Andamento prezzi ortofrutta in Italia al 30 marzo

Aumentano le quotazioni di asparagi, fave, finocchi, pomodori e zucchine. In calo cicoria, fragole e melanzane. Stabili i peperoni

Abbondante e di qualità l'offerta di fragole nei negozi
Prosegue l'offerta di fragole nei punti di vendita

Prezzi molto elevati per i pomodori: i datterini hanno superato i 6,00 €/kg e i piccadilly i 4,00 €/kg. La scarsità del prodotto siciliano, a causa dei danni del maltempo, riguarda anche le zucchine, oggetto di rialzo. Sempre per i danni climatici il finocchio di migliore qualità ha toccato i 2,50 €/kg. Con l’avvicinarsi della Pasqua, è un buon momento per le fave, bene anche il cavolo verza: ancora sottotono la domanda di asparagi. Continua la campagna delle fragole, ma il livello delle quotazioni è ancora alto. Domanda in calo per le melanzane e volumi in riduzione; stabili i peperoni. Volge al termine la campagna della cicoria a puntarelle.

Grazie all’accordo con Borsa Merci Telematica Italiana (Bmti) e Italmercati pubblichiamo la rilevazione dei prezzi dell’ortofrutta presso i mercati all’ingrosso al 30 marzo 2026. Qui di seguito una sintesi delle principali tipologie di frutta e ortaggi in commercio. Nel pdf scaricabile trovate il dettaglio dei grafici e i rilevamenti sulle principali piazze italiane: Milano, Bologna, Padova e Roma.

Scarica i prezzi dell’ortofrutta in Italia al 30 marzo 2026 in PDF cliccando qui

Asparagi: prezzi in salita

Continuano a mantenere un trend alto gli asparagi verdi italiani. Le diverse produzioni italiane, Campania, Sardegna, Puglia e Veneto, hanno risentito del colpo di coda dell’inverno e del calo termico delle scorse giornate. Rallentato l’arrivo nei mercati e prezzi che hanno subito un ulteriore rialzo in questo avvio di settimana. Domanda ancora sottotono ma la qualità buona sta lentamente favorendo il consumo.

Cavolo verza: prezzi in tendenzialmente stabili

Il cavolo verza, a differenza di altre varietà, come il broccolo, non ha subito particolari rincari, a eccezione di alcune piazze come Torino. Prezzi che comunque si soffermano su livelli leggermente inferiori allo scorso anno. Qualità buona e domanda tenace, corrisposta da una disponibilità discreta.

Cicoria: prezzi in timido calo

Volge al termine la campagna della cicoria a puntarelle. Prezzi in calo invece per la cicoria catalogna a causa di una domanda non sostenuta. In controtendenza invece il mercato di Roma, che vede un deciso aumento a causa di una disponibilità limitata e una richiesta in crescita con l’avvicinarsi della Pasqua. Prezzi che comunque stanno viaggiando su livelli normali per il periodo.

Fave: prezzi in crescita

Con l’arrivo della primavera e la festività di Pasquetta, aumenta la richiesta delle fave, prodotto utilizzato per tradizione nelle scampagnate. Offerta non eccessiva a causa del ritorno del freddo e prezzi che subiscono un aumento nella maggior parte delle piazze italiane, soprattutto a Roma, mentre in deciso calo dopo un alto livello, nel mercato di Bologna. Presente buon prodotto dal Lazio ma anche dalla Basilicata.

Finocchi: prezzi in aumento

Continuano a calare i quantitativi di finocchi. Produzione che ha subito danni dal clima sfavorevole. Prezzi che stanno sfiorando anche i 2,50 €/kg per il prodotto di migliore qualità. Alta presenza di finocchi di seconda categoria dove è evidente il danno da freddo e pioggia. Ancora lontano l’avvio della produzione del Fucino che potrebbe riportare vigore al mercato.

Fragole: prezzi in calo

Buona presenza di fragole nei mercati, con diverse regioni di produzioni come Basilicata, Lazio, Sicilia e per ultima la Campania i cui quantitativi stanno aumentando. Il livello dei prezzi è ancora molto alto a causa del clima non ottimale che rallenta sia la maturazione del prodotto ma soprattutto non favorisce l’alto consumo, che però vede un miglioramento nelle ultime settimane con l’arrivo delle sporadiche giornate primaverili.

Melanzane: prezzi in timido calo

Inversione di tendenza per il prezzo delle melanzane siciliane. Questa settimana si registra un timido calo nella maggior parte dei mercati italiani, sintomo di una domanda in calo, scoraggiata dal prezzo alto, e una disponibilità in lento aumento. Prezzi che hanno raddoppiato rispetto allo scorso anno, che evidenzia appunto una situazione critica per la produzione siciliana dopo il forte maltempo dei mesi scorsi.

Peperoni: prezzi stabili

Restano perlopiù stabili i prezzi dei peperoni siciliani, spuntando ancora livelli alti rispetto allo scorso anno, determinato da una disponibilità limitata. Cambio di origine per i peperoni quadrati, volge al termine la produzione spagnola per far spazio ai primi arrivi di prodotto olandese.

Pomodori: prezzi in forte rincaro

Ancora forte tensione il mercato dei pomodori, prezzi che hanno raggiunto livelli altissimi, superando anche il 100% di rincaro rispetto allo scorso anno, soprattutto per datterini, che hanno superato i 6,00 €/kg e i piccadilly, raggiungendo i 4,00 €/kg. In questo avvio di settimana, si registrano ulteriori rincari anche per il ciliegino e il tondo rosso a grappolo. Non da meno anche le varietà verdi, come il cuore di bue. Ai prezzi molto alti non incide particolarmente l’aumento dei costi della logistica, per ora in salita del 10% per il trasporto rispetto inizio anno, ma l’aumento è dettato soprattutto dalla scarsità di prodotto siciliano, unica zona di produzione al momento. Questo buco di fornitura, causata dal forte maltempo che ha messo in ginocchio la produzione, si potrebbe protrarre per ulteriori settimane, in attesa dell’inizio delle nuove raccolte in altre regioni, come la Campania. Il trend altissimo però scoraggia molto l’acquisto da parte del consumatore finale ma anche dei grossisti verso la Sicilia, per evitare dannose e costose giacenze.

Zucchine: prezzi in salita

Ritorna ad aumentare il prezzo della zucchina, altro prodotto danneggiato dal maltempo in Sicilia. L’offerta è sorretta dalla buona produzione laziale che però non riesce a soddisfare la domanda nazionale. Fattore che fa rialzare il livello delle quotazioni, in confronto soprattutto allo scorso anno. Inoltre, il maltempo che ha colpito gli ultimi giorni la Penisola, ha ulteriormente rallentato la produzione.

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