Temperature sotto zero e aeroporto bloccato, se il primo elemento riporta ai fasti della Fruit Logistica del passato, il secondo è uno spaccato di come l’efficienza tedesca si sia disciolta davanti a un problema che ha creato molti problemi a chi doveva arrivare e ripartire da Berlino. Detto questo, si sono chiusi i tre giorni di Fruit Logistica 2026 e siamo qui a fare un punto su questa fiera che resta centrale per le aziende che vogliano esportare all’estero.
I numeri ufficiali diffusi dalla fiera
Fruit Logistica 2026, tenutasi dal 4 al 6 febbraio, si è chiusa confermando il suo status di piattaforma per il commercio, l’innovazione e la conoscenza nel settore dei prodotti freschi a livello mondiale. La risposta della comunità internazionale è stata di livello: circa 90.000 partecipanti provenienti da ogni angolo del globo hanno raggiunto la capitale tedesca, dimostrando una resilienza che rispecchia perfettamente la natura stessa del settore agroalimentare.
I sondaggi condotti tra i visitatori e gli espositori dipingono un quadro nonostante tutto positivo. Secondo le prime tendenze rilevate: 9 espositori su 10 si sono dichiarati soddisfatti dei risultati commerciali ottenuti e una percentuale analoga sta già pianificando il ritorno per l’edizione 2027 che si terrà a Berlino dal 3 al 5 febbraio 2027.
Oltre agli affari, la fiera si è confermata hub di innovazione. Aree dedicate come lo Startup World e i New Product Showcases hanno messo in luce i progressi tecnologici che stanno ridisegnando il futuro dell’agricoltura, dalla robotica al packaging sostenibile. Patricia Sagarminaga del gruppo spagnolo Amfresh ha riassunto perfettamente lo spirito dell’evento: un luogo per “connettersi, condividere e muovere il futuro del fresco”.
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