Maltempo record, ortofrutta in ginocchio in mezza Europa

In Spagna 40mila ettari colpiti, 35 milioni di euro di danni, dimezzato l’export di fragole

Foto generata da Gemini

Negli ultimi giorni un’intensa ondata di maltempo atlantico ha colpito Francia, Penisola Iberica (Spagna e Portogallo) e arco alpino, con venti tempestosi, piogge diffuse, alluvioni e mareggiate che hanno provocando danni significativi alle colture ortofrutticole. Campi e serre sott’acqua, raccolti compromessi e ritardi nelle operazioni agricole alimentano la preoccupazione degli operatori del settore. Colpita anche l’Italia, soprattutto il Sud dove si fa la conta dei danni.

La situazione in Italia: aranceti e carciofi le colture più compromesse

foto dei danni in Calabria per il maltempo
Danni in Calabria per il maltempo

In Sardegna, riporta Coldiretti, si segnalano gravi problemi agli aranceti nel Sud dell’Isola. I nubifragi hanno causato la caduta dei frutti, arrivando a compromettere in alcuni casi fino all’80% della produzione. Ma il fenomeno rischia di allargarsi dagli agrumi anche alle altre varietà. Pesante anche la situazione dell’Oristanese dove Coldiretti segnala campi allagati con le coltivazioni di carciofi finite sott’acqua. Il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha prorogato al 2 marzo la presentazione delle domande di aiuto per le aziende siciliane del settore ortofrutticolo colpite.

Cia Calabria lancia un grido d’allarme per la regione e denuncia che a rendere devastanti i passaggi di Harry, Ulrike e Nils è stata una rete di “alleati” silenziosi, ma onnipresenti: la scarsa cura dei crinali, l’assenza di manutenzione ordinaria e una pulizia degli alvei fluviali che resta, troppo spesso, solo sulla carta. “Il territorio non si governa con l’emergenza, ma con interventi continui di manutenzione -dichiara il presidente di Cia Calabria, Nicodemo Podella-. Assistere ogni anno allo stesso copione di fiumi che esondano e versanti che cedono è inaccettabile”. Cia Calabria torna, pertanto a chiedere con forza un Piano straordinario di manutenzione del territorio che passi anche attraverso il coinvolgimento diretto delle aziende agricole.

Coldiretti ricorda che negli ultimi quattro anni gli effetti dei cambiamenti climatici hanno causato danni all’agricoltura per oltre 20 miliardi di euro, con quasi 2.800 eventi estremi registrati lo scorso anno tra nubifragi, tempeste e ondate di calore. Di qui il rilancio per la realizzazione  in Italia di un grande piano invasi con sistemi di pompaggio, per raddoppiare la raccolta di acqua piovana, ridurre il rischio di esondazioni e produrre energia pulita. Una priorità strategica, fa notare l’associazione, se si considera che il 41% del valore aggiunto agricolo nazionale deriva da produzioni irrigue.

In Spagna distrutto fino all’80% del raccolto di olive

Piogge, inondazioni e tempeste verificatesi soprattutto in Andalusia hanno interessato 40mila ettari di colture in campo e in serra, con una prima stima di 35 milioni di euro di danni. Colpite soprattutto brassicacee, cavoli, diverse orticole, agrumi, avocado e fino all’80% del raccolto di olive della regione sarebbe stato distrutto. L’associazione di produttori di fragole Freshuelva stima un calo dell’export del 50% su base annua dei frutti di bosco e ha chiesto al Governo centrale e alle autorità locali di attivare urgentemente gli aiuti.

A gennaio le precipitazioni sono state il doppio della media nella maggior parte delle regioni spagnole. La situazione meteorologica anomala che si sta verificando dall’inizio dell’anno sulla penisola iberica è giudicata da Andrea Corigliano, fisico dell’atmosfera, “fuori da ogni logica, dopo un bimestre novembre-dicembre risultato già molto piovoso”. “Facendo riferimento alla località di Grazalema -ha spiegato sulla sua pagina Facebook- tra novembre e dicembre, in questa località, sono caduti complessivamente 739,8 millimetri di pioggia, pari al 52,4% in più rispetto alla media attesa per l’ultimo bimestre dell’anno. A gennaio le precipitazioni hanno segnato un surplus del 370%, eccesso che è stato già battuto da febbraio, +570% nei primi dodici giorni”.

Colpiti anche Marocco e Portogallo, il Regno Unito teme il contraccolpo

Situazione grave anche in Portogallo e in Marocco. Nel Paese nordafricano è stato colpito il 30% delle aziende produttrici di fragole; preoccupazione anche per carciofi, meloni, peperoni, pomodori e piselli, ma le inondazioni potrebbero aver danneggiato anche molti alberi da frutto. Apprensione nel Regno Unito, storico importatore dei prodotti spagnoli e marocchini.

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