Con la Pac rafforzata si attende il via libera al Mercosur

Dopo 26 anni di negoziati, si aprirebbe la più grande area di libero scambio al mondo per numero di consumatori. I dieci miliardi in più riservati all'Italia dalla nuova proposta di revisione della Politica agricola comune il lasciapassare all'accordo?

Il segretario generale Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, durante la mobilitazione a Bruxelles, con migliaia di agricoltori contro Pac e Mercosur
Il segretario generale Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, durante la mobilitazione a Bruxelles, con migliaia di agricoltori

Dopo il rinvio, c’è fiducia in un esito positivo dell’accordo commerciale tra Ue e il Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, con la Bolivia in fase di integrazione). A seguito dei vari passaggi tecnici, la firma potrebbe arrivare la prossima settimana (probabilmente lunedì 12 gennaio).

All’origine dello slittamento ci sono state soprattutto le preoccupazioni di Italia e Francia, che si sono fatte interpreti dei timori degli agricoltori in tema di agrofarmaci e sicurezza alimentare, ovvero il rispetto degli standard europei. Il fronte favorevole all’intesa è invece guidato dalla Germania, con il sostegno di Spagna e Paesi nordici.

Reciprocità e tutele

La richiesta di reciprocità, in relazione al Mercosur, è stata la parola chiave più invocata dalle associazioni di categoria dopo la protesta di 10mila agricoltori a Bruxelles. Oltre ai problemi ambientali come la deforestazione e le violazioni dei diritti dei lavoratori, Coldiretti ha ricordato che “nei campi sudamericani si usano ancora ampiamente sostanze bandite da anni in Ue, da fungicidi a insetticidi fino a erbicidi: in Brasile il 30% dei prodotti chimici è vietato nel Vecchio Continente”.

Nelle rimostranze si è mescolata però anche la delusione per il taglio dei fondi della Pac. “La riduzione di 90 miliardi di euro delle risorse pesa sul nostro Paese per 9 miliardi di euro” ha ammonito il segretario generale Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, mentre Cristiano Fini, presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, ha contestato la “dissoluzione della Pac in un Fondo unico”. Sulla stessa linea il presidente di Fedagripesca Confcooperative, Raffaele Drei, che ha lamentato una contrazione di oltre il 20% nel bilancio pluriennale.

Timori che sono stati successivamente fugati con l’accoglimento da Bruxelles delle richieste italiane. Tanto che il ministro Lollobrigida ha rimarcato che “non solo è stato cancellato il taglio del 22% alle risorse dedicate all’agricoltura nel periodo 2028-34, ma viene addirittura aumentata di 1 miliardo la dotazione finanziaria rispetto al 2021-27″. In sostanza da una dotazione prevista di 31 miliardi per l’Italia si passa a oltre 40 miliardi.

Quali vantaggi per l’ortofrutta?

L’intesa permetterebbe la nascita della più grande area di libero scambio al mondo per numero di consumatori, capace di coinvolgere oltre 700 milioni di persone. Chi lo sostiene ricorda i dati positivi, per esempio, del Ceta (con il Canada). Tuttavia, molto dipenderà dai dettagli applicativi dell’intesa.

L’accordo politico di principio sulla creazione dell’area di libero scambio tra Unione europea e Mercosur è stato raggiunto nel giugno 2019, ma non è ancora entrato in vigore ed è oggetto di ulteriori negoziati, in particolare sulle clausole ambientali e sociali. Per quanto riguarda i prodotti agricoli, l’intesa prevede, nell’arco di dieci anni, la liberalizzazione degli scambi per oltre il 90% delle merci, riducendo progressivamente le barriere tariffarie e non tariffarie attuali, e il riconoscimento di quasi sessanta indicazioni geografiche italiane.

Attualmente l’Ue impone mediamente dazi tra l’8 e il 9% sui prodotti agricoli provenienti dal Mercosur, che risponde con una media del 15% sui prodotti agricoli importati dall’Ue.

Il surplus, almeno sul fronte agricolo, appare però a vantaggio dei Paesi sudamericani. Nei primi dieci mesi del 2024, l’import agroalimentare italiano dal Mercosur è stato di quasi 3 miliardi di euro, trainato soprattutto dalle materie prime (+17% rispetto allo stesso periodo del 2023), mentre l’export agrifood italiano verso la stessa area si è attestato intorno ai 488 milioni. Nel 2024, il commercio complessivo (incluso quello industriale) tra Italia e Mercosur ha raggiunto circa 13,4 miliardi di euro.

Per quanto riguarda l’ortofrutta, “sta diventando sempre più importante, in particolare, il mercato per le mele del Sud e Centro America, soprattutto il Brasile”, ricorda Marco Salvi, presidente di Fruitimprese. L’interesse è testimoniato dall’attenzione crescente che Macfrut sta dedicando ai Paesi sudamericani.

Le barriere non tariffarie (come quelle fitosanitarie) rimangono poi uno dei maggiori ostacoli alle nostre esportazioni. Tanto è vero che Salvi ha chiesto che sia l’Ue a presentarsi come interlocutore unico per negoziare i dossier fitosanitari.

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