Ortofrutta e ricerca scientifica: azioni e risultati

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Il legame tra ortofrutta e ricerca non è solo promozionale, ma si traduce in un vero e proprio modello di raccolta fondi finalizzata. Enti come Airc e Fondazione Umberto Veronesi utilizzano periodicamente prodotti ortofrutticoli come vettori di salute per finanziare bandi di ricerca scientifica d’eccellenza. E il mondo del retail risponde a gran voce sostenendo in maniera concreta salute e ricerca. Tra le più note c’è certamente la campagna Le arance della salute, attiva ogni anno a fine gennaio e a inizio febbraio con un meccanismo semplice e ormai collaudato: attraverso la distribuzione e la vendita di arance rosse (ricche di antociani e vitamina C) nelle piazze e nei supermercati italiani, esposti nella classica retina brandizzata, Airc raccoglie fondi destinati a scienziati che lavorano sulla prevenzione oncologica.

Dal 2016 ad oggi Airc con questa attività ha raccolto oltre 2,8 milioni di euro, destinati a progetti di ricerca indipendente e borse di studio per sviluppare trattamenti sempre più efficaci contro i tipi di cancro ancora poco curabili e studiare nuovi strumenti e strategie per la diagnosi precoce e per la prevenzione.

All’edizione 2026 hanno partecipato sessanta insegne distributive e oltre 11mila punti di vendita all’interno dei quali sono state vendute le arance della ricerca. Quest’anno sono state rese disponibili oltre 1,2 milioni di reticelle che hanno contribuito a raccogliere 600mila euro per la ricerca sul cancro. Per ogni reticella venduta, le insegne aderenti hanno donato 50 centesimi alla Fondazione, dando in questo modo continuità al lavoro di circa 5.000 ricercatori per avviare nuovi progetti per la prevenzione, la diagnosi e la cura del cancro.

“Le arance rosse sono il simbolo perfetto di questa iniziativa: uniscono la promozione di sane abitudini alimentari alla raccolta fondi per la ricerca sul cancro. Da oltre dieci anni questa campagna coinvolge milioni di persone in un obiettivo comune: rendere il cancro sempre più curabile” dichiara Chiara Occulti, chief marketing & fundraising officer di Fondazione Airc.

Per Despar Italia “sostenere la migliore ricerca oncologica italiana è una responsabilità”. A riguardo il direttore generale Filippo Fabbri dice: “Anche grazie a questa iniziativa i nostri supermercati diventano molto più di spazi di acquisto, ma luoghi di sensibilizzazione e promozione della salute e del benessere che si traduce in un contributo concreto al progresso scientifico”.

Per Aldi è stata una conferma che si ripete da ben otto edizioni. “I progetti di Airc -sottolineano dal gruppo- sono uno strumento ulteriore tramite il quale l’azienda desidera riportare l’attenzione sull’importanza della ricerca scientifica.”

Con lo stesso obiettivo e con modalità affini si alternano nel corso dell’anno, ovviamente sulla base della stagionalità, ulteriori campagne specifiche come I Broccoli per la ricerca (sviluppata da Fondazione Veronesi in collaborazione con Citrus l’Orto Italiano), I Limoni per la ricerca, I Piccoli frutti per la ricerca e Le Noci per la ricerca.

In 10 anni di collaborazione (fino al 2025), la vendita di limoni, broccoli e piccoli frutti ha permesso di donare oltre 2,6 milioni di euro, finanziando complessivamente 76 ricercatori d’eccellenza. La sola campagna dei limoni di marzo 2025 ha raccolto circa 172.000 euro (vendendo quasi 2 milioni di limoni), permettendo l’attivazione di nuove borse di studio per medici impegnati nella cura dei tumori maschili.

La presenza dei retailer in ognuna di queste iniziative è stata crescente negli anni oltre che numerosa. “La scelta condivisa di introdurre un prezzo fisso all’acquisto e alla vendita, uguale per tutti, ha reso possibile il coinvolgimento crescente della grande distribuzione e ha rafforzato la fiducia di chi sceglie queste retine -ha spiegato Marianna Palella, ceo e Founder di Citrus l’Orto Italiano-. Una fiducia che nasce dalla trasparenza dell’intero progetto, dalla filiera alla rendicontazione finale”.

Anche Autogrill si è inserito in questo ambito dando un suo contributo a cause di solidarietà e salute. Ne è un esempio emblematico il progetto La macedonia per la ricerca, dedicata al sostegno del lavoro di medici e ricercatori che si dedicano alla ricerca scientifica. Per la scorsa edizione, in tutti i punti di vendita di Autogrill in Italia è rimasta disponibile una macedonia che ha permesso di finanziare la ricerca scientifica nel campo della nutrigenomica (la scienza che studia come le molecole che introduciamo con la dieta influenzano i geni e la salute).

I fondi raccolti con le macedonie della ricerca hanno permesso nelle tre precedenti edizioni di finanziare parte dei progetti dedicati alla valutazione degli effetti benefici dei polifenoli oppure alla comprensione del ruolo della dieta nel migliorare la salute della popolazione e la prevenzione del cancro. “Iniziative come La macedonia per la ricerca -afferma Monica Ramaioli, direttrice di Fondazione Veronesi ets- nascono per sensibilizzare i consumatori a compiere scelte consapevoli per la propria salute e sostenere la ricerca scientifica”.

Al di là della necessità di finanziare la ricerca, azioni come quelle fin qui elencate sono funzionali da più punti di vista. In primis non è casuale che si leghino in modo continuativo a determinati prodotti, considerati essenziali per il benessere dell’organismo. Infatti, il bollino della Fondazione Veronesi o di Airc funge da “promemoria” salutistico, incentivando l’acquisto di vegetali rispetto a cibi processati, sfruttando in questo modo la psicologia comportamentale. Non ultimo, c’è un beneficio enorme per il comparto agricolo italiano.

Infatti, per collaborare con enti come Veronesi o Airc, i produttori (come Citrus o le OP siciliane) devono garantire standard qualitativi altissimi (residuo zero, varietà specifiche ad alto contenuto di nutrienti). Infine, queste campagne spesso salvano varietà locali e le valorizzano promuovendole ai consumatori (come nel caso del limone primofiore o dell’arancia tarocco) dando loro una dignità scientifica che le protegge dalla concorrenza a basso costo dell’import.

Fruit and vegetables and scientific research: actions and results

The link between fruit and vegetables and research is not merely promotional, but translates into a real targeted fundraising model. Such organizations as AIRC and Umberto Veronesi Foundation regularly use fruit and vegetables as health vectors to fund outstanding scientific research projects. And the retail sector responds by actively supporting health and research. Among the best-known initiatives, there is certainly ‘Oranges for Health’ campaign, launched annually at the end of January and beginning of February with a simple and proven mechanism: through the distribution and sale of blood oranges (rich in anthocyanins and vitamin C) in Italian squares and supermarkets, displayed in the classic branded plastic bag, AIRC raises funds for scientists working on cancer prevention.

Since 2016, through this initiative AIRC has raised over 2.8 million Euros, allocated to independent research projects and scholarships to develop increasingly effective treatments for cancers with still limited curability and to study new tools and strategies for early diagnosis and prevention.

Sixty retailers and over 11,000 stores participated in the 2026 edition, selling ‘oranges for research’. This year, over 1.2 million nets were made available, helping to raise 600,000 Euros for cancer research. For each net sold, participating retailers donated 50 cents to the Foundation, thus continuing the work of approximately 5,000 researchers to launch new projects for cancer prevention, diagnosis, and treatment.

Chiara Occulti, chief marketing & fundraising officer of the AIRC Foundation, said: ‘Blood oranges are the perfect symbol of this initiative: they combine the promotion of healthy eating habits with fundraising for cancer research. For over ten years, this campaign has engaged millions of people in a common goal: making cancer increasingly curable’.

For Despar Italia, ‘supporting the best Italian cancer research is a responsibility’. Regarding this, Filippo Fabbri, General Manager, said: ‘Thanks to this initiative, our supermarkets are becoming much more than just shopping spaces, but places for raising awareness and promoting health and well-being, which translates into a concrete contribution to scientific progress’.

For Aldi, the last edition was a confirmation that has been repeated for eight years. The group emphasized: ‘AIRC’s projects are another tool through which the company wishes to bring attention to the importance of scientific research’. With the same objective and similar methods, additional specific campaigns alternate throughout the year, obviously based on seasonality, such as Broccoli for Research (developed by Veronesi Foundation in collaboration with Citrus l’Orto Italiano), Lemons for Research, Small Fruits for Research, and Walnuts for Research.

In 10 years of collaboration (until 2025), the sale of lemons, broccoli, and small fruits has raised over 2.6 million Euros, funding a total of 76 excellent researchers. The lemon campaign in March 2025 alone raised approximately 172,000 Euros (selling nearly 2 million lemons), enabling the activation of new scholarships for doctors working to treat men’s cancers. The presence of retailers in each of these initiatives has grown over the years, as well as being numerous. Marianna Palella, CEO and Founder of Citrus l’Orto Italiano, explained: ‘The shared decision to introduce a fixed purchase and sale price, the same for everyone, has enabled the growing involvement of large-scale retailers and strengthened the trust of those who choose these nets. This trust stems from the transparency of the entire project, from the supply chain to the final reporting’. Autogrill, too, has become involved in this area, contributing to charitable and health causes. An emblematic example is Fruit Salad for Research project, dedicated to supporting the work of doctors and researchers engaged to scientific research. For the last edition, a fruit salad was available at all Autogrill stores in Italy. This initiative helped fund scientific research in the field of nutrigenomics (the science that studies how the molecules we ingest through our diet influence our genes and health).

In the three previous editions, the funds raised through fruit salads for research allowed financing part of the projects dedicated to evaluating the beneficial effects of polyphenols or understanding the role of diet in improving population health and cancer prevention. Monica Ramaioli, director of Veronesi Foundation, said: ‘Such initiatives as fruit salad for research are designed to raise awareness among consumers to make informed choices for their health and support scientific research’.

Beyond the need to fund research, such initiatives as those listed above are beneficial in multiple ways. First of all, it is no coincidence that they are consistently linked to certain products, considered essential for human body’s well-being. Indeed, Veronesi Foundation or AIRC label serves as a health ‘reminder’, encouraging the purchase of plant-based foods over processed foods, thus leveraging behavioral psychology. Last but not least, there are enormous benefits for the Italian agricultural sector. In fact, to collaborate with organizations like Veronesi or AIRC, producers (such as Citrus or Sicilian POs) must guarantee extremely high quality standards (zero residue, specific varieties with high nutrient content). Finally, these campaigns often preserve local varieties and promote them to consumers (as in the case of Primofiore lemons or tarocco orange), giving them a scientific dignity that protects them from low-cost competition from imports.

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