Le strategie di Basf Nunhems nella raccolta meccanizzata del peperone #freshtalks

La sostenibilità economica della filiera orticola passa oggi, inevitabilmente, dalla capacità di rispondere a una sfida strutturale: la carenza di manodopera. Nel segmento del pomodoro da industria la transizione verso la meccanizzazione è avvenuta decenni fa, ma per il peperone la raccolta manuale è rimasta a lungo un collo di bottiglia insuperabile. È in questo scenario che si inserisce il progetto di Basf Nunhems, che sta adattando la genetica alle esigenze della raccolta meccanica.

Di fronte alla cronica carenza di manodopera nei campi, Basf Nunhems risponde con una rivoluzione genetica: nuove varietà di peperone ideate specificamente per la raccolta meccanizzata. Il focus è sul tratto “jointless” (senza peduncolo), sulla maturazione concentrata e su un’architettura della pianta che facilita l’ingresso delle macchine. Un’innovazione che promette di abbattere i costi di raccolta, ridurre gli scarti in stabilimento e garantire un prodotto più sano e sostenibile per l’industria di trasformazione.

Dalla carenza di braccia all’innovazione genetica

Il punto di partenza è la necessità di rendere la coltura gestibile su larga scala nonostante la mancanza di personale. “Il progetto nasce dall’esigenza di meccanizzare la raccolta del peperone per sopperire alla mancanza di manodopera e per ridurre i costi di gestione della coltura”, spiega Fabio Morra, sales specialist pepper and squash di Basf Nunhems Italia. L’obiettivo è trasformare il peperone in una coltura estensiva, avvicinandone il modello a quello del pomodoro. “Stiamo lavorando per ottenere varietà che si adattino alla raccolta meccanica integrale, la cosiddetta ‘once-over harvest’, dove la macchina passa una sola volta e raccoglie tutto”.

La vera rivoluzione risiede nel tratto genetico “stemless” o “jointless”. “La caratteristica principale su cui ci siamo concentrati è il distacco del frutto senza peduncolo -sottolinea Morra-. Questo porta enormi vantaggi: il prodotto arriva in industria già pulito, evitando la fase di detorsolatura che oggi viene fatta a mano o con macchine costose, con un risparmio notevole di tempo e denaro. Inoltre, l’assenza del picciolo riduce i danni post-raccolta: “Spesso il peduncolo nei cassoni funge da ‘punzone’ che buca i peperoni vicini, innescando marciumi. Con la nostra genetica jointless eliminiamo questo problema alla radice”.

Architettura della pianta e concentrazione di maturazione

Per rendere efficiente la raccolta meccanica, la pianta deve “collaborare” con la macchina. “Abbiamo selezionato piante con un portamento eretto e compatto, che non si allettano, permettendo alla barra falciante di lavorare senza intoppi”, aggiunge lo specialista. “Ma soprattutto, abbiamo lavorato sulla concentrazione di maturazione: i frutti devono essere pronti tutti nello stesso momento per massimizzare la resa dell’unico passaggio della macchina“. C’è poi un aspetto qualitativo cruciale. Il peduncolo, essendo poroso, è spesso veicolo di terra e patogeni.

“Portare in stabilimento un peperone senza peduncolo significa portare un prodotto più sano, con una carica batterica inferiore”, conclude Morra. “È un vantaggio igienico importante per chi fa trasformazione, che si traduce in una maggiore salubrità del prodotto finito”. Sebbene il focus primario sia l’industria (conserve, surgelati, salse), questa innovazione guarda con interesse anche al mercato del “fresh cut”. La ricerca di Basf Nunhems dimostra come la genetica possa essere uno strumento concreto di “problem solving”, ridisegnando il futuro della coltura in chiave 4.0.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato iscriviti alla newsletter gratuita.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome