L’Ue non supera un altro ostacolo sul Mercosur. Il Parlamento ha votato sì a una mozione, presentata da 145 eurodeputati, che hanno chiesto di rinviare il testo dell’accordo alla Corte di giustizia dell’Ue per la verifica di compatibilità con le leggi istitutive dell’Ue. La decisione (334 deputati a favore del rinvio, 324 contrari e 11 astenuti) di fatto “congela” l’intesa mentre prosegue la protesta delle maggiori associazioni italiane degli agricoltori.
Si parla di mesi ma anche oltre un anno prima di conoscere la sentenza della Corte. Il rinvio non impedirebbe però di procedere con un’applicazione provvisoria prima degli step che portano alla ratifica.
Mobilitazione permanente
Cia era in prima linea, insieme al Copa-Cogeca. “Nell’accordo Ue-Mercosur non ci sono ancora le dovute garanzie a tutela di agricoltori -ha ribadito il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini-. Vogliamo, nero su bianco, il rispetto del principio di reciprocità: stessi standard produttivi, sanitari e ambientali che noi agricoltori garantiamo da sempre in Europa. Pretendiamo controlli serrati su tutte le merci in arrivo dal Sud America, insieme a clausole di salvaguardia realmente rapide ed efficaci”. Per Cia la soglia di salvaguardia scesa dall’8% al 5% è stata un segnale lieve e parziale, che riguarda solo l’avvio delle indagini, ma non fa scattare, in automatico, la clausola.
Coldiretti, guidata dal presidente Ettore Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, si è unita agli agricoltori a francesi della Fnsea per chiedere al Parlamento Europeo di fermare il “progetto distruttivo” della presidente della Commissione Ursula Von der Leyen. La firma del Mercosur “un accordo costruito per importare prodotti senza reciprocità e senza controlli sanitari e ambientali” sarebbe per Coldiretti un grave danno per cittadini consumatori e agricoltori “Importare prodotti che sono realizzati con regole completamente diverse e con lo sfruttamento della manodopera minorile riteniamo che sia un’ingiustizia. Servono più controlli, perché ora solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere” ha sottolineato.
“I Paesi dai quali importiamo prodotti e derrate alimentari utilizzano ancora fitofarmaci e veleni che in Europa sono stati banditi da oltre quarant’anni” ha accusato Gesmundo. “La nostra battaglia continuerà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, finché non otterremo elementi chiari di trasparenza e di coerenza da parte della Commissione europea” ha minacciato Prandini.
Nella protesta si inserisce anche la Pac, che pur beneficerà di maggiori risorse, in base all’ultima decisione. “Vogliamo dire no agli accordi commerciali sbagliati come il Mercosur e dall’altra chiediamo maggiori risorse per un settore fondamentale come l’agricoltura” ha rimarcato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.












