Chiarezza normativa, tempi realistici e un’applicazione armonizzata a livello Ue: sono queste le richieste centrali della filiera ortofrutticola europea in merito al Packaging and Packaging Waste Regulation (Ppwr), le cui disposizioni entreranno in vigore, gradualmente, a partire dal 12 agosto 2026.
Il convegno
Il messaggio è emerso con forza al Fresh Produce Forum di Fruit Logistica, organizzato da Freshfel Europe e Pro Food, che ha riunito industria del packaging e rappresentanze della filiera per fare il punto sugli impatti del Regolamento.
Secondo il settore, l’assenza di definizioni chiare e di regole applicative coerenti rischia di tradursi in un aumento dei costi lungo tutta la catena del valore, con effetti negativi sulla competitività delle imprese, sulla disponibilità di frutta e verdura fresca e sul corretto funzionamento del mercato unico europeo.
Freshfel Europe, con l’intervento di Philippe Binard e di Maria Pamies Vallvé, ha evidenziato come il comparto ortofrutticolo, pur rappresentando una quota marginale del packaging alimentare, sia fortemente impattato dal Regolamento. È stato ribadito il ruolo essenziale dell’imballaggio nel garantire qualità, sicurezza alimentare e riduzione degli sprechi, oltre alla necessità di atti delegati e linee guida basati su dati e aderenti alle specificità operative del settore.
Zanichelli (Pro Food): “Operiamo sulle liste di esenzione per evitare lo spreco alimentare”
Roberto Zanichelli, membro del comitato comunicazione Pro Food, ha chiarito che la filiera non è contraria alla regolamentazione, ma chiede un’implementazione pragmatica e fondata su evidenze scientifiche, in particolare sulle analisi di Life Cycle Assessment (Lca). Zanichelli ha messo in guardia dai rischi di scelte ideologiche che potrebbero aumentare lo spreco alimentare e compromettere la sostenibilità complessiva, sottolineando anche le ricadute economiche legate all’incertezza normativa, ai costi di riconversione e agli investimenti.
Tra i nodi critici del Regolamento, che prevede il divieto degli imballaggi in plastica per confezioni al di sotto di 1,5 kg, figurano l’Allegato V e le possibili liste di esenzione, con il rischio di applicazioni differenziate tra Stati membri.
“Tanto dipenderà da come sarà realizzata la legislazione secondaria, gli atti delegati. C’è ancora molta incertezza: la prima lista di esenzione dovrebbe uscire nel 2027 e il tutto entrerà in vigore nel 2030. Tre anni per l’industria per eventualmente riconvertirsi non sono sufficienti, ma nemmeno per tutta la filiera a valle: i confezionatori che eventualmente dovranno cambiare macchine di confezionamento, trovare nuovi fornitori di imballaggi, con relativi aumenti dei costi di investimento. Come Pro Food cercheremo di lavorare sulle liste di esenzione, almeno per quanto riguarda i prodotti ortofrutticoli, affinché siano le più ampie possibili, in modo da tenere in considerazione le specificità di tutti i prodotti durante il trasporto ed evitare lo spreco alimentare”.
Scopelliti (Europen): “Con la Commissione lavoriamo su linee guida, diversi punti ancora poco chiari”
Sul fronte europeo, Europen ha richiamato l’importanza di garantire prevedibilità normativa per consentire alle imprese di pianificare investimenti e adeguamenti industriali. Dal lato della produzione primaria, sono emerse forti preoccupazioni per il rischio di frammentazione normativa e distorsioni competitive.
“Chiediamo che ci sia certezza rispetto a come implementare e interpretare le norme del Regolamento e soprattutto che ci sia uno sforzo per mantenere l’integrità del mercato unico -ha detto Marzia Scopelliti, senior public affairs manager European-. La data di implementazione del Regolamento è il 12 agosto 2026, ci sono alcuni articoli e requisiti che entreranno in vigore più avanti. Attualmente stiamo già lavorando insieme alla Commissione, e a tutti i settori, alle linee guida che dovranno fornire chiarimenti su alcune interpretazioni, punti ancora poco chiari del Regolamento. Molto lavoro è già stato avviato rispetto agli atti di legislazione secondaria su vari temi: riciclabilità e riuso, l’etichettatura degli imballaggi”.
La posizione finale della filiera è condivisa: senza un approccio armonizzato e una valutazione oggettiva e basata sui dati degli impatti ambientali, economici e sociali, l’attuazione del Ppwr potrebbe aumentare i costi e ridurre i consumi, senza reali benefici ambientali.







