Il mercato del kiwi sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Se da un lato le varietà a polpa gialla hanno trainato la crescita dei consumi negli ultimi anni grazie al loro profilo marcatamente dolce, dall’altro il segmento del kiwi verde tradizionale necessitava di una scossa innovativa per intercettare le nuove esigenze dei consumatori e difendere la marginalità a scaffale. In questo scenario si inserisce il progetto Dulcis, una nuova varietà a polpa verde che promette di cambiare le regole del gioco nel reparto ortofrutta. A tracciare un bilancio del progetto è Mirco Montefiori, direttore di NewPlant e presidente di Dulcis Kiwifruit che è stato ospite nei nostri freshtalks.
Con Dulcis, l’innovazione varietale incontra le esigenze della gdo
Dulcis non è un semplice kiwi verde. È il risultato di un lungo percorso di miglioramento genetico nato dalla stretta collaborazione tra il mondo accademico (l’Università di Udine e l’Università di Bologna) e NewPlant, consorzio focalizzato sull’innovazione varietale fondato da tre colossi del settore: Apofruit, Apoconerpo (Alegra) e Orogel Fresco. “Abbiamo introdotto una nuova specie botanica (Actinidia chinensis) all’interno del mondo del kiwi verde”, spiega Montefiori. Il risultato è un frutto dai tratti organolettici nettamente superiori allo standard: aromi complessi, un grado Brix (dolcezza) elevato e un profilo gustativo premium che colma il gap tra l’acidità tipica del verde tradizionale e la dolcezza del giallo.
Per i category manager e i buyer della grande distribuzione organizzata, Dulcis rappresenta un’opportunità strategica: permette di creare una segmentazione di alto livello all’interno della categoria del kiwi verde, giustificando un posizionamento di prezzo differenziato e profittevole. Le catene della gdo che hanno sposato il progetto hanno registrato riscontri eccellenti: i consumatori ne riconoscono il valore, garantendo riacquisti costanti. Inoltre, l’ottima shelf-life del prodotto agevola la gestione logistica e nel punto di vendita, abbattendo il rischio di rotture di stock e riducendo gli sprechi a scaffale.
Volumi in crescita e garanzia di fornitura
Un elemento cruciale per il mondo retail è la stabilità e l’affidabilità delle forniture. Da questo punto di vista, le performance agronomiche di Dulcis rassicurano l’intera filiera. La pianta dimostra una notevole tolleranza a problematiche fitosanitarie storiche (come la batteriosi e la temibile morìa del kiwi), garantendo rese costanti stimate intorno alle 35 tonnellate per ettaro.
I numeri della campagna appena conclusa confermano la forza del progetto: “Quest’anno abbiamo superato i 20.000 quintali (2.000 tonnellate) di prodotto commercializzabile, andando oltre la nostra stima iniziale di 19.000″, conferma Montefiori. Si tratta di volumi triplicati rispetto alla stagione precedente, con proiezioni che indicano un ulteriore raddoppio per il prossimo anno. Gli impianti, ormai diffusi sull’intero territorio nazionale (dalla Calabria al Friuli Venezia Giulia), permettono una copertura ottimale. Supportata dalle moderne tecnologie di conservazione (come l’atmosfera controllata), la commercializzazione si estende senza cali qualitativi per tutta la durata della stagione, arrivando fino ad aprile.
Il modello Club e l’espansione internazionale
Il successo commerciale di Dulcis è blindato dalla sua governance. Il progetto segue una logica “Club”, che garantisce un controllo rigoroso su qualità, volumi e posizionamento. Ai tre partner fondatori si è recentemente aggiunta Granfrutta Zani, aprendo le porte a nuove organizzazioni di produttori (Op), purché strutturate e capaci di rispettare i rigidi capitolati qualitativi imposti dal brand.
Se l’Italia rappresenta oggi il mercato di elezione, lo sguardo è già proiettato verso l’export. La strategia di internazionalizzazione procede in modo graduale e mirato. Sono già stati avviati i primi test commerciali in Germania e Spagna. Il prossimo obiettivo è consolidare la presenza nell’area Dach (Germania, Austria, Svizzera) e in Nord Europa. Ma non mancano le ambizioni oltreoceano: per la campagna in corso sono state programmate le prime spedizioni negli Emirati Arabi Uniti, un test fondamentale per valutare la tenuta del prodotto sulle tratte a lunga percorrenza.






