Frutto prettamente estivo, l’albicocca vede l’Italia tra i suoi principali produttori a livello europeo: la scorsa stagione, pur con un calo del 20% contestualizzato in un più ampio quadro generale di crisi, il raccolto è stato più che soddisfacente, caratterizzato da un elevato livello qualitativo che ha comportato un’impennata dei prezzi. Principali areali di produzione sono la Campania, specialmente nella zona che circonda il Parco Nazionale del Vesuvio, e l’Emilia-Romagna, con particolare attenzione alla pianura e all’Appennino romagnoli, più aree secondarie quali Basilicata, Piemonte, Puglia, Sicilia, Trentino-Alto Adige e Veneto. Il periodo di raccolta è limitatissimo: inizia a maggio nell’Italia meridionale o con le varietà precoci per concludersi al massimo nel mese di agosto con qualche varietà tardiva. Suddivise per colorazione – gialla, rossa, striata, bicolore – le albicocche includono alcune tra le varietà più pregiate della frutta estiva come la Reale di Imola, la “pellecchiella” vesuviana, la Valleggina, la Portici, la Diavole, la Rubista, la Tsunami, la Pricia e la precoce Pindos.
Apofruit: il brand Solarelli e il valore della programmazione
Tra gli operatori più rilevanti del comparto albicocchicolo italiano figura Apofruit, che anche attraverso il marchio Solarelli propone un’offerta ampia e strutturata sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale. Il gruppo conta infatti circa 750 ettari di albicocco, tra coltivazioni convenzionali e biologiche, distribuiti lungo diversi areali produttivi della penisola, con un potenziale produttivo complessivo tra le 8mila e le 9mila tonnellate, anche se nelle ultime campagne, a causa degli eventi climatici avversi, i volumi si sono attestati più frequentemente sulle 5-6mila tonnellate.”Uno dei punti di forza della nostra offerta – sottolinea Marcello Guidi, responsabile mercato estero – è rappresentato dal calendario di commercializzazione particolarmente esteso, che va da maggio fino a settembre. Questo risultato è reso possibile sia da un ampio assortimento varietale, sia dalla presenza produttiva in più regioni: dalla Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, fino all’Emilia-Romagna. La combinazione tra areali e varietà consente quindi di garantire continuità di fornitura per tutta la stagione. Sul piano commerciale, l’albicocca rappresenta una referenza con una forte vocazione all’export: mediamente circa il 60% dei volumi è destinato ai mercati esteri, mentre il restante 40% rimane sul mercato italiano. Dal punto di vista varietale, il comparto albicocchicolo italiano si trova oggi in una fase di maturità: gli impianti presenti hanno mediamente una decina d’anni e, dopo la forte espansione registrata circa 7-8 anni fa con l’introduzione delle varietà francesi della serie Cot, lo sviluppo degli ettari è oggi più stabile. Il rinnovamento varietale riguarda soprattutto la sostituzione di impianti più datati. Le preferenze si stanno progressivamente orientando verso varietà con migliori caratteristiche gustative, spesso caratterizzate da colore rosso e livelli di Brix più elevati rispetto alle varietà tradizionali”.
Gli investimenti sull’innovazione varietale di Granfrutta Zani
Ed è da queste principali regioni produttrici che arriva anche la maggiore incidenza di innovazione varietale, un processo iniziato una decina di anni fa per garantire al pubblico un prodotto di gusto più accattivante e, nei limiti del possibile, avere un calendario produttivo maggiormente esteso. “La nostra gamma di albicocche – spiega Antonio Zani, responsabile commerciale di Granfrutta Zani – si compone di un 20% proveniente dalla Basilicata disponibile a partire dalla seconda settimana di maggio, mentre il rimanente viene coltivato in Emilia-Romagna e affianca il prodotto lucano fino a metà luglio per poi concludere da solo la stagione sino alla fine di agosto. Da circa dieci anni abbiamo portato avanti un programma di rinnovamento delle varietà, incluse alcune precoci e tardive che oggi, a causa di alcuni problemi di produttività e di costi elevati, sta un po’ segnando il passo. Ciononostante abbiamo potuto sviluppare varietà che siano al tempo stesso buone e dotate di buona resa, virtù che raramente combaciano, puntando più su quelle bicolori che sulle rosse, difficili da cogliere nel momento giusto: in totale possiamo vantare circa trenta varietà diverse, ma solo 6-7 hanno un ruolo preponderante”. Una produzione che per il 50% è destinata ai mercati italiani e che per il restante 50 prende la via dell’estero, soprattutto paesi dell’Europa centro-settentrionale come Svizzera, Austria, Norvegia, Germania e Gran Bretagna.
La partnership fra Apofruit e Albisole
In questa direzione si inserisce anche lo sviluppo del segmento delle albicocche rosse, realizzato in collaborazione con Albisole: si tratta di frutti con colorazione rossa superiore al 90% e un contenuto zuccherino generalmente 2-3 gradi Brix più alto rispetto alle varietà gialle. Attraverso una selezione di 4-5 varietà, questo segmento consente di coprire il periodo dalla fine di giugno fino alla seconda metà di agosto. Sul fronte dell’innovazione varietale, l’attenzione è concentrata soprattutto sul segmento precoce, tra maggio e inizio giugno, dove alcune varietà attualmente diffuse presentano ancora margini di miglioramento dal punto di vista organolettico. Per questo sono in fase di valutazione nuove selezioni che possano garantire una migliore qualità gustativa. Anche il segmento tardivo, tra agosto e inizio settembre, continua a essere presidiato con varietà come Faralia e Farbaly, che permettono di estendere la disponibilità fino alla fine dell’estate.
Alegra sceglie solo le zone più vocate
Un altro elemento chiave per garantirsi un calendario produttivo il più lungo possibile e al tempo stesso ambire a una buona qualità è lavorare sulle aree maggiormente vocate sparse nelle diverse regioni d’Italia, diversificando contemporaneamente l’assortimento varietale. Nel paniere estivo del Gruppo Alegra, le albicocche rappresentano una referenza di rilievo per ampiezza di gamma e del calendario commerciale, oltre che espressione di una lunga tradizione fortemente radicata nella base sociale. La produzione si sviluppa infatti nelle aree italiane più vocate, dall’areale ravennate e faentino, storica terra di albicocche, fino alla piana di Sibari in Calabria, all’interno di una filiera corta e controllata che costituisce uno dei tratti distintivi del Gruppo. La stagione si estende da metà maggio a fine agosto, con un’offerta che può contare su ben 19 varietà differenti, a garantire una finestra di commercializzazione ampia e continua: si parte già da maggio con le varietà più precoci come Mikado, Wondercot e Lunafull e si prosegue in giugno con un paniere ampio e diversificato che conta su Pinkot, Flopria, Lido, Orange Rubis, Gemma, Kyoto, Bergeval, Lady Cot. A luglio sono attese le varietà Nelson, Swired, Carmingo (Faralla, Farbella e Farbaly) e Milord prima di concludere in agosto con le ultime Carmingo Farlis. Su una superficie complessiva di circa 700 ettari, la struttura produttiva evidenzia una netta focalizzazione sulla seconda parte della campagna: le varietà tardive coprono infatti la quota più ampia (il 36% del catasto dei soci), davanti a quelle medie (che rappresentano il 25% dell’estensione produttiva).
Italian apricot at a turning point between tradition and innovation
New red and bicolor varieties have been developed in the last decade, but the crisis is making itself felt
Italy is one of the main producers of apricots, a typically summer fruit, in Europe: last season, despite a decrease by -20% in production due to a broader crisis, the harvest was more than satisfactory, characterized by high quality, which led to a surge in prices. The main production areas are Campania, especially in the area surrounding the Vesuvius National Park, and Emilia-Romagna, with particular attention to the plains and the Romagna Apennines, plus secondary areas such as Basilicata, Piedmont, Puglia, Sicily, Trentino-Alto Adige, and Veneto. The harvest period is extremely limited: it begins in May in Southern Italy, with early varieties, and ends no later than August, with some late varieties. Divided by color – yellow, red, striped, and bicolor – apricots include some of the most prized summer fruit varieties, such as Reale from Imola, Vesuvian ‘Pellecchiella’, Valleggina, Portici, Diavole, Rubista, Tsunami, Pricia, and the early Pindos. Granfrutta Zani’s Investments in varietal innovation And it is from these main producing regions that the greatest incidence of varietal innovation also comes. This process begun a decade ago to guarantee the public a more appealing product in terms of taste and, where possible, to have a more extended production calendar. Antonio Zani, sales manager for Granfrutta Zani, explained: ‘Our apricot range is made up of 20% from Basilicata, available starting in the second week of May, while the remaining part is grown in Emilia-Romagna and complements the Lucanian product until mid-July, before finishing the season alone at the end of August. For about ten years, we have been pursuing a variety renewal program, including some early and late varieties, which today, due to productivity issues and high costs, are somewhat stagnant. Nevertheless, we have been able to develop varieties that are both good and have good yields – qualities that rarely go hand in hand – by focusing more on bicolor varieties than red ones, which are difficult to pick at the right time. In total, we boast about thirty different varieties, but only six or seven play a predominant role’. Fifty percent of production is destined for the Italian market, with the remaining 50% exported, primarily to such Central and Northern European Countries as Switzerland, Austria, Norway, Germany, and the United Kingdom. Apofruit: Solarelli brand and the value of planning Apofruit is one of the most important players in the Italian apricot sector. Through Solarelli brand, it offers a broad and structured offering for both domestic and international markets. In fact, this group owns approximately 750 hectares of apricot trees, including conventional and organic cultivations, distributed across various production areas of Italy, with a total production potential of between 8,000 and 9,000 tons, although in recent seasons, due to adverse weather events, volumes were most frequently around 5-6 thousand tons. Marcello Guidi, foreign market manager, pointed out: ‘One of the strengths of our offering is the particularly extensive marketing calendar, which runs from May to September. This result is made possible both by a wide range of varieties and by the production presence in various regions: from Sicily, Calabria, Basilicata, and Puglia, to Emilia-Romagna. The combination of areas and varieties therefore ensures continuity of supply throughout the season. From a commercial perspective, apricots are a product with a strong export vocation: on average, approximately 60% of volumes are destined for foreign markets, while the remaining 40% remains on the Italian market. From a varietal perspective, the apricot sector is currently at a stage of maturity: existing orchards are on average about ten years old, and after the strong expansion seen about 7-8 years ago with the introduction of the French varieties of the Cot series, the growth of hectares is now more stable. Varietal renewal primarily involves the replacement of older orchards. Preferences are gradually shifting toward varieties with better flavor characteristics, often characterized by red color and higher Brix levels compared to traditional varieties’. The partnership between Apofruit and Albisole The development of the red apricot segment, carried out in collaboration with Albisole, also fits into this direction: these fruits are characterized by red color exceeding 90% and sugar content generally 2-3 degrees Brix higher than yellow varieties. With a selection of 4-5 varieties, this segment covers the period from the end of June to the second half of August. In terms of varietal innovation, attention is focused primarily on the early segment, between May and early June, where some currently popular varieties still have room for improvement in terms of organoleptic properties. For this reason, new selections that can guarantee better flavor quality are under evaluation. The late segment, between August and early September, also continues to be covered with such varieties as Faralia and Farbaly, which allow extending availability until the end of summer. Alegra selects only the most suitable areas Another key element to ensuring the longest possible production calendar while simultaneously striving for good quality is to work in the most suitable areas scattered throughout Italy, simultaneously diversifying the varietal assortment. Apricots are a key component of Alegra Group’s summer product portfolio, thanks to their wide range and extensive sales calendar. They are also an expression of a long tradition deeply rooted in the social base of the company. Production takes place in Italy’s most suitable areas, from the Ravenna and Faenza areas, historic apricot growing regions, to the Sibari plain in Calabria, within a short and controlled supply chain that is one of the Group’s hallmarks. The season extends from mid-May to the end of August, with a selection of 19 different varieties, ensuring a broad and continuous marketing window: starting in May with such earliest varieties as Mikado, Wondercot, and Lunafull, and continuing in June with a broad and diverse selection that includes Pinkot, Flopria, Lido, Orange Rubis, Gemma, Kyoto, Bergeval, and Lady Cot. Nelson, Swired, Carmingo (Faralla, Farbella, and Farbaly), and Milord varieties are expected in July, before concluding in August with the final Carmingo Farlis. With a total area of approximately 700 hectares, the production structure clearly focuses on the second half of the season: late varieties account for the largest share (36% of members’ land register), ahead of medium varieties (which represent 25% of the production area). Promising prospects for 2026, but with the unknown of frosts So, what will the quality (and quantity) of apricots be like in summer 2026? According to Antonio Zani, ‘as has happened in recent years, temperatures rose between late February and early March, resulting in early blooms. If things continue at this rate, conditions would be promising for a plentiful and high-quality season, hoping that, as has happened in past years, a late frost does not ruin everything’.







