Negli scorsi giorni il ciclone Harry ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna provocando enormi danni. In tutte e tre le regioni si segnalano danni significativi alle aziende agricole, con il rischio molto concreto di compromettere un intero anno di lavoro.
Monica Cairoli, consigliera Conaf ha detto: “In Sicilia, i problemi maggiori si riscontrano per gli agrumeti, tra cui quelli della Piana di Catania, che sono stati colpiti in piena stagione di raccolta, nonché per gli altri frutteti e per gli oliveti allagati. Nel ragusano, le serre hanno subito danni alle coperture che azzereranno la produzione.”
Sulla questione interviene anche Cia (Agricoltori italiani). “Capannoni e strutture aziendali sono stati divelti, campagne allagate e colture gravemente danneggiate: le perdite ammontano a svariati milioni di euro” afferma Giosuè Catania, presidente di Cia Sicilia orientale che chiede alla Regione l’immediata attivazione di misure di emergenza per sostenere gli agricoltori della piana di Catania, duramente colpiti.
L’allarme dei produttori, il caso di Op Rosaria
Aurelio Pannitteri, presidente di OP Rosaria e titolare, insieme al fratello Salvatore, della Pannitteri & Srl, realtà del panorama agrumicolo siciliano, evidenzia alcuni dati. “Secondo le prime stime -dice- le perdite di produzione potrebbero raggiungere circa il 25% del raccolto. Con una situazione ulteriormente aggravata dagli eventi dell’ultimo weekend, che hanno causato la caduta a terra di grandi quantitativi di frutta ormai prossima alla raccolta. Gli allagamenti prolungati negli agrumeti rischiano inoltre di compromettere la qualità due frutti e la tenuta delle piante. La situazione è grave e sotto gli occhi di chiunque venga a vedere cosa è realmente accaduto eppure si parla poco di Catania. Si parla di mare, turismo e ristoranti, ma anche l’agricoltura è in ginocchio.” E aggiunge: “Alcuni associati riescono a reggere grazie a coperture assicurative adeguate, ma chi non ha la forza economica per sostenere questi costi oggi è in enorme difficoltà. A questo si aggiunge una situazione di mercato definita insostenibile. Un mercuriale fermo a 30 centesimi al chilo è scandaloso, non si vedevano cifre simili da quarant’anni. È evidente che, alla luce dei danni, la campagna agrumicola sarà inevitabilmente più corta“.
Pannitteri fa richieste esplicite: “È necessario che il ministro Francesco Lollobrigida, l’assessore Sammartino e tutti gli organi competenti intervengano con misure concrete di sostegno agli agricoltori. Non possiamo affrontare questa emergenza da soli. Chiediamo di sospendere attività promozionali che abbassano i prezzi per il produttore anche del 20%. Questo non è il momento di comprimere ulteriormente il valore del prodotto, ma di sostenere l’intera filiera.”
Le azioni intraprese tra banche e retailer
A sostegno di chi ha subito danni stanno intervenendo enti, istituzioni e anche retailer. Banca agricola popolare di Sicilia ha attivato un insieme di misure straordinarie a favore di famiglie e imprese colpite dall’evento meteorologico eccezionale. La Banca ha stanziato un plafond dedicato di 100 milioni di euro, con l’obiettivo di supportare concretamente le opere di ricostruzione e favorire la ripresa delle attività economiche e sociali nei territori maggiormente danneggiati.
Anche Coop Gruppo Radenza ha attivato un’iniziativa di responsabilità sociale che si svolgerà fino al 28 febbraio 2026. Infatti, il 5% del valore dei prodotti a marchio Coop, acquistati nei punti di vendita siciliani da coloro che hanno sottoscritto la Coop Card, sarà destinato ad iniziative e progetti di supporto, ripristino e ricostruzione nelle aree colpite dal ciclone Harry promossi da istituzioni ed organizzazioni individuati dall’Associazione Siciliana Consumatori Consapevoli, l’organizzazione alla quale aderiscono le oltre 250.000 persone che hanno sottoscritto la Coop Card.
A riguardo Danilo Radenza, amministratore delegato del gruppo Radenza master Coop alleanza 3.0 in Sicilia, scrive quanto segue: “Di fronte a questa emergenza, Coop Gruppo Radenza sceglie di non limitarsi alla solidarietà formale, ma di trasformare l’attenzione in azione concreta, assumendosi fino in fondo quella responsabilità sociale che da sempre è parte integrante dello spirito e dei valori Coop.”












