La Pera dell’Emilia Romagna Igp raddoppia le vendite

Superfici quintuplicate in meno di un decennio, produzione in crescita e vendite in aumento, oggi raddoppiate rispetto alla campagna 2024/2025. La filiera della pera dell’Emilia Romagna Igp coglie i primi frutti dello sforzo per la conservazione, il miglioramento e il rilancio di questo frutto tanto importante per la regione Emilia Romagna, da cui arriva il 61% della produzione italiana.

Uno sguardo positivo al futuro dopo anni nella tempesta per la Pera dell’Emilia Romagna Igp

Le otto varietà di Pera dell’Emilia Romagna Igp

Decana: pronta per la raccolta a fine agosto si consuma da metà ottobre a fine aprile.
Carmen: raccolta in luglio, è disponibile al consumo fino alla metà di ottobre.
Kaiser: raccolta tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, è disponibile al consumo sino a fine aprile.
Abate Fétel: Disponibile al consumo già dalla raccolta, che va indicativamente da fine settembre ad aprile.
Conference: raccolta a fine agosto, raggiunge la maturazione perfetta in autunno e si vende fino a maggio.
Santa Maria: Disponibile da fine luglio a gennaio.
Williams: disponibile da metà agosto fino a febbraio.
Max Red Bartlett: in commercio da metà agosto fino a metà febbraio.

 

La filiera della Igp guarda con ottimismo al futuro dopo aver dovuto far fronte a cinque lunghi anni di “tempesta perfetta”, con un mix di problemi micidiali condivisi con l’intero comparto italiano. A partire dal cambiamento climatico, che ha generato anche eventi estremi, come gelate tardive, siccità e alluvioni, per continuare con l’arrivo di insetti alieni, a cui si aggiungono l’impiego di tecniche produttive inadeguate e una ridotta disponibilità di mezzi di difesa efficaci. E il colpo di grazia lo ha dato l’aumento dei costi di produzione.

Il risultato è stato l’espianto di molti frutteti: tra 2018 e 2025 la superficie coltivata a pere è scesa da 30.000 a 19.600 ettari. Con la conseguente, pesante, riduzione della produzione nazionale, che si è dimezzata passando dalle 728.000 tonnellate del 2015-2018 alle 365.000 del 2019-2025 (fonte Unapera/Cso Italy). La mancanza di prodotto italiano non ha solo causato ingenti perdite economiche al settore ma ha creato uno spazio di mercato per le pere estere, il cui import ha superato le 120.000 tonnellate, ossia il 40% in più rispetto alla media. Questa situazione, unita alla mancanza di reciprocità commerciale, ha portato a una perdita di competitività del prodotto italiano anche sui mercati esteri dove la domanda di questo frutto resta importante.

Il ruolo di Unapera nel rilancio dell’Igp

In questo drammatico scenario la filiera emiliano-romagnola ha compattato le forze creando Unapera, l’associazione di organizzazioni di produttori (Aop) che rappresenta una larga fetta del settore e che dal 2021 concentra l’offerta e la promuove sul mercato in modo coordinato, oltre a occuparsi di diversi progetti di ricerca orientati a trovare delle soluzioni alle criticità del settore, come la messa a dimora di impianti resilienti e il progetto di rilancio di Abate Fétel e William grazie al ricorso alle Tea.

Per far ripartire il settore e valorizzare il prodotto regionale Unapera ha puntato sulla Igp, sostenendone la crescita. Tra 2016 e 2025 gli ettari certificati Igp sono passati da 700 a circa 3.600. Oggi il 34% della superficie regionale è destinata alla produzione della pera Igp ma l’incidenza sul totale resta basso: poco meno di 5mila tonnellate a fronte di un potenziale produttivo di 90mila tonnellate. Ossia quanto basterebbe per copre il 93% dei consumi nazionali, oggi quantificati in 96.814 tonnellate.

Una campagna multimediale e multicanale per raggiungere nuovi consumatori

In Italia la pera è il frutto preferito dal 13% della popolazione, ma ha un consumo sbilanciato sulla fascia di pubblico più matura. Sono soprattutto gli over 55 ad acquistarla e a consumarla con maggior frequenza, con valori stabili. In calo, invece, è il consumo presso gli under 55 a fronte di un’immagine di prodotto autorevole e nobile ma anche tradizionale, poco dinamico e poco distintivo.

Per intervenire su questo vissuto la Pera dell’Emilia Romagna Igp ha avviato una campagna di comunicazione multimediale e multicanale rivolta soprattutto a un pubblico di giovani adulti e incentrata sul pay-off “Coltivata dove il gusto ha le sue radici”. L’obiettivo è aumentare l’awareness e risvegliare l’attenzione su questo frutto buono, benefico e straordinariamente versatile in cucina con un focus sulle tante occasioni di consumo della pera, dalla colazione allo snack alla merenda.

I consumatori non sono raggiunti solo tramite televisione, radio, web e social ma anche in bar e ristoranti, grazie al coinvolgimento di sei tra chef, mixologist e pastry chef nel progetto “Il perfetto frutto gourmet”. Questi ambasciatori del gusto hanno creato 12 ricette capaci di esaltare le sfumature delle otto varietà di Pera dell’Emilia Romagna Igp, diventando così partner strategici in questo nuovo percorso di valorizzazione di questo frutto anche nel fuoricasa.

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