Il 2025 segna una fase di recupero per i consumi di ortofrutta in Italia. Secondo il Report Consumi di Cso Italy, gli acquisti al dettaglio hanno raggiunto 5,45 milioni di tonnellate, con un incremento del 5% rispetto al 2024, mentre il valore complessivo si attesta a 13,77 miliardi di euro (+7%). Il prezzo medio cresce in modo più contenuto, con un +2%, segnale di un mercato che sta ritrovando un equilibrio tra quantità e valore.
Prezzi in aumento per la frutta, in calo per gli ortaggi
L’analisi delle due grandi categorie dell’ortofrutta mostra andamenti differenziati.
La frutta registra una crescita moderata delle quantità, che raggiungono 2,81 milioni di tonnellate (+3%), ma evidenzia una progressione più marcata sul fronte del valore: 7,13 miliardi di euro (+10%). A sostenere la spesa è soprattutto l’aumento dei prezzi medi, saliti del 7%.
Gli ortaggi, al contrario, trainano la crescita delle quantità acquistate. I volumi raggiungono 2,62 milioni di tonnellate con un incremento del 7%, mentre il valore si attesta a 6,53 miliardi (+4%). In questo comparto i prezzi medi risultano invece leggermente in calo (-3%).
Gli over 65 responsabile del 40% degli acquisti complessivi
Anche gli indicatori di consumo mostrano segnali di rafforzamento.
Nel 2025 ogni famiglia italiana ha acquistato mediamente 207 kg di ortofrutta, con un aumento del 2,9% rispetto all’anno precedente. La spesa media si attesta a 519 euro annui, in crescita del 4,9%.
A livello individuale il consumo medio arriva a 92 kg pro capite, con un incremento del 5%. Il dato resta inferiore ai livelli del 2021, ma conferma una fase di recupero dopo il periodo di contrazione.
Dal punto di vista socio-demografico, il mercato è sempre più sostenuto dai nuclei familiari di piccole dimensioni: le famiglie con uno o due componenti generano circa i due terzi della spesa totale. Gli over 65 rappresentano il segmento più rilevante, responsabile del 40% degli acquisti complessivi.
Confezionato sempre più diffuso
Un altro fenomeno strutturale riguarda il progressivo sviluppo del peso fisso.
Il confezionato rappresenta ormai il 39% dei volumi totali, in aumento rispetto al 31% del 2021, e arriva a coprire il 47% del valore complessivo. Il differenziale di prezzo rimane significativo: circa 3,12 €/kg per il confezionato contro 2,23 €/kg per lo sfuso. Il dato conferma come il packaging sia sempre più associato a servizi aggiuntivi, standard qualitativi e strumenti di comunicazione verso il consumatore.
Gdo protagonista della crescita
Il ruolo della distribuzione moderna continua a rafforzarsi. Nel 2025 la gdo intercetta l’81% dei volumi, pari a 4,43 milioni di tonnellate, con un guadagno di 18 punti percentuali nell’ultimo decennio.
All’interno di questo canale sono soprattutto supermercati (48%) e discount (21%) a concentrare l’espansione delle vendite, mentre il dettaglio tradizionale scende al 15% dei volumi complessivi.
Il bio torna a correre
Tra i segmenti più dinamici emerge il biologico, che torna a crescere a ritmi superiori rispetto al convenzionale. Nel 2025 le vendite bio registrano +13% in volume e +14% in valore, superando 593 mila tonnellate e 1,45 miliardi di euro. L’incidenza sul totale del mercato sale così all’11% dei volumi e al 10,5% della spesa.
Un elemento significativo è la progressiva riduzione del differenziale di prezzo rispetto ai prodotti convenzionali, segnale di una maggiore integrazione del biologico nell’offerta standard della distribuzione moderna.







