È stato firmato il nuovo contratto quadro per le patate da consumo fresco valido per le campagne 2026, 2027 e 2028. L’accordo coinvolge le organizzazioni di produttori Agripat, ApoFruit Italia e Patfrut insieme agli operatori commerciali privati rappresentati da Fruitimprese e da diverse aziende del settore. L’obiettivo è quello di rafforzare la stabilità del mercato e garantire una remunerazione più equilibrata lungo tutta la filiera. La sottoscrizione è avvenuta presso la sede della Regione Emilia-Romagna, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi.
Prezzi, qualità e coordinamento tecnico
Un punto qualificante riguarda la definizione di un sistema di remunerazione sempre più allineato ai costi di produzione, con una crescente attenzione agli aspetti qualitativi e alle criticità agronomiche legate anche ai cambiamenti climatici.
L’accordo prevede inoltre l’introduzione di un prezzo minimo di salvaguardia nei casi di forti squilibri di mercato che portino a vendite sotto costo. In generale il prezzo minimo riconosciuto al produttore sarà pari all’80% del valore di riferimento concordato entro il mese di settembre.
In un addendum è stato anche aggiornato il valore minimo di emergenza: nelle situazioni di crisi il prezzo non potrà scendere sotto 0,30 euro/kg per i primi 300 quintali di prodotto di prima qualità certificato Globalgap conferito tramite Op Agripat.
Prosegue, inoltre, il lavoro del Comitato Tecnico Agronomico (Cta), che coordina le attività tecniche legate alla produzione e alla conservazione del prodotto con l’obiettivo di migliorare l’omogeneità delle pratiche agronomiche e innalzare il livello qualitativo dell’offerta. Parallelamente continueranno le riunioni della commissione Borsa Patate, coordinate dal Cepa, momento di confronto tra i firmatari sull’andamento delle colture, sulle giacenze e sulle dinamiche di mercato nazionali e internazionali utili alla definizione dei prezzi di riferimento.
Un sistema consolidato tra qualità e tutela economica
Il contratto quadro rappresenta uno degli strumenti più consolidati della filiera pataticola regionale e ha come obiettivo principale quello di assicurare ai consumatori patate di elevata qualità, garantendo allo stesso tempo trasparenza e sostenibilità economica per produttori e operatori commerciali.
Tra gli elementi centrali dell’accordo figura l’impegno alla coltivazione, un vero e proprio contratto sottoscritto dall’agricoltore, dall’organizzazione di produttori e dagli operatori commerciali privati. Questo modello organizzativo, nato negli anni Ottanta, è stato anticipatore di molte delle norme introdotte negli ultimi anni per contrastare le pratiche sleali nel commercio agricolo.
Nel tempo il sistema ha raccolto un consenso crescente tra i produttori dell’Emilia-Romagna, soprattutto nelle fasi di maggiore instabilità dei mercati. Il contratto appena firmato consente inoltre anche ad altri coltivatori italiani di aderire alle Op e conferire il proprio raccolto beneficiando delle tutele previste dal sistema.







