La ricerca di Cora Seeds per rimanere competitivi nella IV gamma

Le innovazioni di Cora Seeds per il mondo delle insalate di IV gamma si concentrano su varietà in particolare di lattughino e rucola che abbiamo scoperto durante gli open day in campo nella piana del Sele

English version

In una busta di piccole foglie di insalata confezionata e pronta all’uso c’è una storia dell’evoluzione del gusto, di una modalità di coltivazione e di vendita al grande pubblico che fino a pochi anni fa risultava del tutto improbabile. Soprattutto in Italia, dove innovazione e tradizione del gusto faticano a trovare un equilibrio nel percepito dei consumatori. Ma la composizione di quel variegato mix di baby leaf con colori e profumi intonati che completano come contorno i nostri piatti riscuotendo un sempre maggiore successo di pubblico non è casuale. Dipende dal sapiente accostamento di diverse specie, se non addirittura di differenti varietà di una singola specie, ognuna con sapori, forme e caratteristiche il cui bagaglio genetico è definito e custodito nei semi.

L’innovazione di Cora Seeds nelle orticole

E proprio sui semi, sul loro studio e sulla composizione mirata del loro genoma per la definizione di nuove specie che si concentra l’attività di Cora Seeds, azienda di Cesena che dal 2006 è specializzata nella creazione, selezione, produzione e distribuzione di sementi di orticole che commercializza in Italia e in diversi Paesi del mondo appoggiandosi a distributori esclusivisti, mentre per altri, come la Turchia e recentemente la penisola iberica, la presenza è diretta, con presidi produttivi e breeder propri. Un impegno ricambiato a livello globale dai successi già collezionati su pomodori, angurie, prezzemolo, cipolle e altri ortaggi i cui lavori si sono concentrati sul miglioramento da un lato delle caratteristiche organolettiche e di forma e dall’altro della resistenza ai patogeni di varia natura e alla resistenza alle avversità climatiche.

Leggi anche

Dalle cipolle alle angurie, i semi made in Italy di Cora Seeds conquistano il mondo

—-

Il risultato è un contributo alla diversificazione dell’offerta di verdure nei punti di vendita della grande distribuzione organizzata e dei mercati, dove i prodotti nati dai semi di Cora Seeds che hanno superato con successo tutte le fasi sperimentali e preparatorie sono presenti e ormai riconoscibili con nomi commerciali. Si trova così la cipolla Elenoir, i lattughini Raul e Rossettina e le rucole Kristina e Karina risultati finali di anni di lavoro da parte dei diversi breeder che si prodigano per anni a selezionare, incrociare e a sbirciare nel genoma di questi vegetali per metterne in risalto le caratteristiche che il mercato o i coltivatori richiedono.

E proprio il grande lavoro svolto sul fronte delle insalatine riconducibili alla IV gamma ha portato Cora Seeds a organizzare vicino a Battipaglia (SA), nella piana del Sele, un’area particolarmente votata per le sue caratteristiche di microclima alla coltivazione di queste semine, due giornate open day per presentare le novità ad aziende agricole della zona, le cui culture stanno ormai da qualche anno lasciando il passo a coltivazioni su larga scala di queste varietà di lattughino e rucola, trasformando il territorio ricoprendolo con lunghissime strisce regolari di soffici tappeti di baby leaf a grande impatto visivo, ognuno con sfumature di colore differente che ne tradisce le qualità distintive.

La ricerca su semi e varietà di insalate di Cora Seeds

Già soltanto il lattughino, la componente prevalente delle foglie in busta vendute in gdo, al netto del gusto e delle crescenti resistenze a muffe, batteri, virus e parassiti, riportano una altissima varietà di colori che appaga l’occhio, soprattutto in field, ma che sono anche la chiave d’accesso alle cucine dei consumatori, i quali hanno percezioni di freschezza e naturalezza delle foglie influenzate dalle diverse culture alimentari dei sapori locali, dove per il Nord la freschezza viene riconosciuta nella foglia color verde chiaro, mentre al sud la prevalenza è per la foglia verde scuro, pur avendo stessa età di crescita delle altre. Sempre sul colore, varie sono le sfumature di rosso nel lattughino, facendo attenzione che il colore arrivi a coprire l’intera foglia, fino al terreno, a prova del mantenimento delle caratteristiche anche in eventuali ulteriori sfalci dopo il primo o altre varietà di un rosso talmente scuro da indicare la quasi totale assenza di fotosintesi.

Nuove componenti di miscellanee di IV gamma ancora identificate con codici che sono in pole position per essere “battezzate” ed essere immesse sul mercato. A fianco delle quali figuravano anche alcune particolari macchine pneumatiche da semina, prodotte e portate in esposizione dall’azienda veneta Agricola, caratterizzate sia da specificità ma anche da flessibilità di adattamento per i diversi semi e tipi di semina, da tempo e in più occasioni partner di Cora Seeds. Occasione per chi ha visitato le colture sperimentali che Cora Seeds ha messo in mostra, tra aziende agricole, buyer grossisti ma anche gruppi di studenti universitari accompagnati dai docenti, di testare dal vivo quanto presto arriverà sui banchi dei supermercati ma anche di sentire direttamente dai breeder che ne seguono le trasformazioni quali sono le direzioni, gli obiettivi, su cui i laboratori di Cora Seeds sono impegnati, orientando le evoluzioni delle piante, dei semi, sulla base dei trend di domanda che arriva dal mercato. Ma non solo.

Automazione nei campi

Il lavoro costante sulla ricerca di nuove varietà, oltre a soddisfare la naturale curiosità dei palati dei compratori è anche una necessità sempre più pressante che arriva dai coltivatori stessi, per i quali la concentrazione nella medesima area di tante aziende agricole dedite agli stessi prodotti chiama ormai a una diversificazione per rimanere competitivi, per una produzione di insalate per la IV gamma che punti alla qualità del prodotto, sotto tutti i punti di vista. Un aspetto distintivo la cui importanza sta crescendo e che è stato lamentato dalle diverse, etese, aziende agricole incontrate in occasione dell’open day di Cora Seeds, i cui alti margini fino a oggi consentiti da una coltivazione altamente automatizzata, con macchine da semina e altre da sfalcio che non richiedono ulteriori interventi da parte umana, che iniziano a fare i conti con un terreno sfruttato e impoverito nei nutritivi da ritmi praticamente continui di semina e raccolta consentiti dalla coltura in serra, dove la periodica esposizione al sole non è più sufficiente per ridare vigore al terreno.

Shapes, colors, and resistance enrich Cora Seeds’ fresh-cut products

With its new varieties of baby lettuce and arugula, Cora Seeds combines growers’ needs with consumer expectations. The fresh-cut market is approaching maturity and is focusing on quality and diversification

The goal for the selection of new-generation baby leaves is to ensure the fresh-cut supply chain leaves that are more resistant in the field, more stable in packaging, and more satisfying to consume. With this in mind, Cora Seeds, a Cesena-based company specializing in the research and selection of vegetable seeds, held an open day in Piana del Sele, Battipaglia (Salerno), where producers, technicians, university professors, and students visited the large experimental greenhouse dedicated to baby lettuce and arugula. This area offers ideal conditions for these two crops, and strong competitive pressure is pushing growers toward varieties recognized for their quality, differentiation, and productive continuity. These new varieties demonstrate how genetics are evolving on multiple levels. The first is color, an element that affects the perception of freshness and value in mixed lettuces. The available color ranges from bright green to uniform red to very dark red. Maurizio Bacchi, CEO of Cora Seeds, commented: ‘For baby lettuce, red is as important as green. It’s not just aesthetics; this color gives vitality to the bag and guides consumer choice’. Bacchi also highlighted how the selection considers the preferences of various markets: darker leaves for Southern Italy, the United States, and Spain; lighter leaves for Northern Italy. The second level concerns leaf structure. In recent years, there has been a growing demand for fuller leaves, similar to the texture of Iceberg lettuce, which remain crisp longer. Bacchi explained: ‘Thick leaves, with a thin cut point, maintain their texture and color longer, with less oxidation and longer shelf life’. This is the reason of the success of new ‘spoon-shaped’ leaves, designed to avoid sticking to the plastic packaging and offer a more attractive appearance upon opening. New arrivals include CRX 48356, bright red variety with uniform blade; CRX 44350, dark red variety suitable for multiple-cutting cycles; and ‘Rossettina’, which was already given a commercial name, with rosette shape and reddish-purple hues for a premium mix. Among the green varieties, there is Raul, Green Batavia-type lettuce, designed for markets that prefer deep hues and bright leaves. In the arugula sector, the commercial success of Karina remains a reference for production continuity and morphological stability, while Kristina proposes a more modern, lobed, bright green leaf with high yields and good packaging response. But the greatest factor driving the selection of new baby leaf products is varieties’ ability to withstand pathogen attack, as this characteristic determines production continuity and harvest quality, especially for companies that must operate with minimal field intervention. Bacchi explained: ‘Resistance is no longer an option, because downy mildew and fusarium wilt can quickly compromise entire production cycles. Tolerant varieties ensure continuity and reduce the need for treatments, especially in organic farming’. Greenhouse trials showed lines capable of remaining healthy even in the presence of widespread infections, confirming the direction taken. The demonstration field also highlighted the importance of these seedlings’ seasonal adaptability, with fast-growing genetics in the cold months and slower varieties in the summer, in order to improve post-cutting stability thanks to higher dry matter. Many companies are also focusing on the second cut, which, despite a slight aesthetic change, often provides even more consistent leaves. As for arugula, again, Cora Seeds research is also working to unravel the issue of hybridization and study the phenomenon of self-incompatibility. Bacchi, illustrating the selections currently in the advanced testing phase, added: ‘Arugula tends to crossbreed, but also retains the ability to self-fertilize, complicating hybrid uniformity. We are working to achieve more controlled cross-breeding and superior genetic uniformity’.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato iscriviti alla newsletter gratuita.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome