Focus su avocado e mango, nuove varietà, il breeding, le specie frutticole minori di origine tropicale e subtropicale, il biologico, i portinnesti, le privative vegetali, le nuove strategie commerciali. Sono alcuni dei temi al centro di Plant Nursery, il Salone dedicato all’innovazione della filiera vivaistica, in programma a Macfrut 2026, al Rimini Expo Centre, da martedì 21 a giovedì 23 aprile.
Il vivaismo vale 600 milioni alla produzione
Giunto alla quarta edizione, Plant Nursery è organizzato da Soi (Società di ortoflorofrutticoltura italiana) e Civi-Italia (Centro interprofessionale per le attività vivaistiche tra associazioni vivaistiche e unioni dei produttori nazionali), coordinato dal direttore Luigi Catalano. Un appuntamento cruciale per il vivaismo ortofrutticolo che “pesa” oltre 600 milioni di euro in valore della produzione, per un migliaio di imprese coinvolte su una superficie dedicata di 16.000 ettari (fonte Civi Italia).
Il programma
Quattro gli appuntamenti scientifici in calendario. Si parte martedì 21 aprile con il focus su Mango e avocado day: colture e filiera. Insieme ai massimi esperti internazionali saranno presentate le ultime novità in fatto di ricerca, innovazione, produzioni e mercato.
Mercoledì 22 aprile l’attenzione si sposta su Frutticoltura tropicale e subtropicale: papaya e specie minori.
Sempre il 22 aprile, nel pomeriggio, riflettori sul Vivaismo biologico di specie frutticole ed orticole, mentre la giornata conclusiva di Macfrut si soffermerà sul tema Innesto e innovazione in orticoltura: dall’editing del genoma al campo.
Altro argomento che sarà affrontato è quello relativo alle privative vegetali di nuove varietà come leva di sviluppo e competitività delle filiere produttive nazionali.
“Il focus sui due prodotti simbolo di Macfrut 2026, avocado e mango -spiega il coordinatore Luigi Catalano –, senza tralasciare le specie cosiddette minori (papaya, anona, macadamia, ecc.), sarà affrontato con un approccio di filiera insieme ai massimi esperti internazionali, su prodotti sempre più protagonisti nel mercato globale, con una crescita in doppia cifra anche nel nostro Paese, il quale al momento non è però in grado di supplire alla richiesta di piante per la costituzione dei frutteti.
Ci sarà spazio per l’innovazione nel comparto vivaistico, con una particolare attenzione a quello condotto in regime biologico e a quello orticolo per l’utilizzo dei portinnesti. Non mancherà una riflessione sulle tematiche dell’innovazione varietale tutelata attraverso le privative vegetali. Un tema di grande attualità, anche alla luce delle novità attese per la regolamentazione delle nuove tecniche di miglioramento genetico, che possono rappresentare leve importanti per la competitività delle filiere produttive”.











