Il caro petrolio, dovuto ai problemi della logistica, unita alla scarsità di volumi per il maltempo, si scarica soprattutto sui pomodori, con prezzi che hanno raggiunto i 6 €/kg per i datterini rossi e i 4,00 €/kg i ciliegini e piccadilly. Quotazioni in crescita anche per le melanzane, cime di rapa e cavoli broccoli. Continua la campagna delle fragole, molto richiesta la varietà Sabrosa a marchio Candonga della Basilicata, in ripresa quella dei carciofi. Piena produzione per le fave, inizia a salire la domanda degli asparagi. Stabili i prezzi delle zucchine, in calo quelli dei peperoni.
Grazie all’accordo con Borsa Merci Telematica Italiana (Bmti) e Italmercati pubblichiamo la rilevazione dei prezzi dell’ortofrutta presso i mercati all’ingrosso al 23 marzo 2026. Qui di seguito una sintesi delle principali tipologie di frutta e ortaggi in commercio. Nel pdf scaricabile trovate il dettaglio dei grafici e i rilevamenti sulle principali piazze italiane: Milano, Bologna, Padova e Roma.
Scarica i prezzi dell’ortofrutta in Italia al 23 marzo 2026 in PDF cliccando qui
Asparagi: prezzi in lieve aumento
Gli asparagi mettono a segno un lieve rialzo, in particolare la varietà Verde. Il freddo delle ultime giornate ha rallentato la produzione, mentre la domanda è iniziata a salire, comportando quindi l’aumento delle quotazioni. Scendono invece i prezzi dell’asparago bianco, tipico del Veneto, nel mercato di Padova. Non si registra ancora presenza di questo prodotto nelle altre piazze.
Carciofi: prezzi in salita
Riprende vigore il mercato dei carciofi. Migliori quantitativi scambiati e qualità buona soprattutto per il Romanesco. Entrano anche partite migliori di Violetto senza spine, che spingono fuori così il violetto tunisino che ha tenuto banco nel periodo precedente in cui la produzione italiana è stata in forte difficoltà a causa del maltempo. Prezzi in salita soprattutto nel mercato di Roma in cui la vendita è molto sostenuta.
Cavoli broccoli: prezzi in deciso aumento
Diminuiscono i quantitativi del cavolo broccolo con l’arrivo della primavera e con il forte maltempo dei mesi scorsi che hanno ridotto la produzione. In forte crescita i prezzi, soprattutto nella piazza di Roma, uno dei primi mercati dove si evidenziano gli aumenti di prezzo avendo una produzione locale oltre che pugliese in entrata.
Cime di rapa: prezzi in crescita
SI riducono anche i quantitativi delle cime di rapa a causa del clima non favorevole. Con l’abbassarsi della disponibilità e con la domanda regolare, soprattutto proveniente dal settore della ristorazione, salgono i prezzi, soprattutto nei mercati del centro sud Italia dove la richiesta è più corposa.
Fave: prezzi in calo
Piena produzione per le fave che godono di una buona qualità. Prezzi in calo con l’aumento dei quantitativi. Domanda che sta subendo una spinta con i prezzi in ribasso, con l’arrivo della primavera e le prime gite fuori porta.
Fragole: prezzi in rialzo
Con il colpo di coda dell’inverno, le temperature in calo nell’ultima settimana, le piogge al Sud Italia, rallenta la produzione delle fragole, con un conseguente rialzo delle quotazioni. Sempre particolarmente richiesta la varietà Sabrosa a marchio Candonga della Basilicata. In incremento i quantitativi dalla Campania. Quotazioni che viaggiano su livelli superiori rispetto lo scorso marzo, ad evidenziare quindi una condizione climatica avversa che sta incidendo sulla produzione in questo periodo.
Melanzane: prezzi in crescita
Continua la crescita delle quotazioni per le melanzane siciliane. Quantitativi in riduzione a causa del clima avverso di questi primi mesi dell’anno che hanno danneggiato fortemente le produzioni dell’Isola. Si registra la presenza quasi esclusiva di prodotto siciliano, a parte qualche sporadica partita di melanzana spagnola a prezzi comunque altissimi. La domanda, quindi, risente di questo trend alto, che presenza un innalzamento che supera il 30% rispetto alle quotazioni dello scorso anno.
Peperoni: prezzi in timido calo
Prezzi perlopiù stabili con segni di calo in alcuni mercati per i peperoni. Presente prodotto siciliano con quantitativi contenuti. Si registrano le prime partite di peperone olandese che sostituirà il prodotto spagnolo, ma per il momento con prezzi che si mantengono alti. Domanda anche in questo caso, scoraggiata dai prezzi sostenuti.
Pomodori: impennata dei prezzi
Per i pomodori si registrano i più forti aumenti. Presente esclusivamente la produzione siciliana, che è stata danneggiata dalle forti piogge dei mesi scorsi, con quantitativi disponibili al momento molto bassi. Prezzi che hanno raggiunto ormai i 6 €/kg per i datterini rossi, mentre salgono sopra i 4,00 €/kg i ciliegini e piccadilly. Il trend molto alto evidenzia ancor di più la criticità del momento per i pomodori siciliani che accusano sia una scarsità dei quantitativi ma anche un aumento dei costi di logistica per il caro petrolio. Anche le varietà verdi, come il Cuore di bue, sta presentando un trend in aumento. La domanda di conseguenza si riduce fortemente. Non sono ancora partite nuove produzioni in altre regioni, come Campania e Calabria, che potrebbero supportare la produzione siciliana e far calare le quotazioni.
Zucchine: prezzi stabili
Si mantengono stabili seppur alti, i prezzi delle zucchine scure lunghe. La bassa produzione siciliana in questo caso è affiancata da una buona campagna in serra laziale che consente di portare nei mercati sufficienti quantitativi da rispondere alla richiesta. Domanda che si presenta non esaltante, fattore che mantiene le quotazioni sullo stesso livello della scorsa settimana.







