante il convegno internazionale Plant Fwd dedicato alle proteine alternative che si è svolto ad Amsterdam.
Le leve di crescita
Per accelerare lo sviluppo della categoria, Circana individua alcune priorità per industria e distribuzione: puntare su innovazioni guidate dal gusto per favorire la fidelizzazione dei consumatori, migliorare la competitività dei prezzi e comunicare in modo chiaro i benefici nutrizionali e funzionali dei prodotti.
Un’altra leva strategica consiste nell’ampliare l’offerta, integrando il concetto di plant-based nelle categorie alimentari principali invece di trattarlo come un segmento separato.
Le categorie vincenti
La crescita del comparto è sempre meno legata ai prodotti che imitano carne e pesce e sempre più al consumo quotidiano di alimenti vegetali.
Frutta secca e semi rappresentano infatti il 45% delle vendite a valore del settore, seguiti dalle alternative ai latticini con il 21% e dai piatti pronti plant-based con il 15%.
Al contrario, le alternative a carne e pesce costituiscono solo il 4% della categoria, confermando come il vero “meat replacement” sia ancora una nicchia rispetto ad altri segmenti più consolidati del plant based.
Questo cambiamento segnala una trasformazione del ruolo del plant-based: da semplice sostituto a componente sempre più integrata nella dieta quotidiana.
Geografia europea e consumatore flexitariano
La crescita del comparto non è uniforme nei diversi mercati europei. Germania e Spagna guidano l’espansione con aumenti a valore rispettivamente del +7,2% e del +7,5%. Il Regno Unito, invece, pur restando uno dei mercati più grandi con 4,5 miliardi di euro, mostra segnali di stagnazione e un calo dei volumi dello 0,7%.
La domanda è trainata soprattutto dai consumatori flexitariani. Se vegani e vegetariani rappresentano circa l’11% della popolazione europea, la quota di chi si definisce flexitariano è salita al 31% nel 2024 dal 21% del 2023, diventando il vero motore della crescita della categoria.
Dall’imitazione al prodotto naturale e funzionale
“Il mercato dei prodotti a base vegetale ha raggiunto un momento cruciale -sottolinea Ananda Roy, Svp global thought leadership e consumer goods advisor per l’Europa di Circana-. Le basi per la crescita sono solide, ma la prossima fase non sarà guidata dal clamore o dalla novità. Dipenderà da quanto efficacemente il settore riuscirà a offrire prodotti che si integrino nei comportamenti quotidiani dei consumatori.
Stiamo assistendo a un chiaro passaggio da innovazioni di nicchia e basate sull’imitazione verso prodotti più naturali, funzionali e accessibili. I vincitori saranno coloro che riusciranno a colmare il divario tra gusto, nutrizione e prezzo, integrando i prodotti a base vegetale in modo fluido nelle occasioni di consumo quotidiane”.







